Published On: Gio, Mag 26th, 2016

Dopo Google anche Apple investe sull’auto digitale 2.0. La nuova Detroit è nella Silicon Valley

Dati e numeri molto chiari e sorprendenti, forniti da Morgan & Stanley sulla prossima Big Thing della valle dei siliconati: l’auto digitale.
Dopo l’accordo tra Google e FCA, ora si capisce che Apple non sta rallentando a caso su iPhones e dintorni e sul binomio smartphone/computer. C’è una crisi di saturazione per quel mercato (occupato da Samsung e dai cinesi, dopo l’ennesima resa dell’industria europea). Il nuovo obiettivo sembra essere quello di mettersi in strada, in auto.

Gli Stati Uniti continuano a lasciarsi indietro il resto del mondo, grazie a un gap tecnologico sempre micidiale. Mentre la Cina produce auto ultraconvenzionali e ne importa a raffica dall’estero, l’Europa non ha un produttore continentale hi tech lontanamente paragonabile a quelli americani (non solo la Silicon Valley, ma anche il Texas, lo Utah, il MIT di Boston…). Quanto alla Russia e alle tigri asiatiche, si resta ancora in parte in un sistema produttivo metalmeccanico riveduto e corretto, non molto di più.
Nonostante inquilini della Casa Bianca passati e futuri di poca caratura, gli Stati Uniti restano la potenza globale grazie alla tecnologia, la vera sostituta della NATO del XXI secolo (nel bene e nel male).

Apple ha investito in ricerca e sviluppo sul post auto convenzionale ben 5 miliardi US$ tra 2013 e 2015, mentre i primi produttori di auto del mondo nel frattempo ne hanno speso in tutto soltanto 192 milioni. Tesla tra 2013 e 2015 ha investito 444 milioni US$.

Impressionante il grafico di Morgan & Stanley, pubblicato da Bloomberg technology (vedere sotto). Uno dei settori di interesse per Apple sarà quello del car-sharing, con un accordo da un miliardo con la start up cinese Didi, specializzata nel settore della Uber nel Rosso-Celeste Impero. Possibili sviluppi con autista digitale incorporato.
Apple investimenti in auto digitale

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