Published On: Lun, Nov 14th, 2016

Denunciato 24enne tifoso dell’Entella, per un pugno a una vigilessa di Sestri

La verità è questa: un gruppo di giovani tifosi dell’Entella ha ridato vita alla storica rivalità coi Corsari del Sestri Levante. In questa voglia di menare le mani, di appendere l’avversario a un albero, voglia di derisione e di dire o scrivere cose ignobili, c’è anche la responsabilità di qualche tifoso dell’altra parte, che ha reagito.

Il resto sono pretesti, come quello che ha dato origine alla megarissa che un mese fa ha devastato il quartiere storico di Pila a Sestri, con insospettabili sestrini che uscivano dalle porte di casa per -letteralmente- prendere a calci gli “avversari” aggressori, e i pugni alzati del tifoso denunciato oggi, di 24 anni e di Chiavari.
Il calcio non è mai stato troppo diverso dal pugilato, a parte il fatto che le scommesse nel calcio sono cosa recente, mentre erano alla base della boxe, tanto che la hanno fatta morire. Poca etica e nessuno spirito sportivo gira nei campetti di provincia (basta sentire le parolacce e le bestemmie che volano nelle scuole di calcio dove bambinetti si fanno tiranizzare da allenatori troppo spesso ringhiosi, mentre i genitori -trepidanti- mandano affanqlo arbitro e avversari, e posteggiano la macchina in doppia fila (tanto per il calcio la legge non c’è, e nemmeno le multe). Più che calcio, volano calci negli stadi, inclusi quelli liguri. Alla faccia del “noi siamo più bravi”. 
La gang dell’Entella non è stata mai troppo “colpita”. Non servono denunce e condanne penali. Magari servono pene all’americana: lavoro per i servizi sociali, per esempio. Servirebba un’intera branca del Codice penale e civile da dedicare interamente al calcio, basata sul recupero dei soggetti menapugni con lavori socialmente utili, con lo studio della poesia di Brunetto Latini, chessò…

Auguriamo questo tipo di provvedimento al giovane di Chiavari: non serve una condanna penale detentiva, ma una condanna civile, che dia modo alla coscienza di prevalere sull’incoscienza.

La rissa è da barzelletta: i “tifosi” del Chiavari sono arrivati al Sivori di Sestri Levante dove si giocava la partita tra Sestri e Sanremese. La scusa era un gemellaggio con la Sanremese… Il giovanotto ha prima colpito un tifoso con un pugno, e poi è passato a menare le mani contro una vigilessa. Eroismi giovanili, pieni di ingenuità: prima o poi si viene presi e colpiti dalla giustizia. E allora sono dolori.

I carabinieri di Sestri Levante hanno individuato il tifoso di Chiavari (coperto da un cappuccio) grazie alle telecamere presenti nelle strade della città e a quelle presenti nello stadio Sivori.
Quanto vale ancora oggi la frase di N.S. G.C.: “Perdona loro perché non sanno quello che fanno” ?
entella stadio comunale