Published On: Mer, Nov 13th, 2013

Dichiarazione di Elisabetta Lai (Ascom) su contraffazione e commercio abusivo

Riportiamo questo comunicato della delegazione Ascom di Rapallo e Zoagli, fatta dalla presidente Elisabetta Lai
A seguito del mio intervento riportato dalla stampa del 12 novembre, colgo l’occasione per inviarvi una riflessione più articolata sul problema della vendita di beni e alimenti contraffatti. Tengo particolarmente a sottolineare che la lotta non va condotta contro le persone che vendono questi prodotti, in quanto anello debolissimo di una catena di sfruttamento, bensì in due direzioni diverse: a monte, per colpire con durezza chi guadagna cifre stratosferiche letteralmente sulla pelle degli sfruttati e dei consumatori ignari, e a valle, con un’opera di sensibilizzazione del consumatore spesso ignaro del fatto che sta alimentando la criminalità organizzata. Il mio invito a bruciare simbolicamente in piazza la merce sequestrata è un modo forse troppo plateale ma sicuramente efficace per ricordare a tutti quello che sta succedendo.

L’obiettivo della giornata di mobilitazione nazionale era di  portare l’attenzione su un problema che ha risvolti drammatici non solo in termini di concorrenza sleale e di elusione fiscale, e quindi di competitività per le imprese regolari, ma anche e soprattutto sotto il profilo sociale.

Chi produce e chi vende un prodotto contraffatto commette un reato.

Chi lo acquista è complice di un reato, mette a rischio la sua salute e quella dei suoi figli e soprattutto alimenta la criminalità organizzata.

Le vere imprese, microscopiche, piccole, grandi che siano, non possono più tollerare un vero e proprio sistema criminale che sta mettendo in ginocchio il paese e le loro attività.

Il focus della nostra azione vuole proprio essere questo sistema, di cui le prime vittime, spesso per disperazione, sono i tanti  operatori abusivi che vediamo per strada.

Contraffazione e abusivismo contribuiscono quotidianamente allo sfruttamento della manodopera clandestina, del lavoro sommerso e del lavoro minorile sottraendo importanti spazi all’economia regolare.

Sconfiggere abusivismo e contraffazione significa limitare l’enorme ricaduta sociale di questi fenomeni, basti pensare ai  danni in termini di mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro, delle tutele dei lavoratori occupati nell’industria del falso e nella vendita abusiva di prodotti taroccati (assenza di tutele sanitarie, previdenziali, per infortuni sul lavoro, per orari e salubrità dei luoghi di lavoro).

Se giustamente si parla di lotta all’evasione fiscale e della necessità per lo Stato e le Amministrazioni locali di recuperare risorse finanziarie da rimettere in circolo non possiamo rinunciare alla lotta contro l’evasione totale.

Un consumatore su quattro ha acquistato almeno una volta nel 2013 un prodotto o un servizio illegale.

Il nostro Paese ha il triste primato di essere il primo in Europa nel consumo di prodotti contraffatti ed è al terzo posto nel mondo per la produzione.

In Italia, il giro d’affari della contraffazione è pari a 6,9 miliardi di euro all’anno con un impatto sull’occupazione che riguarda complessivamente 110mila posti di lavoro.

Contraffazione e abusivismo sono un danno per lo Stato in termini di mancate entrate fiscali pari a -4,6 miliardi di euro.

Comprare contraffatto equivale ad alimentare la mafia, l’ndrangheta, la camorra che con la contraffazione guadagnano cifre da capogiro: quei  6,9 miliardi di euro, sono l’equivalente di due manovre finanziarie sufficienti a sanare il bilancio pubblico, altro che IVA e IMU e TARI.

Dobbiamo, tutti insieme, fare un passo in avanti per contrastare l’illegalità, perché di questo si tratta.

Non sono dunque sufficienti protocolli di intesa e dichiarazioni di intenti se poi la legislazione vigente non offre adeguati strumenti di salvaguardia, ancor di meno se poi scopriamo che organizzazione o sottodimensionamento degli organici a disposizione non consentono interventi tempestivi  e risolutori.

Abusivismo e contraffazione sono un fronte su cui si giocano la credibilità delle nostre Istituzioni e la sopravvivenza delle nostre attività.

Per questo la nostra richiesta è che questa emergenza diventi realmente LA priorità da sconfiggere.

Elisabetta Lai

Elisabetta Lai (Civ e Ascom Rapallo-Zoagli), coi sindaci Costa e De Marchi

Elisabetta Lai (Civ e Ascom Rapallo-Zoagli), coi sindaci Costa e De Marchi

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