Published On: Gio, Set 5th, 2019

Depuratore di Chiavari: andrà sul “bagnasciuga” in Colmata. 100 milioni di Lavori pubblici senza gara d’appalto?

Da decenni si “parla della circonvallazione autostradale di Genova. Nulla si è fatto.
Da decenni si parla di Terzo Valico. I lavori non sono ancora finiti.
La TAV è ancora bloccata, mentre da Pechino ad Amburgo c’è la transiberiana merci TAV, e mentre in Cina si sono costruiti 12.000 km. di TAV in meno di 15 anni.

Con queste premesse, non ci si può lamentare se il nuovo depuratore della vallata dell’Entella è ancora in alto mare.
Anzi, se si deve dar credito alle ultime voci, andrà posizionato in riva al mare, in Colmata, a fianco della banchina del porto di Chiavari, dei campi di calcio e dei parcheggi.
Il che sembrerebbe severamente problematico.

E’ pur vero che gli spazi, data l’indisponibilità del Comune di Lavagna, sono solo la Colmata o le aree di Preli, dov’è attualmente posizionato il depuratore ma che -data la loro bellezza e collocazione- possono diventare il motore turistico e residenziale di Chiavari.

Resta appunto la Colmata, ma qui intervengono le proteste dei residenti e delle attività contro un impianto vicino al Lido…
Ecco quindi le ragioni dell’esilio sul bagnasciuga…
Il fatto è che sul bagnasciuga si dovrebbero realizzare difese dal mare pari a quelle della vicinissima diga foranea. Calcolando:
1. – una spesa di 12 milioni di euro solo per la difesa dalle mareggiate;
2. – il rischio che il mare danneggi comunque l’opera. Si pensi infatti a ciò che è successo alle dighe foranee dei porti di Rapallo e Santa Margherita ligure, distrutte dalla mareggiata di fine ottobre 2018;
3. – Gli enormi e imprevedibili danni dovuti alla modifica della linea costiera (con scogliere, cemento, dighe, pennelli etc.). Si pensi a ciò che è successo a Lavagna dove -col porto- si sono rovinati 5 km. di pregiatissima spiaggia, oltre ad avere interrato altri due km. di spiaggia a Sestri Levante.

Il depuratore dovrà servire anche i comuni di ZoagliLavagnaLeivi, Carasco, e i comuni delle valli Graveglia, Sturla e Fontanabuona. La progettazione è affidata a Ireti, la società che realizza per conto di Iren le “Reti” di gas, energia elettrica e servizi idrici (acqua potabile, depurazione e reti di acque nere). Il progetto “definitivo” è stato depositato in questi giorni in Regione Liguria.

100 MILIONI DI LAVORI PUBBLICI SENZA GARA D’APPALTO?
Destano pesanti perplessità anche le modalità dell’affidamento di questo (e di altri appalti) a IREN. Ciò non perché Iren sia un’azienda migliore o peggiore di altre, ma perché pensiamo che per la realizzazione di impianti che nel solo Tigullio sono costati o costeranno circa 100 milioni in totale, tra Santa Margherita ligure e Sestri Levante, SIA NECESSARIA UNA GARA D’APPALTO DI TIPO EUROPEO.

E’ pur vero che senz’altro Città Metropolitana e gli altri Enti preposti hanno seguito comportamenti legali, tanto più su opere da 100 milioni di euro…
Probabilmente infatti l’obbligo di utilizzare bandi di appalto per le opere pubbliche non vale per le Società Partecipate da Enti Pubblici, come è IREN.
Ciò non toglie che politicamente sarebbe molto meglio utilizzare le sacre leggi della concorrenza (=migliore prodotto al migliore prezzo), invece che affidarsi a una sola cultura aziendale e tecnologica. Immaginiamo che in Italia e in Europa (Gare d’appalto europee se ne fanno per “pochi spiccioli” nei nostri Comuni…) possano emergere altre soluzioni, maggiore qualità e minori prezzi. Oppure no, e allora vincerebbe IREN, che certo ha vantaggi logistici, essendo già presente in Liguria.