Published On: Lun, Nov 7th, 2016

E’ mancato Giovanni Gandolfo, uno dei gemelli fotografi editori di Maranathà

L’asbestosi, tumore dovuto all’esposizione all’amianto, colpisce anche a distanza di decenni dal contatto. Questa la causa del decesso di Giovanni Gandolfo, di 78 anni. Il fratello gemello Paolo lo ha amorevolmente accudito nel breve periodo della malattia, nella loro casa di Sestri Levante. La malattia, annidatasi molti anni fa nella fabbrica Fit ferrotubi, è rimasta latente, per poi esplodere di colpo a inizio estate.

Giovanni col fratello sono stati tra i “giovani del dopoguerra” che hanno viaggiato a lungo per lavoro all’estero, soprattutto negli Stati Uniti e in Australia.
Molto conosciuti a Sestri Levante per una fede cristiana vissuta e praticata con coerenza personale, non solo in virtù della parentela con l’arcivescovo Fernando Lambruschini, Giovanni e Paolo hanno dal 1999 aperto e gestito il sito Maranathà.it, che -grazie ai testi e alle loro quotidiane splendide fotografie di Sestri Levante e della Riviera di Levante- ha un numero di visitatori molto importante da tutto il mondo.

La fede è stata più forte della malattia per Giovanni Gandolfo (e il fratello Paolo): è un dono prezioso per chi ne fa uso, non come una droga ma come una medicina utile a ciò che sopravvive al corpo.

Il Rosario alle 18 di lunedi 7. Il funerale è stato celebrato alle 9:30 di martedi 8 presso la chiesa di Sant’Antonio, a Sestri Levante.
Queste le parole di Paolo, sul sito maranathà:

Oggi 6 novembre 2016 alle ore 02:00 e venuto a mancare il mio fratello gemello Giovanni affetto da Mesotelioma Pleurico Peritoneale. Con lui abbiamo creato e gestito dal 1999 il sito cattolico di Liturgia e Magistero della Chiesa Cattolica www.maranatha.it .

Ambedue appassionati di fotografia abbiamo curato una sezione di nostre foto che mettono in evidenza la bellezza del Creatowww.maranatha.it/photography .

Allego per i molti amici di Giovanni il programma della funzione religiosa che sarà svolta qui a Sestri Levante, nostra città natia. Un pensiero e una preghiera a tutte le persone affette da questo perniciosa malattia, in particolare a quelle persone che l’hanno contratta sul posto di lavoro, dovuto principalmente alla negligenza dell’uomo sia politico che sindacale e padronale.

Un sincero ringraziamento per il supporto materiale e morale ricevuto in questo ultimo anno. Paolo
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