Published On: gio, Mag 17th, 2018

E’ morto Cesare Sangermani, grande costruttore della nautica italiana

Grave lutto per la Nautica italiana: è mancato Cesare Sangermani jr, guida degli omonimi cantieri navali di Lavagna, dove vengono realizzati importanti yacht a motore e a vela.

Il cantiere è alla sua quarta generazione, e ha venduto barche in ogni parte del mondo fin dai suoi inizi.
Sangermani fa parte di una storia gloriosa che meriterebbe più attenzione e meno astio politico-sociale, se fossimo un Paese “normale” in cui chi onestamente crea ricchezza e lavoro con prodotti venduti in tutto il mondo non viene esecrato o invidiato ma apprezzato e lodato.
I numeri della nautica parlano chiaro: il 67% della produzione nel 2017 è andato all’estero. L’Italia è primo esportatore mondiale della cantieristica nautica con una percentuale del 16,6% dell’export globale (equivalente a 1,9 miliardi di euro) seguito da Olanda, Stati Uniti e Germania. Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato al mondo per l’export di unità da diporto e, quindi, lo sbocco ideale per il ‘Bello e ben fatto’ a vela e a motore. Negli Usa l’Italia si aggiudica la fetta di mercato più ampia con un 23,3% davanti a Canada, Francia e Messico, conquistando in otto anni il ruolo di leader sul mercato Usa, a discapito del Canada (nel 2007 la quota italiana era del 14,7%, mentre quella canadese era del 24,4%).

Storia dei cantieri Sangermani

L’attività cantieristica Sangermani è nata alla fine del diciannovesimo secolo a Mulinetti, nella Riviera ligure di Levante.
Il bisnonno Ettore “Dorin” Sangermano volle costruire in proprio, nella piccola bottega che dava sul mare, una barca per suo figlio appena nato Cesare senior: era il 1896. In quegli anni in Italia non esisteva ancora lo yachting da diporto e solo le famiglie facoltose potevano dedicarcisi.

Nel 1906 Ettore vinse la medaglia d’oro ad un’importante esposizione per una piccola barca a vela che progettò e costruì. Fu il primo riconoscimento ufficiale dell’abilità costruttiva e progettuale dei Sangermani. Nel 1928, con il Vespa, il veloce 5,50 appena costruito, Cesare e Piero Sangermani vinsero nelle acque di Bogliasco il Campionato di classe. Le numerose vittorie riportate con questa barca dai fratelli Sangermani stimolarono la produzione, poi proseguita con successo anche a Lavagna, di altre importanti realizzazioni in questo campo. Sin dalle origini questo cantiere si è distinto per la scelta strategica di produrre poche imbarcazioni da lavoro, privilegiando la costruzione di yacht.

A Mulinetti lo spazio era ormai diventato insufficiente a soddisfare le esigenze della clientela, che richiedeva scafi sempre più importanti: nel 1934 i fratelli Sangermani decisero di trasferire il cantiere a Rapallo. Qui è stata varata almeno una quarantina di splendidi yacht; tra cui spicca Samani I, ispirazione di molti successivi motor-sailer, Santa RitaGipo II, e in particolare il 22 metri sloop Samani II, che è ancora oggi navigante ed è ben noto agli appassionati di nautica da diporto.

Come riconoscimento per la loro capacità costruttiva, all’inizio della seconda guerra mondiale, i fratelli Sangermani, sempre alla ricerca di nuove opportunità per espandere il proprio business, furono chiamati a gestire il cantiere navale di Riva Trigoso.

Sotto la loro guida numerose navi, molto più grandi di quelle che erano abituati a costruire, sono state completate. Tra queste, un 40 metri di lunghezza, Solaro I, commissionato nel 1945 dal Palazzo Arcivescovile di Genova.

Nel 1946 i fratelli Sangermani decisero di lasciare Riva Trigoso per quella che sarebbe stata la sede attuale dei Cantieri Sangermani di Lavagna. Fu tra gli anni ’50 e ’60 che la produzione Sangermani venne alla ribalta della scena internazionale con la realizzazione di diversi III classe RORC (Royal Oceanic Racing Club).

Vennero costruite diverse splendide barche per lo Sport Velico della Marina Militare Italiana: tra esse non si possono dimenticare Chiar di Lunaterminata nel 1950, e Artica IIvarata nel 1956, che con le loro numerose vittorie nelle più importanti regate hanno contribuito a far conoscere nel mondo il nome dei Cantieri Sangermani. Non solo le più importanti famiglie italiane, ma anche l’elite dei clienti internazionali, hanno apprezzato delle barche Sangermani due fondamentali caratteristiche: erano bellissime e camminavano come il vento.

Proprio un progetto firmato Sangermani ha dato vita al Gitana IVuna barca che ha segnato un’ epoca nel racing mondiale della vela, vincendo nel 1965 la regata del Fastnet e abbassando di ben undici ore il record, rimasto imbattuto per molti anni.

Gli anni ’70 furono gli anni di maggior evoluzione dello yachting italiano. Si costruirono barche sempre più grandi, progettate da architetti navali famosi, per citarne alcuni: Laurent Giles, Sparkman & Stephens, Illingworth, Angus Primrose, Anselmi Boretti, Reiners, Philip Rhodes, Buchanan, Alan Gurney, German Frers, Carlo Sciarrelli, Gary Mull; ma, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ad oggi, più della metà degli scafi fu costruita su progetto Sangermani.

Cesare Sangermani Sr. era ormai considerato il “santone” della nautica da diporto. Ogni barca è diversa, tutta fatta a mano … a partire dal tronco dell’albero.

Le vittorie continuarono con Cesare Sangermani jr. Una delle più memorabili fu la vittoria nella Giraglia del 1971 al timone di “Mania”, un 10,60 metri costruito interamente in mogano nel 1969. I giornalisti la definirono “la Stradivari del mare”.
A partire dal 1978, sotto la guida di Cesare Sangermani jr. sono iniziate nel Cantiere di Lavagna le costruzioni di scafi con materiali compositi avanzati, ossia con l’impiego dei cosiddetti materiali “esotici”, quali le resine epossidiche, la fibra di vetro, il nido d’ape d’alluminio, il kevlar, il carbonio e il nomex, ancora oggi all’avanguardia…