Published On: Mer, Nov 15th, 2017

Due ibis sacri all’oasi faunistica dell’Entella. Preziosa foto di un animale raro

Un nuovo arrivo all’oasi del fiume Entella ha destato l’attenzione e la soddisfazione di alcuni birdwatchers della Lipu Tigullio nella giornata di oggi: due Ibis sacri si sono fermati all’altezza del Ponte della Maddalena a pascolare nella vegetazione e nelle acque basse dell’alveo. Questo parente della cicogna e del pellicano vive nell’Africa sub sahariana, in Iraq, e un tempo anche in Egitto, dove ora è estinto.

In Egitto l’ibis era simbolo del dio Thot ed era adorato e mummificato (forse furono mummificati milioni di ibis, considerati messaggeri degli dei).

Caratteristico il suo piumaggio bianco che fa risaltare la testa, la coda e le zampe neri, così come le sue lunghe zampe e il suo becco lungo e ricurvo; di dimensioni abbastanza grandi, l’ibis sacro ha un’apertura alare che va dai 110 ai 123 cm.  Vive in gruppi anche di 100 individui, che si ritrovano in prossimità di fiumi, laghi, paludi, risaie, dove si nutre di pesci, invertebrati, serpentelli, che cattura con una beccata precisa, dopo aver fissato a lungo la preda per prendere bene la mira. Quindi la ingoia intera. In Italia nidificano nelle grandi pianure, per poi migrare verso i Paesi caldi all’arrivo del freddo. Ecco che questi due ibis sacri, partendo dalla pianura padana, hanno fatto una breve sosta nell’oasi del fiume Entella per rifocillarsi e per riposarsi dal viaggio, considerando anche il forte vento freddo di questi giorni.