Published On: gio, Giu 26th, 2014

Da Lavagna sul depuratore (con amore)

Pubblichiamo un comunicato di Claudio Vergano (Forza Italia Lavagna, che ha appoggiato la candidatura vincente del sindaco Pino Sanguineti), in merito alla questione del depuratore di Lavagna (non più comprensoriale, secondo Lavagna: la palla ora è passata alla Regione).

“Uno dei risultati delle ultime consultazioni amministrative più graditi a gran parte della popolazione lavagnese, circa il 70%, è stata la decisa presa di posizione della nuova amministrazione riguardo al progetto della Colmata alla foce dell’Entella, decisione per la quale anch’io ho profuso per anni energie ed impegno.

A quanto pare la decisione del Sindaco di Lavagna Pino Sanguineti di NON approvare il progetto ed il relativo mega depuratore comprensoriale che avrebbe accolto, in terza fase, i reflui di una vasta area che andava da Moneglia a Zoagli comprendendo Val Petronio, Val Graveglia, Val D’Aveto e Val Fontanabuona,  ha messo in subbuglio tutti i Sindaci interessati a risolvere il problema della depurazione nei loro Comuni ma altrettanto interessati a scaricarne gli oneri a casa d’altri in perfetto stile NIMBY (Not In My Back Yard) mentre Lavagna, pur rifiutando la colmata, si rende disponibile ad ospitare il depuratore per l’area dell’Entella.

Come al solito si sono usati sui media i consueti toni allarmistici ed un po’ intimidatori, rispolverando per l’ennesima volta lo spauracchio di inevitabili ed imminenti “Sanzioni Europee”, spauracchio che la stessa Assessore Briano ha pubblicamente e fortemente ridimensionato in una recente riunione presso l’Auditorium Campodonico di Lavagna.

Queste ipotetiche sanzioni sono imminenti, per il nostro comprensorio, solo ed esclusivamente per Rapallo, mentre per gli altri Comuni si tratta di una procedura, certamente seria, ma di pre-contenzioso, quindi con tempi d’indagine e conseguentemente sanzionatori ancora ben lontani dall’essere definiti.

Inoltre è bene chiarire che le sanzioni, che avvengono solo dopo una Sentenza della Corte Europea, vengono comminate allo Stato Italiano e non direttamente ai cittadini attraverso le amministrazioni locali.

Sarà poi lo Stato a decidere di rivalersi o meno sui soggetti a valle, ad esempio Regione, AATO, Gestore, nel nostro caso IREN, gestore unico per l’AATO genovese.

Quindi le sanzioni sono comunque pagate dai cittadini ma non in modo diretto, sempre di che non vengano ravvisate delle responsabilità oggettive dei gestori, avanzo un’ipotesi, ad esempio per la  depurazione, nel caso in cui il gestore non abbia già abbondantemente percepito dagli utenti il pagamento di un servizio non ancora  effettuato avendo mancato di adeguare gli impianti, un esempio lampante è Sestri Levante.

In tal senso è bene ricordare che nel 2003, ovvero ben 11 anni fa, si era quasi giunti ad una soluzione,  avendo individuato tra Calvari e San Colombano Certenoli un’area idonea che, tra l’altro, consentiva l’utilizzo di tecnologie meno costose e più efficienti rispetto al depuratore a membrane, del tipo di quello già installato ai Quinto e previsto per l’attuale progetto e inoltre il riuso totale del depurato reimmettendolo a monte delle falde come prevede la normativa europea e non scaricandolo a mare come appare palese nell’attuale progetto del depuratore ubicato in colmata alla foce dell’Entella.

Inoltre, ormai, nemmeno un miracolo è in grado di realizzare uno o più  depuratori entro il 2015, soprattutto se ci si ostina a volerlo fare su una colmata che, in quanto tale, richiederebbe almeno qualche anno per essere realizzata e consolidata prima di poter installarci l’impianto.

Dal punto di vista amministrativo, la responsabilità va certo ricercata a livello Provinciale e Regionale, si è perso molto tempo in parole,  bizantinismi e “calcoli” errati ed ora i veri responsabili  “piangono lacrime di coccodrillo”  e non si riesce a capire come mai ci si sia ostinati per anni a volerlo collocare in una colmata che avrebbe fatto lievitare inevitabilmente e considerevolmente costi e tempi di realizzazione.

La decisione del Sindaco di Lavagna, per altro suffragata dal “referendum” elettorale a suo tempo caldeggiato dal Sindaco uscente quando rifiutò un referendum vero e proprio nel 2012, non preclude la possibilità di realizzare un depuratore comprensoriale per il bacino idrogeologico dell’Entella ma ha evidenziato la necessità di un’ubicazione alternativa, per altro precedentemente studiata e valutata dalla stessa IREN in passato, ben prima della colmata, ma messa da parte per “sofismi” probabilmente politici dalla Regione e dalla Provincia.

Che si decida di ubicarlo in Porto o nell’entroterra,  anche lavagnese, perché no, rimane il fatto che siamo in ritardo, palesemente a causa di coloro che gestiscono politicamente ed operativamente il ciclo delle acque, che hanno perso troppo tempo ed ora, ovviamente, cercano di scaricare la responsabilità sulle amministrazioni locali che non accettano interventi potenzialmente dannosi sul loro territorio, parlo ovviamente della colmata e non del depuratore.

Che i comuni che si affacciano sul Bacino del Petronio, ed in particolare Sestri Levante, siano i più preoccupati non stupisce visto che avrebbero trovato modo di risolvere, a costo zero, un problema ignorato per decenni scaricandolo su altri invece di continuare a scaricarlo a Portobello, in quanto proprio in quella bellissima località vengono convogliate le fogne di Sestri.

Un’ultima precisazione, il “benefit” per Lavagna, ovvero il rifacimento del lungomare, non sarebbe stato un benefit ma un atto dovuto, visto che l’installazione dei collettori fognari  avrebbe devastato, per almeno 4 anni, il lungomare lavagnese e ricostruirlo sarebbe stato il minimo.

In conclusione la decisione del Comune di Lavagna, a mio modesto parere, anziché creare ulteriori problemi, stimola la ricerca, o meglio il riesame, di soluzioni più economiche e certamente più rapide di una colmata, posta alla foce di un fiume già critico dal punto di vista idrogeologico, colmata che, la cronaca lo dimostra, sempre essere un fine e non uno strumento, visto che nel corso degli anni ci è stata presentata come soluzione a problemi diversissimi tra loro, tipo cantieri, aree ad uso pubblico ed infine depuratore e centro di raccolta rifiuti.

La colmata a Lavagna, progetto Iren

La colmata a Lavagna, progetto Iren

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