Published On: Sab, Ott 12th, 2013

Dottor Jekill: il Pdl di Rapallo contrario alla privatizzazione dell’ospedale

Sull’ospedale modernissimo di Rapallo -al di là di alcuni difetti segnalatici (problemi di inquinamento elettromagnetico e da traffico veicolare)- ogni giorno esce una novità. L’ultima settimana è trascorsa sull’onda del rincorrersi delle voci: sarà privatizzato.

L’ipotesi è tutta da verificare. Sembra a prima vista assurda, ma forse non lo è, visto quanto è successo a Chiavari col tribunale.

Siccome in Italia domina il populismo e non la scienza economica con quella politica, tutti: partiti, movimenti, umani, scoiattoli, extraterrestri, si sono unanimemente espressi contro la privatizzazione.

Hanno tutti ragione su un fatto: la privatizzazione, dopo che il capitale dei cittadini è stato speso a piene mani, sarebbe un regalo fatto a qualcuno.

Hanno tutti torto su un altro fatto: meglio privatizzare che tenere in vita una struttura che sarebbe in passivo (restando in mani pubbliche).
Il riferimento -per capire meglio il discorso- è Alitalia, che è mal gestita e macina passivi, e che invece di fallire, è stata appena rifinanziata da un’azienda statale: le Poste (!)

Se si imponesse al privato il pagamento di un affitto, che restituisse parte dei capitali ai cittadini… magari imponendo anche il mantenimento di alcuni presidi medici ritenuti fondamentali per il Tigullio occidentale, allora non ci sarebbe scandalo.

Sorprende pertanto che il Pdl di Rapallo, partito che ha sempre spinto verso soluzioni che prevedano la concorrenza tra privati e pubblico, al fine di migliorare i servizi e diminuire i costi, abbia emesso un comunicato di difesa della proprietà pubblica della nuova struttura, con toni e accenti propri più dello statalismo dell’estrema destra o estrema sinistra.

Forse mantenere la proprietà pubblica è la migliore soluzione. Forse il problema nemmeno si pone: sono chiacchiere di corridoio. Forse è bene essere dubitativi e non accecati dalla propaganda della propria fede. Forse le ragioni sono un po’ ovunque, e un buon politico deve saper cogliere l’idea giusta con un processo di sintesi e non di esclusione irrazionale (lo afferma nell’ultimo Domenicale del Sole 24 Ore Jonathan Haldt:

Progressisti e conservatori vanno visti come lo yin e lo yang e come diceva John Stuart Mill sono entrambi necessari a una vita politica prospera“… A patto che -invece di Yin e Yang-, non si tratti di Mister Jekill e Mister Hyde.

camus su italia

 

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