Published On: Gio, Giu 4th, 2020

Decreto Rilancio, ecco i finanziamenti più importanti per le aziende

In riferimento ai finanziamenti del Decreto Rilancio ecco alcuni punti su cui porre l’attenzione:

1) Contributo a fondo perso per soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA;

2) Credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro;

3) Bonus pubblicità.


Ecco nel dettaglio, tenendo conto che dovranno essere pubblicate le disposizioni attuative:

  1. Il Decreto Rilancio introduce un contributo a fondo perduto destinato a soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA, “di cui al testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917”. Un sostegno destinato però esclusivamente a coloro che hanno ricavi non superiori ai 5 milioni di euro (riferiti al periodo d’imposta precedente).

Il testo del provvedimento esclude, infatti, tutti coloro che hanno diritto dell’indennità di 600,00€ riconosciuta ai lavoratori autonomi titolari di P. IVA nel mese di marzo. Nel dettaglio, non possono beneficiarne coloro che hanno diritto alle seguenti indennità:

  • articolo 27 Decreto Cura Italia: Indennità professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa;
  • articolo 38 Decreto Cura Italia: Indennità lavoratori dello spettacolo;
  • articolo 44 Decreto Cura Italia: Fondo per il reddito di ultima istanza.

Non spetta, inoltre, ai soggetti la cui attività risulti cessata alla data del 31 marzo 2020.

Inoltre, nel testo del Decreto Rilancio si legge un’altra condizione, ossia che il fatturato e i corrispettivi relativi al mese di aprile 2020 siano inferiori ai due terzi dell’ammontare degli stessi nel mese di aprile 2019. Questo requisito non vale per i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019.

Per quantificare l’importo spettante tramite il contributo a fondo perduto è stato previsto un particolare sistema. Questo, infatti, è determinato applicando una “percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato di aprile 2020 e quello di aprile 2019”.
La percentuale da applicare varia a seconda dei ricavi e compensi annui (relativi al periodo d’imposta 2019):
• 20% per soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000€;
• 15% per soggetti con ricavi o compensi compresi tra 400.000€ e 1.000.000€;
• 10% per soggetti con ricavi o compensi compresi tra 1.000.000€ e 5.000.000€.
In ogni caso viene stabilito che per le persone fisiche il minimo erogabile è 1.000,00€, mentre per gli altri soggetti si tratta di 2.000,00€. Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi.

La domanda dovrà essere presentata in via telematica all’Agenzia delle Entrate. A tal proposito, sarà un provvedimento del Direttore dell’Agenzia a stabilire le modalità di effettuazione dell’istanza, il suo contenuto informativo, i termini di presentazione della stessa e ogni altro elemento necessario all’attuazione.

  1. Credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro

Spetta alle imprese che svolgono attività in luoghi aperti al pubblico (nel decreto c’è la tabella con la lista di tutte le attività ammesse); in pratica si rivolge a bar, alberghi, ristoranti, cinema, locali di svago, agenzie di viaggio, stabilimenti balneari.
Il credito è pari al 60% delle spese sostenute nel 2020 per l’adeguamento degli ambienti di lavoro (sono comprese opere edili).
Il credito è cumulabile con tutte le altre forme di agevolazione di questo tipo, a condizione che il totale delle agevolazioni non superi il 100% della spesa.
Si utilizza solo in compensazione, in 10 rate annuali di pari importo.

  1. Bonus pubblicità

Solo per l’anno 2020, è pari al 50% degli investimenti per pubblicità su giornali, radio e televisioni, senza necessità di incremento rispetto all’anno precedente.
Per chi fosse interessato, altre informazioni c/o il consulente Sandro Biasotti al 393 9388 053.