Published On: Gio, Mag 15th, 2014

Creare energia dalle fognature e dagli allevamenti animali. Fantascienza? No, realtà

Gli enormi allevamenti di animali (suini e pollame) che ci sono nella pianura Padana, provocano gravi danni all’ecosistema, in quanto se vengono immessi nel terreno, lo riempiono di dannosi nitrati mentre, se finiscono in mare, sono un grave problema di inquinamento.

Il problema potrebbe essere risolto come un ottimo Uovo di Colombo, e non negli USA o in Israele, dove la tecnologia sociale e ambientale funziona e non è ostacolata dalla scuola e dalla pseudocultura che impera nel populismo popolare indotto. Si tratta di un metodo che permette di trasformare le deiezioni dei polli in biofuel, con un prodotto finale di scarto che è un ammendante naturale fantastico per i terreni, la terra preta. Il sistema di realizzazione del biofuel è anaerobico e senza produzione di CO2. (Vedere sotto, l’intero articolo è qui). Il progetto E2BEBIS è guidato da un gruppo di lavoro che è uno spin off dell’Università di Bologna. Vedere qui il sito.

E’ un argomento di cui il sottoscritto parla (inascoltato) da anni (vedere, per esempio, QUI, in fondo). Per fortuna, le cose vanno avanti, persino in Italia.

Il sistema dei microgassificatori Gek Gasifier proposti da All power Labs è molto funzionale, almeno sulla carta, e rende direttamente energia elettrica, anche al piccolo produttore, con una produttività maggiore dei pannelli fotovoltaici (si ammortizzano in pochissimi anni). In regioni come la Liguria, dove le potature degli ulivi mandano in fumo ogni anno migliaia di tonnellate, sarebbe l’uovo di Colombo. Appunto.

Di più.
SE il processo funziona per le deiezioni di gallina e per le potature e scarti vegetali, perché non proporlo anche per i nostri depuratori così pochi e così obsoleti fin dalla nascita? Si pensi a Montecarlo, dal cui depuratore, posto nel centro del Principato di Monaco, sotto la piazza principale, esce acqua pulita, mentre il residuo secco fertilizza i frutteti della Provenza. Ma produrre energia elettrica (o biofuel come nel caso di E2BEBIS) dalla cacca umana sarebbe un gigantesco passo in avanti per l’umanità, per citare, non troppo irriverentemente, la frase famosa proposta all’atto dello sbarco sulla Luna.

“…Nella Pianura Padana, a causa dell’enorme concentrazione di aziende avicole, mangimi e sostanze organiche con cui vengono alimentati gli animali si trasformano in montagne di pollina che il territorio non è in grado di ricevere, con il conseguente problema dell’accumulo di nitrati nel terreno. Tradizionalmente la pollina si spargeva sui campi, ma ora si è ormai abbondantemente raggiunta e superata la soglia di saturazione.

Al contrario, la produzione di biochar permette una gestione ottimale del problema. Innanzitutto il biochar si produce mediante pirolisi (in assenza di ossigeno senza produzione di CO2) e ha l’effetto di sequestrare la CO2, “catturandola” nel carbone. Ma l’aspetto veramente sorprendente è che, sparso sui terreni agricoli come ammendante, il biochar ne riduce il fabbisogno di acqua e incrementa la fertilità. È la soluzione della Terra Preta, già nota alle civiltà precolombiane con la carbonizzazione di sostanze organiche e c he ancora rende fertilili vaste aree nella Foresta Amazzonica dopo 1000 anni. Le caratteristiche sommarie ne fanno presagire che siamo in presenza di uno dei migliori prodotti possibili dal punto di vista agronomico. Ma non è tutto. In Germania un biochar di origine esclusivamente vegetale è stato testato come additivo nella dieta dei bovini, che hanno immediatamente aumento le rese.

Il progetto sarà presentato lunedì 19 maggio alle 15.30 al Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell’Università di Bologna, a Ozzano Emilia (BO).”

biochar bologna

Microgassificatore Gek

Microgassificatore Gek

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