Published On: Gio, Ago 13th, 2015

Depuratore comprensoriale del Tigullio: intervista all’assessore di Regione Liguria Giacomo Giampedrone

Il depuratore comprensoriale del Tigullio è ormai un caso regionale. Dopo il progetto di riproporre il progetto unico gestito da Iren, condotto all’interno della Città Metropolitana (CM) dall’assessore incaricato Pignone, era doveroso ascoltare la voce dell’Ente locale di riferimento, cioé Regione Liguria, col suo assessore competente Giacomo Giampedrone. SI noti che il sindaco di Chiavari Levaggi ha di recente ribadito la sua contrarietà al progetto di depuratore unico targato Iren.

Assessore, la proposta uscita dalla CM, al di là delle partigianerie politiche, sembra strampalata: riunire 67 sindaci per decidere su un’opera che riguarda una decina di comuni, riproporre ubicazioni bocciate dai comuni… Cosa intende fare la Regione?
Non siamo interessati a un conflitto tra enti locali, quanto a rendere efficiente la nostra azione. Con una lettera ho comunque chiesto alla CM di rispettare le competenze e deleghe di ogni soggetto istituzionale. Si deve discutere qual è la soluzione migliore evitando guerre ideologiche o -peggio- commerciali. I residenti del Tigullio devono sapere che siamo già in una procedura  di infrazione UE, anche se ancora non paghiamo denaro pubblico a Bruxelles per i ritardi accumulati. Nel resto della Regione siamo a posto, da Imperia a La Spezia.

Cosa succede a settembre?
Se i 67 sindaci trovano una soluzione concorde per il depuratore unico, col passaggio successivo alle ATO, si evita il commissariamento. Se -come immagino- i 67 decideranno di non decidere, allora subentrerà Regione Liguria.

Se passa la soluzione del depuratore unico, che presenta problemi tecnici non solo l’opposizione dei Comuni, cosa succede?
Dovremmo valutare la soluzione del depuratore unico e capire se sta in piedi, perché la valutazione tecnica è fondamentale. Per essere chiari: il parere dei tecnici di Regione Liguria ci porta a respingere quella soluzione, perché non è affatto acclarato che possa reggere gli impianti di acque nere dei comuni della piana dell’Entella, del Graveglia, del Petronio.

E’ una situazione paradossale e un poco suicida per il PD: da un lato il governo Renzi spinge per infrastrutture snelle ed efficienti, dall’altro lato in Liguria il PD si arrocca su una scelta che vede la contrarietà degli altri partiti, della popolazione, dei tecnici…
Non è un caso che il PD abbia perso le elezioni in Liguria: sui rifiuti si trovano da soli e dalla parte sbagliata; sul caso bitume a Savona, dopo che 3 anni fa avevano deciso di fare un impianto saltando la valutazione di impatto ambientale, si sono trovati di fronte a proteste popolari, rafforzate dal caso dell’impianto Tirreno power. Ora nel corso di un’assemblea pubblica in cui la Paita è stata fischiata, fanno marcia indietro e chiedono che la Regione faccia la valutazione ambientale che loro avevano bypassato. E l’anno prossimo a Savona si vota.

Strano che l’ala conservatrice del PD (Renzi è più aperto) contraria ai termovalorizzatori, abbia lasciato che la gestione dei rifiuti arrivasse a un punto tale per cui oggi si porta la nostra spazzatura nei termovalorizzatori di Torino e di Piacenza.
Il PD ligure ha seguito il populismo pseudoambientalista, pagandone le conseguenze. Ha lasciato che la gestione restasse quella di 50 anni fa, con le sole discariche e l’indifferenziata: il dato regionale di differenziazione è del 33%… Un valore da ex Terzo Mondo… Non abbiamo impianti di trattamento o pre trattamento dell’organico.
Fino a fine 2015 trasporteremo coi camion la spazzatura ligure oltre Appennino, alla faccia dell’ambiente. Dopo di che faremo partire degli impianti di pretrattamento dell’organico (aerobici o anaerobici), per ridurne il peso e le dimensioni: uno per ogni provincia. Servirà anche una legge regionale per imporre anche ai comuni inferiori ai 15.000 abitanti la raccolta porta a porta differenziata. Contiamo così di arrivare al 55% di rifiuti differenziati nel 2016.
Se passa l’idea di realizzare nuovi termovalorizzatori, valuteremo l’idea con criteri scientifici, senza essere a priori per il sì o per il no.

In Europa in questi anni i rifiuti sono stati un guadagno e non un disastro come da noi. Noi arriviamo tardi, quando gli altri forse hanno già tecnologie nuove e diverse. Comunque a oggi, nel Principato di Monaco, come in Danimarca a Copenhagen, Amburgo e in tutte le città europee, si termovalorizza senza fare appalti truccati e senza mancare di rispetto all’ambiente… Parliamo comunque di un’altra urgenza nella piana dell’Entella: gli argini del fiume.
Sarò nel Tigullio la prossima settimana per fare il punto anche su questo problema: tra il progetto di un argine alto un metro più di quello vecchio ma forse troppo largo (12 metri, ndr) e non fare nulla, c’è di mezzo la sicurezza. Dobbiamo agire presto e bene.
Il Fereggiano a Genova oggi è pieno di piante e rocce non eliminate. Un esempio pessimo che impone delle azioni.
Da un lato procederemo con le grandi opere strutturali, come lo scolmatore del Bisagno, ma poi serve un grande lavoro di prevenzione e manutenzione dei corsi d’acqua minori.
Attiveremo dei fondi FAS per i circa 100 comuni liguri che hanno più necessità di interventi idrogeologici di mitigazione del rischio. E’ una missione per noi fondamentale.

Confermo: a Sestri levante, Comune amministrato dalla sinistra, da quando sono state fatte manutenzioni ferme da 30 anni sui canali e rii minori, la situazione è decisamente migliorata.
Parliamo però delle infrastrutture: s
ul porto di Genova il governo si è svegliato… dopo che ci hanno tirato le orecchie persino dall’Egitto, dicendo se dormivamo ancora dopo il raddoppio di Suez, con la mancanza di collegamenti europei per i nostri porti…
Abbiamo fatto alcuni incontri col ministro Delrio proprio sul rilancio di Genova come porto internazionale, non come “Porto d’Italia” come è stato scritto -al ribasso- da alcuni organi di stampa.
Delrio ha confermato gli impegni economici per il Terzo Valico, che così per fortuna non avrà sospensione dei cantieri. Anche se con Merlo (Presidente dell’Autorità portuale di Genova) abbiamo discusso in merito al prolungamento della diga foranea, necessario per accogliere le navi di nuova generazione di tonnellaggio maggiore, confidiamo in soluzioni di progresso e non regresso per riportare lo scalo di Genova al centro dell’Europa.

Quanto alle infrastrutture su strada però siamo ancora al 1900…
Sono favorevole alla realizzazione immediata della Gronda di Ponente e di Levante, e anche della Pontremolese, necessaria per lo sviluppo del porto di La Spezia. Ma per quelle opere servono interventi da parte del Governo: denaro, non parole.

giacomo giampedrone assessore

  Assessore Giacomo Giampedrone

rio fereggiano agosto 2015

Rio Fereggiano (Genova) agosto 2015

Displaying 2 Comments
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  1. francesco traldi ha detto:

    l’unica soluzione é SANTANNA !
    SIA PER LA FOGNATURA che per il termovalorizzatore ! Lo propongo da 30 anni ma, per farmi un dispetto….. nessuno vuol considerare questa proposta economica e NON INVASIVA !
    NON SI VEDREBBE NULLA ! TUTTO DENTRO LA MONTAGNA ! COME FANNO A MONTECARLO ETC ETC !
    SI TAGLIANO LE BALLE DA SOLI E SPERPERERANNO MILIONI !!
    ING PROF TRALDI

  2. per non spaccare il comprensorio i due credo che la più ‘saggia e responsabile decisione sia di due depuratori, uno per la Val Petronio è uno per L’ Entella: il costo è’ di solo 3.000.000 o in più’ e non aumenterà ‘ di molto le bollette agli utenti, è’ chiaro che il sindaco di Chiavari non può’ fare il Ponzio Pilato, anche perché’ e’ Assessore delle città’ Metropolitana, gli interessi dei privati arrivano veramente per ultimi!

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