Published On: Lun, Feb 27th, 2017

Dov’era e dov’è il Paradiso terrestre? Ai giardini Hanbury, nati 150 anni fa

Martedì 28 febbraio alle ore 12 -presso la sede dell’Università di Genova di via Balbi 5- si svolgerà la conferenza di presentazione degli eventi di celebrazione del 150° anniversario dalla fondazione dei Giardini Botanici Hanbury.
La “follia” dei parchi e orti botanici nasce a partire dal 1700, con la scoperta dell’ultimo continente, quello australiano dei mari del sud, ricco di animali e piante sconosciuti.
 Allora non esistevano telecamere né fotografie: gli alberi venivano trasportati sulle navi in Europa, dove venivano studiati e piantati. Ma difficilmente sopravvivevano nel nord Europa, a causa di un clima non esattamente tropicale. Nacquero allora i miti della nuova borghesia e dell’aristocrazia europea: la Liguria e la Costa Azzurra diventarono sede del nuovo Eden, che raccoglieva, come un’Arca di Noè vegetale, alberi strani, immensi, meravigliosi. Nasceva così il fascino dell’esotismo, che ancora oggi fonda la mitologia sociale: oltre al Grand Tour nelle città d’arte italiane (e  in Grecia e nell’Oriente), iniziava il rito del bagno di mare di massa, la visita ai parchi pubblici o privati, il Mediterraneo come il mare dei Caraibi europeo.

Nasceva la certezza (malsana e avversata da Leopardi e dal Romanticismo) che per l’uomo era possibile creare il Paradiso Terrestre.
J.J. Rousseau confezionò l’idea neopagana dell’uomo selvaggio “buono per Natura” e vero uomo civile, emancipato dal Dio del Vaticano.
I socialisti utopisti e poi Marx, il comunismo storico e il nazifascismo, pensarono poi alla realizzazione del nuovo Paradiso in Terra -per mezzo del totalitarismo e della dittatura del proletariato (tramite il Partito) o della dittatura di un leader “al di là del Bene e del male” (in effetti, solo al di là del Bene).
Il sogno del Paradiso terrestre attraversa ancora l’inizio XXI secolo, e negli anni ’60 è stato al centro dei libri di Herbert Marcuse, maître à penser del movement del 1968, con la sua certezza in un’umanità libera dal lavoro grazie ai robot, e finalmente dedita in massa alle arti di Platone e agli ozi di Tivoli dell’imperatore Adriano o a quelli di Capri dell’imperatore Tiberio.

Sappiamo dei fallimenti del Paradiso Terrestre, anche in chiave consumistica, dal 2008. In assenza di quelli, ci si può però accontentare dell’unicità di paradisi reali come i Giardini Botanici Hanbury di Ventimiglia.

Per il 150° anniversario della fondazione si svolgeranno diversi eventi fra marzo e dicembre 2017, il culmine si svolgerà sabato 6 maggio.

I Giardini Hanbury, creati per volontà di Sir Thomas Hanbury nel lontano 1867, oggi proprietà dello Stato Italiano, sono gestiti dall’Università di Genova e sono un esempio di bellezza paesaggistica e bene culturale preservato nei decenni e quotidianamente fruibile dal pubblico (troppo poco numeroso per un paradiso, non è così?). Le foto del sito istituzionale non rendono onore alla bellezza dei giardini…

Interverranno:
Paolo COMANDUCCI, Rettore dell’Università degli Studi di Genova
Enrico IOCULANO, Sindaco di Ventimiglia
Luigi MINUTO, Presidente dei Giardini Botanici Hanbury
Ursula DRIOLI SALGHETTI PIACENZA, Vice Presidente dell’Associazione Amici dei Giardini Botanici Hanbury.