Published On: Sab, Mag 4th, 2013

Domani giornata di scambio di semi, contro l’Ogm

semi scambi collettivo pucus

SESTRI LEVANTE. Prima uscita pubblica per il collettivo Pu.cu.s – pomate co a sà, nato nelle scorse settimane con l’intento primario di lavorare e realizzare in città orti collettivi pubblici. Domenica 5 maggio alle 15:  nei giardini “Mariele Ventre”, intorno all’ulivo della pace, è prevista una prima giornata di scambio libero e gratuito di semi, fermenti, talee, lieviti, ecc… L’evento è patrocinato dal Comune di Sestri Levante: “Affiliati alla rete dei semi rurali, ci proponiamo e invitiamo le persone a questa giornata per mantenere viva e salvaguardare la riproduzione e lo scambio di varietà e sementi; anche per contrastare l’utilizzo di semi Ogm o comunque brevettati – spiegano gli organizzatori -. Riteniamo infatti che il tentativo di poche multinazionali di rivendicare la proprietà esclusiva di piante o sementi sia inaccettabile”.

In circa due mesi  le idee del collettivo si sono formalizzate, i contatti presi e le richieste avviate: “A giorni il Comune ci comunicherà l’attribuzione della terra dove cominciare”. Cittadinanza attiva, filiera corta, sostenibilità, fertilità, partecipazione, riqualificazione urbana, comunità sono solo alcune delle idee del neonato gruppo. “Invochiamo la creazione di un orto collettivo perchè l’esigenza di “mettere le mani nella terra” sta aumentando vertiginosamente (al di là del possibile aspetto “modaiolo”, che comunque ben venga).  I motivi che spingono alla coltivazione dell’orto in tempi  attuali sono molteplici tra cui:
1) necessità di fare economia: l’orto fa risparmiare sui costi della verdura,un pezzo di terra coltivato in tutte le sue parti,valorizzando ogni spazio può produrre un intera stagione;
2 ) sapere cosa si mangia;
3) valore sociale: l’orto coinvolge i nostri sensi, la nostra memoria, il nostro corpo; ci avvicina alla natura e al senso del vero e della fatica che da risultati nel tempo: ” il tempo dell’attesa”. Prevede persone che si attivano, si organizzano e condividono un progetto comune, gestito dal basso. Collettivo perchè crediamo che avere un obiettivo comune per prodursi il cibo sia il modo migliore  per condividere su un piano relazionale il fabbisogno individuale;
4) ridurre i consumi: gli imballaggi e i trasporti sono costi “ombra” sull’ambiente, che non vediamo ma sono grandi consumatori di risorse naturali. Prodursi il cibo vuol anche dire diminuire questi consumi, abbreviare la filiera e poter utilizzare imballaggi non usa e getta”.

Leave a comment

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>