Published On: Mer, Mar 20th, 2019

Dragare la foce dell’Entella è una priorità improcastinabile

Sulle urgenti misure da prendere sul fiume Entella – a distanza di 5 anni da pesanti eventi alluvionali- arriva un intervento del prof. Sergio Tucci, professore associato emerito di Sedimentologia presso il DISTAV – Università di Genova.

Scusate se esprimo il mio parere ma avendo partecipato alla progettazione, con gli studi di dinamica dei sedimenti, ed al controllo successivo dei lavori di dragaggio nel porto di Genova e sulla fascia costiera in Toscana ed in Lazio mi trovo in assoluto accordo con la scelta iniziale di un intervento che preveda un dragaggio importante alla foce dell’Entella; solo dopo potranno intervenire ulteriori progetti di mitigazione ed interventi sulle
sponde; ricordo anche che gli stessi uffici della regione hanno auspicato di intervenire con un dragaggio che ormai dovrà essere anche superiore ai 300.000 m3. La “diga Perfigli” [lavoro sugli argini, ndr] non è la soluzione corretta del problema ma solo un tassello che non ha la priorità che gli è stata assegnata e probabilmente, dopo il dragaggio, diventerà anche inutile.

Il professore ha prodotto uno studio, in cui si evidenziano le modalità degli interventi di dragaggio, e le criticità (il porto di Lavagna ha bloccato il ripascimento dall’Entella alle spiagge di Cavi e Lavagna); i sedimenti fluviali più grossi restano alla foce mentre in mare vanno solo le particelle più piccole in sospensione (destinate a Sestri Levante).

In rosso l’area marina coinvolta dalle acque dell’Entella