Published On: Mar, Gen 12th, 2016

Da chef nell’Antartide alla Sciamadda dei Vinaccieri a Sestri Levante: una storia di passione tra mare, ghiaccio e cucina

Si può vivere un Masterchef molto più duro e formativo, da soli e nei ghiacci dell’Antartide? Un ristoratore del Tigullio ha vissuto questa esperienza straordinaria grazie alla sua tenacia e passione. Si tratta di Andrea Ballarini che ha partecipato a ben tre spedizioni in Antartide. Ballarini è il titolare della Cantina del Polpo e della Sciamadda dei Vinaccieri a Sestri Levante. La Sciamadda porta lo stesso nome del locale aperto dai suoi nonni.

Ballarini cominciò a pensare a un viaggio in Antartide fin da quando vide le prime immagini del continente bianco, da bambino. Il ristoratore sestrino ha studiato da geometra ma poi la passione lo ha portato dall’edilizia alla cucina di qualità.
Divenuto uno chef Ballarini, grazie a una fortunata combinazione, riuscì a far pervenire il suo curriculum a un’azienda cui era stata affidata una missione in Antartide, e fu convocato per un colloquio.
Ma dopo il colloquio non fu più contattato e così telefonò alla direzione, che però gli confermò la mancata assunzione.
L’Azienda però dopo due settimane lo chiamò e gli chiese se era ancora disponibile. Ballarini rispose di si e 20 giorni dopo iniziò la preparazione per la spedizione in Antartide. La sua prima esperienza tra i ghiacci eterni è iniziata nel novembre del 2007 ed è terminata nel febbraio 2008, poco prima dell’inizio dell’inverno antartico. Il sestrino era in servizio presso la base italiana “Stazione Mario Zucchelli”, in precedenza denominata “Baia Terra Nova”.

Dopo questa esperienza Ballarini venne richiamato per una nuova missione nello stesso anno, da ottobre a dicembre. Il ristoratore nella sua seconda missione aveva l’incarico di primo chef, con molte responsabilità: doveva cucinare per campi dislocati in aree diverse della base, e anche dei rifornimenti da inviare alla base italo-francese Concordia.

La terza missione fu per Ballarini ancora più straordinaria. Il sestrese partì i primi di gennaio del 2011 per la base Concordia e vi rimase fino a metà dicembre, 350 giorni filati. La base si trova nel plateau antartico, un’area che si estende per centinaia di chilometri intorno al Polo Sud, con una quota media di 3000 s.l.m. La base è situata a ben 3233 metri s.l.m..

“E’ stata un’esperienza incredibile. Nel periodo invernale non si può andare via dalla base, nessun aereo può atterrare o decollare. Si sente moltissimo la mancanza dei familiari e degli amici, ma si creano anche forti legami di amicizia con le altre persone che sono in missione con te. Nella Concordia, durante il periodo invernale, vi sono meno di 20 persone. Ho inoltre potuto ammirare infinite meraviglie naturali.”

Ballarini ha avuto la possibilità, durante i mesi in Antartide, di esplorare questa terra straordinaria e insidiosa, dove le temperature sul plateau possono raggiungere i -80°. Ha potuto anche imparare molto dagli scienziati che si recano nelle basi per effettuare ricerche.

“Tutti gli scienziati che ho conosciuto pensano che l’uomo stia influenzando i cambiamenti climatici. Le variazioni del clima sono già avvenute in passato, ma mai con una intensità così rapida”.

Dopo esperienze così forti, è oggi per lui più facile affrontare con successo la battaglia quotidiana tra i dentici e gli astici, tra il vermentino e i piatti da servire ai clienti.

Ballarini: Torre americana Irait

Ballarini: Torre americana e Irait

Il plateau della Base Concordia

Il plateau della Base Concordia

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