Published On: Dom, Mag 3rd, 2020

Covid, lezioni da Taiwan: sei decessi in tutto, senza segregazione e con democrazia

La gestione della segregazione e dell’epidemia in Italia si presta a molte critiche. SI è detto di tutto e il contrario di tutto. Tutta la società si è dimostrata arretrata, poco scientifica persino nelle categorie che -per studi e professione- avrebbero dovuto riparare all’ignoranza dei politici. Direi che in generale si è confermato il preoccupante crollo della capacità di fare inferenze e sinapsi, dovuto al sistema educativo e all’imperversare dell’apprendimento via test e pseudo informatica. Comunque, anche per l’uso dell’informatica, siamo al Medio Evo.

La cultura che ci pervade al 90% è fascio-comunista, erede dei totalitarismi del ‘900 (non del conservatorismo, e non del riformismo), cui si è aggiunta una versione della dottrina sociale cattolica, presa nella sua componente illiberale. Non a caso l’unico parto che riescono a fare gli italiani è quello della segregazione etero e autoimposta. Il Gulag, il confino e il convento di clausura sono i nostri modelli sanitari.

Lezioni pesanti vengono per la vecchia politica e per le società decadenti e retrogradiste da Taiwan, una nazione democratica (esclusa dall’OMS iperpoliticizzata e iposcientifica per amore del totalitarismo cinese, e i risultati positivi si sono visti, per la disastrosa OMS e per l’ottima Taiwan). Non parliamo di un’isoletta, dal momento che ha poco meno di metà abitanti rispetto all’Italia. Senza nessun “lockdown“, Taipei ha avuto finora solo 6 morti (SEI). Ma si sono mossi il 31 dicembre 2019, e IN UN GIORNO hanno fatto ciò che neanche oggi da noi siamo capaci di fare…
Ne ho scritto a più riprese. Adesso si comincia a parlarne un po’ di più, anche se con la giusta dose di CENSURA. Nel senso che il contenuto di questo link,
oppure di quest’altro link,
o di questo link
….meriterebbe il primo post nei TG serali e nelle prime pagine dei nostri NON-giornali.

Ah, dimenticavo un altro segno che ricorda come era sana l’Italia degli anni ’50, e come lo è oggi Taiwan. I cittadini taiwanesi in queste settimane si sono dannati l’anima per inviarci aiuti sanitari, perché ancora oggi sono riconoscenti per gli aiuti forniti dai nostri sacerdoti dopo la lunga guerra contro l’imperatore Mao.
Detto ciò, leggete…