Published On: mer, Dic 28th, 2016

Depurazione fognaria: multe UE di 482 milioni annui. Il Tigullio dorme

Anche un depuratore che non funziona è un depuratore che inquina. A Bruxelles la Commissione europea ha accumulato negli ultimi dieci anni una serie di dossier che nel 2017 potrebbero portare a nuove sanzioni e deferimenti alla Corte di giustizia. In Italia 1.025 agglomerati urbani sono in procedura di infrazione.

Un anno fa Erasmo D’Angelis, capo della Struttura di missione di palazzo Chigi contro il dissesto idrogeologico e per le infrastrutture idriche, durante il convegno «Stati generali acque pulite» dichiarava: “Tre italiani su 10 non sono allacciati a fognature o depuratori. Se non faremo nulla prevediamo sanzioni per 482 milioni di euro l’anno, a partire dal 2016“.

Infatti l’Unione Europea ha condannato l’Italia a pagare multe da 476 milioni di euro all’anno per infrazioni sulle reti idriche fognarie.
Sono 110 gli agglomerati urbani già condannati secondo la prima procedura di infrazione inflitta all’Italia (in totale le procedure sono tre).

Inquinano grandi città, mete turistiche di fama internazionale, città medie. Le nostre amministrazioni locali non sono riuscite, nei 25 anni avuti a disposizione, a realizzare le infrastrutture per le acque reflue richieste dalla Direttiva europea del 1991.
Il problema tocca tutto il Paese eccetto il Molise, solo perché questa regione scarica le sue acque reflue in Puglia e Abruzzo.
Vanno da Cefalù a Courmayeur, da Rapallo a Trieste, da Napoli a Roma le carenze del sistema di raccolta e trattamento delle acque fognarie. La prima procedura d’infrazione risale al 2004, e si è conclusa nel luglio del 2012 con una sentenza di condanna emessa dalla Corte Ue. L’8 dicembre 2016 la Commissione ha deferito nuovamente l’Italia alla Corte accusandola di non aver rispettato la sentenza del 2012, e chiedendo l’applicazione di una doppia sanzione: una multa forfettaria di 62,6 milioni di euro più una penalità di 347 mila euro al giorno. La seconda azione incentrata su 27 località data 2009. Del 2014 è la sentenza di condanna della Corte e ora i tempi sono maturi per un secondo deferimento con multa. La terza procedura d’infrazione riguarda ben 852 agglomerati urbani. Nel 2017 dovrebbe arrivare il deferimento alla Corte di giustizia.

Eppure i soldi per finanziare i depuratori nuovi ci sono: il governo Monti ha stanziato 1,7 miliardi di fondi Fas per nuove reti fognarie e depuratori, ma gli investimenti sono bloccati: i lavori in corso sono 32 su 182… Il nostro sistema non riesce a realizzare infrastrutture e, quando le fa, sono già tecnologicamente degne dei paleosauri.
Si pensi ai depuratori del Tigullio, con Santa Margherita e Portofino che si sono arrangiate da sole e velocemente, mentre Rapallo è in stand by, e il Tigullio centro-orientale, dopo aver litigato per un paio di anni sul dove realizzare il depuratore unico che era stato “imposto”, ora che ha risolto la diatriba decidendo per l’opzione dei 2 (o 3) impianti… si è di nuovo messa a dormire. E’ così per tutto -si pensi alle reti di trasporto urbano (ATP Tigullio, ATAC Roma…)- mentre intanto i denari scorrono a fiumi nelle acque nere delle multe UE, con aziende (ATP) che non producono redditi ma debiti.

RIFIUTI
Intanto continua a salire il conto delle multe Ue per le discariche fuorilegge e i rifiuti in Campania. Nel primo caso l’Italia ha sborsato, dalla condanna del dicembre 2014 a oggi, circa 140 milioni di euro riuscendo a dimezzare il numero degli impianti fuori norma. Mentre nel caso Campania dal luglio 2015 si sta pagando una multa da 120 mila euro al giorno che sarà bloccata solo quando l’Italia dimostrerà che il ciclo di gestioni dei rifiuti funziona al cento per cento. L’unica soluzione sono i termovalorizzatori, che però in Italia sono “stranamente” osteggiati da quasi tutti… Non solo perché con le discariche e con il trasporto dei rifiuti da Napoli al Piemonte vicino a Torino, oppure a Copenhagen o in Germania, i piemontesi, danesi e tedeschi guadagnano un sacco di denaro, ma anche perché ci guadagna chi gestisce il traffico… mentre il cittadino può ripetere con Totò “…E io pago!”, anche se poi, però, l’italiano che non va a studiare i dettagli tecno-scientifici resta succube dell’idea: “Gli inceneritori inquinano”… Eppure a Copenhagen ce ne sono due. Uno nel centro di Montecarlo. Ve ne sono in ogni città europea, e in ogni città europea i rifiuti sono diventati una fonte di guadagno o di costo zero. Sono idioti loro, oppure..?

Aree individuate nel 2012