Published On: Mer, Apr 24th, 2013

Dure e compatte le forze di opposizione: totale disprezzo delle Istituzioni

RAPALLO. “Dilettanti allo sbaraglio” è forse l’epiteto più blando espresso dalle opposizioni nel corso della conferenza stampa svoltasi al termine dell’inutile seduta di Consiglio odierna (vedi resoconto) che avrebbe dovuto approvare il bilancio consuntivo. I consiglieri di minoranza Cerchi, Campodonico, Giudice, Bagnasco e Brigati hanno delineato un profilo drammatico dell’Amministrazione rapallese.

opposizione rapallo

“Vorrei sapere chi governa a Rapallo! – esordisce Antonella Cerchiè forse quel Presidente del Consiglio che utilizza il suo potere per fare e disfare ciò che vuole?  Mi sembra che il Sindaco ne emerga politicamente castrato. Grave poi l’atteggiamento di alcuni assessori che hanno fatto intollerabili pressioni affinché, quasi vergognandosi del proprio operato, non fossero ripresi i banchi lasciati vuoti dalla maggioranza”.

“Quella odierna rappresenta una triste pagina della storia politico-amministrativa della nostra città per la quale provo un senso di profonda amarezza – incalza Mentore Campodonicoabbiamo assistito alla totale mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni, di funzionari e dirigenti e dei Consiglieri che diligentemente si sono presentati nel rispetto del proprio ruolo, ma ancor prima è venuto meno il rispetto nei confronti dei cittadini. Da quella che doveva essere l’Amministrazione del cambio di passo, assistiamo solo ad una lunga teoria di contrasti e dissidi interni tali da produrre solo risultati gravemente dannosi. Ad oggi non emerge neppure alcuna traccia del bilancio. Il fatto che la maggioranza abbia disertato la seduta – conclude l’ex primo cittadino – non ha precedenti nella storia di Rapallo”.

“Che siano dilettanti allo sbaraglio è cosa nota – prosegue Gerolamo Giudicedal 1980 ad oggi non ho mai assistito ad un comportamento di questo genere. La maggioranza dovrebbe garantire il funzionamento delle Istituzioni, ma così non è. Molti di loro sono arrivati a governare la città quasi per scherzo. La città non merita un simile dilettantismo. L’attuale Amministrazione non ha neppure proseguito, come da prassi, i lavori varati dalla precedente lasciandoli invece appesi ad un filo“. Poi anticipa una questione pregiudiziale, già esposta in Commissione da Brigati, che verrà sollevata il prossimo 30 aprile e potrebbe condurre allo scioglimento anticipato del Consiglio Comunale.  “La convocazione d’urgenza della commissione Affari Istituzionali che ha preventivamente approvato la relazione di bilancio, secondo noi non è neppure valida poiché mancavano i requisiti d’urgenza. Ne consegue che la deliberazione espressa è altrettanto invalida ed il Consiglio non potrà esprimersi in materia di bilancio”.

“E’ stato un Consiglio assurdo – tuona Carlo Bagnascoqui manca tutto! Manca un Sindaco e manca un Presidente del Consiglio super partes. Qui si naviga a vista in un vero e proprio gioco al massacro. Oltretutto, dall’idea originale di convocare i Consigli al sabato mattina per risparmiare denari pubblici si è giunti a convocare addirittura una sduta pomeridiana andata deserta. Gravi poi le pressioni esercitate nei confronti dell’operatore televisivo incaricato di riprendere la seduta. A quest’Amministrazione abbiamo già dato il giusto tempo. Ora il periodo di prova è concluso – prosegue Bagnasco preannunciando l’inizio della linea dura – Capurro è l’esponente politico locale che potrebbe  ottenere i maggiori risultati, visto il suo duplice ruolo di Presidente del Consiglio e di Consigliere regionale. Tra lui e Costa non c’è alcuna tensione, assistiamo invece ad un  giochetto atto a prendere in giro l’opposizione e i cittadini. Nel frattempo la città si presenta sporca e disorganizzata”.

Infine è il turno di Pier Giorgio Brigati: “Un vecchio adagio popolare vuole che i panni sporchi si lavino in casa: non sono buoni neppure in questo. Il conflitto tra Costa e Capurro sta gettando nel ridicolo l’intero Consiglio. Si tratta di un duo che, forse, può funzionare solo se a governare è Capurro a cui Costa fa da secondo. Li invito caldamente a riflettere su quanto hanno combinato, perché qui mancano un progetto ed una programmazione condivisa. O vi chiarite – conclude Brigati – o è meglio che lasciate perdere!”.

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