Published On: Mer, Nov 16th, 2016

Disastro treni in Liguria: da Genova a Milano più ore che da Milano a Roma

La Liguria è sempre più penalizzata dalle sue infrastrutture: della cintura autostradale (Gronda) di Genova si “parla” da oltre trent’anni (30 anni!); l’aeroporto non decolla; le ferrovie sono abominevoli, se si pensa che sono ancora -in due tratte su quattro- a binario unico (cose che al tempo di George Stephenson, inventore della locomotiva, non si potevano immaginare). Parliamo del binario unico tra Italia e Francia, sulla Genova-Ventimiglia, e del binario unico tra La Spezia e Parma (il raddoppio della Pontremolese fu avviato nel 1946 e non è ancora concluso).
Sono cose intollerabili nel centro Africa o in Groenlandia, figurarsi in una regione turistica europea e dal clima temperato.

L’opposizione di Raffaella Paita ora spara su Toti & Company, ma non è che nei decenni precedenti sia stato fatto un serio piano delle infrastrutture: tutto era bloccato dai NIMBY della val Polcevera, dai No TAV piemontesi, e dai bonzi locali.
Per Paita e Lunardon “Il treno veloce per Milano promesso l’anno scorso dal governatore non è mai stato preso realmente in considerazione; per andare a Roma, dal mese prossimo, occorrerà mezzora in più rispetto a oggi; il Frecciabianca per Torino del mattino è stato cancellato, in barba agli annunci sulla macroregione; sulla linea Genova-Acqui Terme sono rimaste tutte le problematiche dell’anno scorso e per quanto se ne sa criticità rimangono anche sulle altre linee verso l’interno e su quelle a lunga percorrenza.

Insomma Genova è sempre più lontana da Milano, Torino e Roma (per non parlare di molte altre grandi città come Bologna e Firenze) e la Liguria fatica ad avere collegamenti decenti anche al proprio interno e con il Basso Piemonte.
Il Freccia Bianca viaggia al 25% di riempimento poltrone. In compenso l’aereo Genova-Roma è intasato.

Le infrastrutture -con l’Energia e la burocrazia- sono la cosa più importante per la crescita e la sopravvivenza di un territorio che non voglia fare la fine di Fanfulla da Lodi o del Barone di Munchausen.
Senza strade e ferrovie i porti non servono a nulla. La concorrenza internazionale è feroce: mentre la SPagna si offre di ospitare a basso costo le banche e le organizzazioni finanziarie mondiali in fuga (ma fuggiranno davvero?) da Londra nel dopo Brexit, la Liguria può offrire molta più bellezza e tranquillità di Barcellona o Ibiza, ma non può nemmeno pensare di proporsi come hub finanziario internazionale, perché non ha né aeroporti né ferrovie decenti. E’ denaro perso, nuovi cittadini persi, che non porteranno ricchezza qui ma altrove.

I dati tragicomici dell “Freccia Stanca” (da Liguritutti)

“La Genova-Roma potrebbe essere percorsa in 3,40 minuti. Così invece siamo a 4 ore e 53 minuti. Andata e ritorno in giornata fanno quasi dieci ore. Impossibile.

Chi scrive su quel Freccia Stanca ci ha passato letteralmente anni di vita. Circa 700 volte avanti e indietro, vuol dire più di 2.800 ore, oltre quattro mesi. Avevi perfino fatto amicizia con i tre ragazzi che distribuivano il cibo e i giornali. Siete cresciuti insieme, viaggio dopo viaggio.

 

…Ricordi ritardi biblici. Un brindisi di Natale tra viaggiatori nella campagna di Grosseto.
…Oggi chi vuole restare appeso a Genova deve rinunciare anche al treno. Dopo che si sono arrese le compagnie aeree low cost: prima Ryanair, poi Vueling. Resta Alitalia con tariffe che, in regime di sostanziale dominio della linea, sono fuori della portata di chi viaggia spesso.

E’ un altro filo che si spezza: restare a Genova a lavorare è sempre più difficile.

E INTANTO PER ANDARE DA TORINO A ROMA CI VUOLE MENO TEMPO CHE DA GENOVA, NONOSTANTE SIA TANTO PIU’ LONTANA.
ANDARE DA MILANO A ROMA RICHIEDE 2 ORE E 20, PRATICAMENTE LO STESSO TEMPO CHE SERVE DA GENOVA A MILANO.”
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Stazione ferroviaria di Wuhan, Cina

Stazione ferroviaria di Wuhan, Cina

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Stazione Chicago, 1943, Library of Congress

Stazione Chicago, parte dello scalo merci 1943, Library of Congress