Published On: Mer, Lug 31st, 2019

Economia e turismo in Liguria: per la Regione va benino, ma forse c’è un calo. Su cosa puntare?

La Regione forse basa i calcoli sul “recupero” di Genova, dove il crollo del ponte Morandi ha dato seri danni a commercio e turismo (ma solo dopo il Ferragosto 2018).
In Riviera e nel Tigullio invece -se da un lato le presenze alberghiere potrebbero tenere (vedremo i dati di luglio), ciò che è calato visibilmente è il “turismo di massa” o “mordi e fuggi” nei giorni feriali di luglio. Le masse di esulati dalle metropoli del nord si concentrano ormai solo nel week end.
Pertanto c’è sicuramente un calo per B&B, affittacamere e altre strutture dedite al segmento turistico meno ricco.
Ma perché c’è (forse) un calo? certo la crisi e il clima altalenante dell’estate 2019 hanno influito. Ma forse c’è da spingere più a fondo verso una direzione nuova, nel marketing turistico.

Stanno aumentando i turisti stranieri che hanno scoperto lo splendore dell’entroterra ligure. In effetti è piacevole risiedere per un tempo nei dintorni di Varese ligure o di Santo Stefano d’Aveto o in val Graveglia, e magari fare un salto sulla costa di mattina per prendere un bagno, poi godersi l’aria condizionata degli 800 metri, le camminate, la raccolta di frutti di bosco, la tranquillità che la costa estiva non dà (parlerei di allarme acustico estivo).
Abbiamo constatato di persona come molti stranieri si muovano solo per cercare una vita sana e naturale in borghi antichi e incontaminati, fuggendo così dalla natura plastificata cui stanno tragicamente puntando gli alfieri della fordizzazione su cui i tour operator, novelli Unni del 2000 rischiano di costruire un modello nosferatinico e suicida di turismo riminense o ibizato, che è un modello vecchio, becero, distruggi cultura locale, s-naturale, ululante, detroitesco o quartoggiareggiante, destinato a non dare incrementi alle entrate turistiche.

A meno che non si voglia proprio darla vinta agli UNNI e trasformare la striscia costiera ligure in una specie di supermercato della foto instagram e della raccolta di figurine Panini del tipo “Ce l’ho” (Portofino) e “Mi manca” (Sorrento). Quel tipo di turismo però non fa bene né ai liguri né a coloro che vengono a spendere il denaro guadagnato con fatica per dare respiro un paio di giorni alla propria famiglia.
Insegnare a viaggiare per conoscere e non per cicalare sotto comando farebbe bene a tutti. Viceversa succede come alle Cinque Terre, dove CNN ha sconsigliato agli americani di fare la coda sui sentieri… E anche gli italiani dicono : “Non ci vado più” (se non nei feriali tra ottobre e marzo)…
Insomma: ci sono ottime possibilità di sviluppo e crescita nell’entroterra ligure. P.S. Puntare sull’entroterra farebbe bene anche al turismo balneare.

COMUNICATO DI REGIONE LIGURIA
“Un aumento di oltre 37mila unità delle presenze (pernottamenti) e di oltre 15mila unità per gli arrivi nei primi cinque mesi del 2019 in provincia di Genova rispetto allo stesso periodo del 2015, nonostante il mese di maggio di quest’anno sia stato caratterizzato da un forte maltempo, specie nei fine settimana, e nonostante gli effetti sia della mareggiata dello scorso autunno sia, seppur attenuati, del crollo di ponte Morandi. In particolare, nei primi cinque mesi di quest’anno si sono registrati 548.884 arrivi e 1.175.835 presenze a fronte dei 533.471 arrivi e 1.138.658 presenze dello stesso periodo del 2015. E i dati ancora provvisori relativi al mese di giugno segnano un ritorno al segno più rispetto al mese di maggio di quest’anno.

È quanto emerge dall’analisi dell’andamento del turismo nel capoluogo ligure effettuata da Regione Liguria, a seguito del report diffuso oggi da Confindustria Genova, che, per quanto riguarda il comparto, rivela una tenuta dei volumi in termini economici e una dinamica positiva per l’occupazione, con alcuni dati particolarmente positivi quali l’incremento del 52% del movimento crocieristi e l’aumento del 4,7% dei passeggeri in transito all’aeroporto Colombo. “I dati evidenziati da Confindustria non inficiano il trend positivo sul lungo periodo cominciato nel 2015 – commenta l’assessore al turismo e al lavoro Gianni Berrino –  Ma soprattutto il dato economico complessivo per occupazione nel turismo e per fatturato è buono, quindi pensiamo che la qualità del turismo sia certamente migliorata. Non ci sono allarmismi da sollevare: abbiamo necessità di analizzare i dati definitivi su giugno per una valutazione complessiva”.

GIUGNO: GLI ARRIVI TURISTICI SONO AUMENTATI (+2,21% rispetto al 2018)
Sono stati diffusi questa mattina i dati provvisori dell’osservatorio turistico della Liguria relativi agli arrivi e alle presenze turistiche di giugno. Pronta la ripresa dopo l’eccezionale maltempo di maggio (quattro weekend consecutivi di piogge, temperature troppo basse per la media stagionale e anche allerte): il fine primavera e l’inizio estate in Liguria, finalmente caratterizzati dal bel tempo stabile, hanno fatto registrare nuovamente il segno più nelle presenze complessive. I turisti aumentano rispetto al giugno 2018 (arrivi + 2,21%, presenze + 2,66%) per un totale di 1.892.223 presenze, con una crescita di oltre 49mila che comporta un forte ridimensionamento del picco negativo di maggio (che rimane dunque un fatto isolato). “Con un maggio normale – ha commentato l’assessore al turismo Gianni Berrino – anche fosse stato leggermente inferiore al 2018, avremmo oggi un primo semestre 2019 con segno positivo: abbiamo oggi 185.249 presenze in meno in tutto il semestre, ma ben 207.320 sono del solo mese di maggio. Segno evidente che il trend è in crescita, come dimostrano i dati dal 2015, e che l’effetto negativo causato dai problemi del secondo semestre 2018 (crollo del Morandi e mareggiate autunnali) è già stato completamente riassorbito, o quasi: sicuramente siamo sulla buona strada. Le scelte di promozione fatte verso i mercati esteri, che più hanno risentito dell’effetto negativo delle immagini circolate in tutto il mondo, cominciano a dare i risultati sperati: a giugno tornano a crescere soprattutto le presenze di stranieri dopo il calo registrato da settembre 2018”. In particolare, a giugno gli arrivi di stranieri sono cresciuti del 6,63% e le presenze dell’8,34% rispetto a giugno 2018, riprendendo un trend che era iniziato nel mese di aprile 2019 (+7,92% si arrivi, +2,91% di presenze) e che si era bruscamente interrotto a maggio a causa del maltempo eccezionale.

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Varese ligure