Pubblicato il: lun, Giu 19th, 2017

Di Capua non accetta un confronto pubblico: Levaggi lo critica duramente

Il sindaco di Chiavari Levaggi sarà in piazza Mazzini mercoledi 21 giugno alle ore 18. Di seguito un suo comunicato stampa sugli sviluppi della campagna elettorale

Andrò in piazza da solo. A fare un comizio. Microfono alla mano. Zero foglietti. Zero suggeritori. I chiavaresi davanti. La mia amata città.

Metterò una sedia, al mio fianco. Con un fantoccio di Marco Di Capua. In fondo, è il riassunto di questa campagna elettorale. Con un burattino, manovrato dai suoi consiglieri, in primis l’avvocato Segalerba. Un candidato imbalsamato, prigioniero della sua paura, delle correnti, dei personaggi discussi e discutibili dei quali si è circondato e dai quali non ha mai preso le distanze. Neppure dai pregiudicati.

Prendo atto dei timori di Marco Di Capua, della sua idiosincrasia verso la piazza.

Prendo atto della sua confusione mentale: dimentica di dire che non si è presentato all’unico confronto pubblico (quello dell’associazione Il Bandolo); non distingue tra dibattiti pubblici (aperti al pubblico) e confronti in tv o sui giornali (a porte chiuse); dimentica di dire che quello organizzato dalla CNA era solo per gli associati; ignora o fa finta di ignorare che domani a Telepace si faranno due interviste separate di 25 minuti ciascuna.

Prendo atto del linguaggio politichese e capzioso usato dall’avvocato Segalerba per scrivere il loro comunicato. A me non incanta né intimorisce con le parole.

Prendo atto della loro ignoranza crassa: difficile pensare che nel ventennio fascista, da loro impropriamente evocato, ci fossero occasioni di confronto.

Prendo atto dei metodi agostiniani che non cambiano mai. Solo Agostino e Di Capua, dal Dopoguerra in poi, si sono sottratti al confronto pubblico in piazza. A Genova, tanto per fare un esempio, i candidati Crivello e Bucci, che entrambi hanno un ben diverso concetto di campagna elettorale, hanno fatto e faranno diversi confronti aperti al pubblico, in teatro e nelle piazze.

Prendo atto del timore per problemi di ordine pubblico e di gestione della piazza della mia controparte. Ma noi siamo gente perbene. Non abbiamo fazioni né truppe cammellate al seguito. Siamo “La Meglio Chiavari”. Non ci accompagniamo con condannati né pregiudicati. Non imbarchiamo traditori né voltagabbana tra primo e secondo turno.

Prendo atto del linguaggio “bovino” che mi viene attribuito. Invito a dare un giudizio sui comportamenti da stalker di qualche vostro sostenitore, prima di parlare. Guardare per credere certi video e commenti.

Prendo atto che, oltre alla storia italiana, questi signori non conoscono la matematica. Mille persone al Lido… imparate a contare, per cortesia. Nei giorni scorsi vi gonfiavate il petto per la metà di mille.

Prendo atto del linguaggio militaresco dei miei avversari, perfettamente in linea con il profilo antidemocratico del loro precedessore. E questi sarebbero il nuovo che avanza… Io non ho fatto chiamate alle armi. Sono il sindaco uscente, sono un sindaco democratico. Ho chiesto un confronto pubblico in piazza per dar modo a tutti i chiavaresi di farsi una loro opinione. Non tutti guardano la TV, né leggono i giornali, né usano i social network. Esistono ulteriori livelli comunicativi. Ma evidentemente non per un candidato sparito dalla piazza, in quanto molto più concentrato a inseguire accordi e accordicchi nel chiuso di una stanza. E questo sarebbe il sindaco di tutti??

Per finire, prendo atto con rammarico che la città, la mia Chiavari, ha perso, per colpa dell’atteggiamento ottuso di Di Capua e del suo staff, una bella occasione di libero confronto e circolazione delle idee, come avviene in tutti i Comuni d’Italia e in tutte le nazioni democratiche.
Io ci sarò.

Il Sindaco di Chiavari, ing. Roberto Levaggi