Published On: Gio, Nov 30th, 2017

Distanza siderale in Consiglio comunale su sostegno ad autonomia regionale

La discussione internazionale e nazionale sulle autonomie delle comunità locali in questi mesi è molto marcata. In fondo anche la Brexit può far parte di questo discorso (il Regno Unito si rende autonomo da Bruxelles), per non parlare della Catalogna.
A volte questo tipo di dibattito ci sembra reale e utile; in altri casi (Catalogna, ad esempio), ci sembra surreale, anche perché -per esempio- nel frattempo ci sarebbero altre questioni più urgenti: il modello scolastico italiano è in caduta libera; Genova è la città più vecchia d’Europa; i giovani neolaureati emigrano nel Regno Unito…
Riportiamo qui di seguito la dichiarazione di Segesta Domani, gruppo consiliare di minoranza nel Consiglio comunale di Sestri Levante.

“Toni di voce altissimi, parole grosse. E’ finita così, ieri sera, la discussione in consiglio comunale sulla proposta di ordine del giorno a sostegno delle istanze autonomiste della Liguria.

Nulla che evochi la Catalogna o la secessione. Semplicemente un percorso perfettamente legittimo, costituzionale e infatti già seguito da altre regioni italiane con differenti modalità. Eppure tutto ciò fa perdere la testa alla maggioranza che non accetta qualunque idea differente dalla propria.

Il gruppo consiliare di Segesta Domani-Liste civiche, nel corso della discussione, ha dato prova di grande senso di responsabilità. Era stato proposto un ordine della minoranza a sostegno della spinta autonomista, la maggioranza ha ovviamente detto no a priori a un’idea della minoranza, presentando in alternativa un proprio ordine del giorno che specificava che la Liguria non avrebbe dovuto seguire l’esempio di Veneto e Lombardia (ancorché strade perfettamente costituzionali e democratiche) ma quello dell’Emilia Romagna. Si vede che se lo dicono i compagni va bene persino la secessione.

Per arrivare all’obiettivo, un’autonomia soprattutto fiscale che è unanimemente riconosciuta come una soluzione positiva per le Regioni, Segesta Domani ha accettato di ragionare sulla base di questo ordine del giorno. Il problema non è nel metodo, nella strada da seguire. Ci stava benissimo lasciare aperta la porta a una formula che potesse prevedere qualunque percorso utile.

Dai banchi della maggioranza, pur di non accettare modifiche al loro pensiero, hanno addirittura , ipotizzato che “qualsiasi strumento” potesse addirittura autorizzare pratiche violente e antidemocratiche come la lotta armata. Da qui, in consiglio, è iniziata una serie di battibecchi tra alcuni consiglieri che sono sfociati in atteggiamenti deplorevoli. E persino su questo, la maggioranza avrebbe preteso di mettersi dalla parte della ragione, condannando solo gli eccessi degli avversari. In questo senso va invece sottolineato il buon senso e la capacità del presidente del consiglio comunale che non è stato accondiscendente verso chi chiedeva provvedimenti nei soli confronti di esponenti della minoranza.

Auspicando che in futuro non si ripetano simili scene che condanniamo, come gruppo Segesta Domani mettiamo soprattutto in evidenza per l’ennesima volta il nervosismo e l’arroganza di questa maggioranza.”