Published On: Lun, Ott 12th, 2015

Depuratore a Chiavari: no da parte dei Consigli comunali di Chiavari, Lavagna (Ne e di tutto il Tigullio esclusi Sestri, Casarza e Castiglione)

Dopo l’importante Ordine del giorno sottoscritto dai Consigli comunali di Chiavari e Lavagna, presso lo spazio pubblico dell’Auditorium di San Francesco a Chiavari, sabato scorso, il fronte del No al depuratore in Colmata a Chiavari è decisamente più forte.

Anche perché la riunione della sera precedente ha avuto il merito di porre in evidenza le ragioni scientifiche e politiche del No al depuratore “Iren trasversale rispetto alla costa” e le ragioni di una forte unità di tutti gli oppositori (su questo punto soltanto, ovviamente, visto che il fronte è totale, esclusa il PD, in parte).

Prima delle votazioni si sono succeduti gli interventi dei consiglieri. RIportiamo (evitando i nomi) alcune idee e constatazioni:
– Il depuratore comprensoriale è più costoso e di difficile gestione, essendo trasversale rispetto alla costa;
– I soldi per il progetto Iren? Nessuno ne parla ma le tasse saranno e sono già pagate dai cittadini in voci poco visibili delle bollette dell’acqua;
– Le tubazioni trasversali, lungo il mare e le spiagge sarebbero una sciagura per il turismo;
– Chiavari può recuperare anche l’rea di pregio di Preli, se il depuratore di vallata andrà a Lavagna;
– Il Pd ha agito contro l’autonomia del Tigullio e contro il principio democratico di sussidiarietà;
– I comuni del genovesato hanno scelto l’opzione IREN contro tutti i comuni del Tigullio (schierati nel voto ATO), esclusa la val Petronio;
– Le condotte fino a Castiglione Chiavarese costerebbero più del depuratore stesso.
– i due depuratori di vallata sono una soluzione meno rischiosa e meno impattante sul profilo ambientale. Perché a ponente e cioé a Rapallo e Santa Margherita si puo’ adottare la soluzione di piccoli depuratori e a Levante no? Mi pare che tutto questo non abbia nulla a che fare con l’interesse dei Cittadini del Comprensorio nemmeno di quelli di Sestri Levante.

Ora le istituzioni regionali e comunali devono cambiare registro e rimediare al vulnus finora inferto al Tigullio, senza dormire oltre.
Regione Liguria, una volta ottenute le firme (sono già 5000: un migliaio al giorno vengono sottoscritte) e gli ODG dei Consigli comunali del Tigullio, dovrebbe dare il suo parere definitivo e superiore a quello ATO (Città Metropolitana di Genova non ha competenza, e infatti ha organizzato un voto di “sostegno” al voto ATO) entro 30 giorni.
no depuratore unico

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