Published On: Ven, Feb 8th, 2019

Dopo 6 mesi (troppi), parte la demolizione del ponte Morandi. Tv no-stop e ministri a Genova. “Una tragedia trasformata in spettacolo”

A Cornigliano si scrive (si pensa, si dice…) la cosa giusta, con uno striscione che ci dà per una volta la misura della presenza di una residua intelligenza nelle masse decerebrate italiane. Speriamo che questa presenza non si limiti a Cornigliano, ma cresca sempre più. Lo striscione recita:

“Una tragedia trasformata in spettacolo”

Infatti oggi lo spettacolo della demolizione è in prima pagina. Del resto il Paese crolla a pezzi come i suoi ponti, tra decrescita infelice della ricchezza nazionale, una cultura politica da zero assoluto (in ogni sua parte), e il precipitare della convivenza civile, ormai basata su telecamere di sicurezza e porte blindate, e su insulti proferiti al riparo del parabrezza della propria auto verso il resto dell’universo…

Tutto ciò mentre ci si dimentica delle vittime, e quando i cittadini -rassegnati- nemmeno si lamentano più dopo che il sistema burocratico-giuridico-politico-mentale dell’Italia ha bloccato la demolizione di un ponte per sei mesi… -Sei mesi!– Con episodi funesti e tragicomici come la mancata traduzione della perizia sulle cause del crollo, fatta in Svizzera e scritta in tedesco… Una traduzione lunga mesi e mesi, molto più del tempo impiegato dagli svizzeri per la perizia:
Perizia versus Imperizia.

Intanto siamo a febbraio, e per il primo troncone tirato giù ci saranno un ministro (contestato) delle Infrastrutture e il Premier Giuseppe Conte. Il solito bombardamento di immagini sul cranio dei telespettatori. Immagini vuote, senza deduzioni, inferenze logiche. Immagini prive di senso, perché attorniate da parole vuote. Sarebbero barzellette, se non somigliassero a manifesti funebri per le nostre infrastrutture e per la nostra (=di tutti: smettiamo di prendercela solo coi politici) capacità di fare-dire-baciare-lettera-testamento. 
La vita è breve, ma le idiozie da noi fatte restano sulla Terra più a lungo di un Colosseo.


Cinquantacinque chilometri per collegare la Cina con Hong Kong e Macao: un tunnel sottomarino, isole artificiali, 400 mila tonnellate di acciaio. Realizzato in 8 anni.
…Com’è hanno potuto farlo così presto? “Perché non c’era un ministro come Toninelli”, rispondono alcuni “whisperer” italiani…