Published On: Ven, Gen 13th, 2017

Disastro demografico a Genova: -30% in 45 anni. Confronti con altre città

Da 45 anni a Genova vi sono più morti che neonati, e più trasferiti in altre città che arrivati. Tra le istituzioni nessuno si muove o nessuno si accorge del disastro. Eppure i dati non sono soltanto gravi dal punto di vista sociale (una società bloccata, invecchiata e senza ricambi non creerà nuove culture) ma anche dal punto di vista economico (e lo si vede). Non basta dire: “Fate più figli!”, servono gli incentivi che si danno in Francia e nel Nord Europa, dove la demografia è non a caso più decente, e di conseguenza anche l’economia.

Nel 1971 la città di Genova contava 816.872 residenti, mentre nel settembre 2016 i residenti erano 583.973 -di cui 54779 stranieri (10%). Nella bassa val Bisagno i residenti sono 74.513. Nel 2016 li calo era dello -0,6% rispetto alle 587.593 di settembre 2015: la fuga dalle nascite e dalla città sono continui e inarrestabili.
I dati sono riportati dal notiziario statistico del Comune di Genova, coi dati relativi ai primi nove mesi del 2016. Dal 1971 a settembre 2016 la popolazione della città è calata di 232.899 unità, -29% in 45 anni. Le famiglie genovesi a fine settembre scorso erano 294.592 (543 in meno, -0,2% rispetto a settembre 2015).

Male anche gli indicatori della tenuta sociale: nei primi nove mesi del 2016 vi sono stati a Genova soltanto 1.022 matrimoni, mentre erano stati 1.115 nei primi nove mesi del 2015 (-8,3%).
Preoccupante anche l’indice delle separazioni e divorzi: da 501 sono saliti a 661 (+31,9%).

Di seguito i dati relativi a San Francisco, città con una demografia e caratteristiche ambientali molto simili a quelle di Genova. E’ però vero ben che -mentre Genova ha buttato al vento le sue industrie, inseguendo i fantasmi della cementificazione del nulla e del turismo (in una città poco competitiva con Firenze, Napoli, Barcellona etc.), San Francisco ha saputo inventarsi una minuzia come la Silicon Valley…
Però i dati di Frisco sono comunque impietosi:

1970 715,674 −3.3%
1980 678,974 −5.1%
1990 723,959 +6.6%
2000 776,733 +7.3%
2010 805,235 +3.7%
2015 864,816 +7.4%

Qualcuno potrebbe dire: – Eh vabbe’, ma loro si sono ritrovati con Silicon Valley, e noi con l’Italsider…
Allora prendiamo una città del Texas come San Antonio. Se ne veda la vitalità nelle scuole. I dati sono antigenovesi al massimo:

1970 654,153 11.3%
1980 785,940 20.1%
1990 935,933 19.1%
2000 1,144,646 22.3%
2010 1,327,407 16.0%
  2015 1,469,845 10.7%

Anche nella decadente Europa, la città di Lione ha perso “solo” il 5% dei suoi abitanti dal 1968:

Évolution de la population  
1793 1800 1806 1821 1831 1836 1841 1846 1851
102 167 88 919 102 041 131 258 149 733 150 814 155 939 177 976 177 190
1856 1861 1866 1872 1876 1881 1886 1891 1896
292 721 318 803 323 954 323 417 342 815 376 613 401 930 438 077 466 028
1901 1906 1911 1921 1926 1931 1936 1946 1954
459 099 472 114 523 796 561 592 570 840 579 763 570 622 460 748 471 270
1962 1968 1975 1982 1990 1999 2006 2011 2014
528 535 527 800 456 716 413 095 415 487 445 452 472 304 491 268 506 615

Nel Regno Unito, Birmingham ha questi dati:

1951 1,112,685 +11.8%
1961 1,107,187 −0.5%
2001 977,087 −11.8%
2011 1,074,300 +9.9%

In Italia, Palermo è passata da 642.800 abitanti nel 1971 ai 655.908 del 2012.

Foto: Lavagna, cimitero, by Vittorio Zoppi