Published On: Gio, Ago 6th, 2015

Da Monterosso a Bordighera 140 km di palamiti in Liguria per la mattanza di pesci spada e moroni

Parliamo brevemente con una persona che -per lavoro- conosce molto bene la situazione della pesca in Liguria e nel Mediterraneo tra Toscana e Catalogna.
Ci dice che le leggi sono feroci, ma anche idiote.
Per esempio, in Liguria le spadare sono vietate (“In Sicilia anche, però lì sono vietate ma tollerate“, aggiunge).
Ma la strage di pesci spada non è per questo meno totale, anche in Liguria.
Da Monterosso a Bordighera vi è in Liguria almeno una barca per ogni città e borgo che ogni giorno, per 12 mesi all’anno, piazza un migliaio di palamiti di profondità (armati ogni 10-15 braccia). I palamiti sono approntati per la pesca del pesce spada e del morone (specie pregiata di profondità), e i pesci catturati sono quasi sempre delle riproduttrici femmine.
Ogni due-tre giorni i palamiti vengono salpati (con i pesci un poco rovinati dai morsi di calamari etc.) e sostituiti da esche nuove.
L’area di cala è oltre i banchi di pesca delle acciughe (circa 10 miglia dalla costa). In tutto sono circa 140 km. di palamiti lineari, piazzati per 12 mesi all’anno, perché -se pure c’è il fermo biologico di tre mesi per lo spada- nello stesso periodo il morone può essere pescato lo stesso, e viceversa…
Oltre quel limite, negli anni scorsi arrivavano poi anche i pescherecci spagnoli, che -oltre le acque territoriali, possono mettere anche 5.000 ami a barca. Altre stragi di tonni e spada…

Come si può intuire, è un massacro da Unni che distrugge la popolazione di specie pregiate. Noi siamo fatti così: finché c’è da raschiare il fondo del barile, lo facciamo, e non ci curiamo di stare distruggendo il campo che ci dà da mangiare.
Di sicuro, nei nostri mari occorre incrementare la itticoltura, e nel contempo migliorare il fermo biologico (vedere questo articolo su Tigullio News). rendendolo più efficace.

Di meritorio e significativo c’è che il Circolo subacquei di Sestri Levante, con il Circolo pescatori dilettanti di Portobello, condurrà una bonifica da reti abbandonate.
Infatti un pescatore “terrorista” di questi territori -che pare non le paghi- piazza le reti a pochi metri dalla linea di costa, tra Punta Baffe e Punta Manara. In barba alle leggi vigenti, naturalmente.
Per fortuna nei mesi scorsi un sub ha scoperto che vi è almeno un centinaio di metri di reti abbandonate a pochi metri dalla superficie a Punta Manara.
Reti che continuano a intercettare e uccidere molti pesci e che sono rischiose per la navigazione e per i subacquei.
Reti che evidentemente si sono incagliate sugli scogli e sono state tagliate (“visto che non le paga”, dicono alcuni operatori del settore di Sestri Levante) e abbandonate.
La rimozione sarà effettuata in collaborazione con la Guardia Costiera. Il Comune provvederà a togliere le reti dalla spiaggia, dove verranno portate.
E’ una buona notizia, pur nella consapevolezza che i talebani distruggitori di opere d’arte (e un pesce è un monumento naturale!) e nemici della vita non stanno solo in Afganistan o in Siria…

statua pescatore a levante

Il “pescatorello” di Sestri

Pescare e vendere detriti?

Pescare e vendere detriti?

Pescheria USA, anni '40

Pescheria USA, anni ’40

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