Published On: Lun, Ago 10th, 2015

Edilizia a Sestri levante: luci e ombre. Ombre su area Frantoio Bo e palazzi di Pila, luci su acquisto prima casa

“L’Amministrazione Comunale dall’inizio del mandato ha impostato la propria politica urbanistica su un forte contenimento del consumo di suolo e con la revisione del PUC, su cui si sta lavorando, al cui centro ci sia la sostenibilità ambientale, le esigenze di sviluppo e di tenuta sociale del nostro Comune.”

Ciò è vero, ma almeno in due casi il sacrosanto bisogno di non impermeabilizzare oltre il nostro suolo sembra non sia stato rispettato, riguardo alcuni aspetti a latere.
Ci riferiamo a due ex aree destinate a orto e frutteto. Nel ‘700 un cardinale descriveva Sestri come la più bella piana della Liguria con Albenga, una terra che produceva “ogni genere di ricchezze”.

Parliamo di una città che ha visto una sua zona centrale trasformata da area produttiva industriale (1600 posti di lavoro) a lotti per seconde case (500 appartamenti nuovi in una città di 18.000 abitanti).

La prima area è in centro, e quindi particolarmente delicata. Parliamo del fu frutteto del frantoio Bo.
Fatto salvo il sacrosanto diritto del proprietario di edificare sul proprio terreno, se questo ha la possibilità di un intervento, il Comune dovrebbe porre alcuni paletti estetici. Cosa che viene fatta, in eccesso -visto che per esempio si deve sottostare a un diktat sui colori degli intonaci esterni (ma chi ha più gusto, il privato o un Comune che -per il nuovo chiosco di Sant’Anna- ha scelto un colore marrone improprio a dir poco?).
Per l’ex frutteto lo shock è stato totale: una costruzione troppo alta, che copre la vista della bella collina alla sue spalle, e un edificio che ha caratteristiche da Quarto Oggiaro o periferia di Detroit, a giudicare dall’attuale avanzamento dei lavori. Speriamo che a fine lavori l’estetica smentisca il nostro pessimismo…
N.B. Il legale rappresentante del Frantoio, con una e-mail ci ha invitati a specificare che la proprietà del costruendo edificio NON è del “Frantoio Bo”, cosa che volentieri specifichiamo.

In secondo luogo i nuovi tre palazzi costruiti a Pila (una proprietà della Chiesa, ottenuta con un lascito) hanno distrutto una bella area agricola, sita vicino al torrente Gromolo, e quindi ricca di acqua. Tralasciamo qui la questione sulla vicinanza extra legge al torrente (anche se vorremmo sapere che gli argini sono a posto). Il fatto è che questi palazzi sono più alti degli altri vicini, e che a una persona che abita a 250 metri dalle nuove costruzioni è stato negato il rialzo di un metro della soffitta, dicendo che “si deve rispettare l’altezza massima del quartiere”. In questo caso, però, i palazzi sono più alti di due piani.

Detto ciò, appare dotata di buon senso l’iniziativa dell’Amministrazione di controllare che le nuove abitazioni di prima casa siano effettivamente destinate a residenti, e non si tratti piuttosto di mere speculazioni ad uso di seconda casa. Scrive il Comune di Sestri levante:

Uno dei temi che – nonostante lo sviluppo di questi anni – rimane da affrontare, sopratutto con i nuovi strumenti a disposizione, è quello della prima casa. Le diverse esperienze degli anni passati non sono sicuramente ripetibili in futuro, complice la crisi economica, che ha colpito in maniera fortissima l’edilizia, e i contenziosi che hanno rallentato per anni alcune operazioni in campo (es Pila).
Ad oggi esistono interventi di prima casa già programmati e realizzati da tempo che restano incompleti con difficili prospettive di ripresa, con un duplice risultato negativo per la collettività: di non vedere realizzate le opere pubbliche collegate agli interventi (parchi, riqualificazioni) e di vedere escludere dalla disponibilità di prima casa alloggi già realizzati, ma che rischiano di essere “congelati” a causa di difficili situazioni economiche dei soggetti che hanno realizzato l’intervento, a seguito della crisi.
L’Amministrazione Comunale ha quindi deciso – a fronte delle numerose richieste riguardanti le situazioni più critiche (come Pila, Santa Vittoria) – di aggiornare le relative convenzioni urbanistiche con le società cooperative per completare i programmi già impostati, comprese gli oneri di urbanizzazioni ancora da realizzare (parco di via Cambiaso da completare, sistemazione del parcheggio e di una porzione di parco di Santa Vittoria). La scelta dell’Amministrazione è stata quella di rinegoziare le convenzioni, adeguandole ai criteri applicati dalla maggior parte dei Comuni del nostro territorio, mantenendo però criteri rigidi e stringenti per quanto riguarda l’assegnazione degli alloggi, per far sì che alloggi destinati a prima casa possano essere acquistati da chi veramente ha queste esigenze.
Tali alloggi potranno essere affittati o venduti solo a coloro che rispettino i seguenti requisiti:

1) siano cittadini residenti a Sestri Levante (così come l’eventuale intero nucleo familiare, al massimo entro tre mesi dall’acquisto);
2) almeno un componente lavoratore nell’ambito della Città Metropolitana di Genova e della Provincia di La Spezia, o essere disoccupate iscritte al Centro per l’Impiego (requisito derogabile nel caso di persone residenti a Sestri ma ritirate dal lavoro);
3) nessun componente del nucleo familiare sia titolare esclusivo di altra abitazione adeguata nei comuni costieri della Città Metropolitana di Genova e della Provincia di La Spezia.
Per ulteriore rigore, e per mantenere il vincolo di prima casa sugli alloggi, i soggetti assegnatari non potranno vendere prima di 5 anni dall’acquisto e potranno farlo solo ed esclusivamente a:
1) cittadini residenti nel Comune di Sestri da almeno tra anni, o che lavorino a Sestri da tre anni, oppure residenti o operanti da almeno tre anni nei comuni della Val Petronio;
2) cittadini facenti parte di un nucleo familiare dove non siano titolari in diverse forme di alcun alloggio abitativo sito sul territorio nazionale;
La crisi economica e i ricorsi giudiziari in alcuni casi hanno frenato molti sestresi che in questi anni hanno provato ad investire per avere una prima casa, utilizzando gli strumenti messi a disposizione dal PUC. In una situazione difficile come questa, molte cose vanno aggiornate, anche in questo settore, e stiamo già operando per farlo: ma le situazioni in essere vanno messe in condizioni di essere concluse, perchè ci sono diverse opere pubbliche da terminare collegate a questi interventi e perchè diversi alloggi di prima casa possono, con questi nuovi criteri, incontrare maggiormente la domanda di cittadini sestresi, anche in una fase economica difficile come questa. La scelta dell’amministrazione è stata
quella di riaggiornare le convenzioni, con senso di responsabilità, mantenendo criteri molto rigidi e selettivi, i più rigidi del nostro comprensorio, per far sì che si tratti di acquirenti di prima casa e non di altro.

Appartamenti vuoti, Sestri Levante

Appartamenti vuoti, Sestri Levante

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  1. Gatto nero ha detto:

    Ha ragione il cardinale con la sua lungimiranza! Infatti,gli abitanti non avevano la vocazione,pur essendoci il mare,di fare i pescatori. Ma di agricoltori. Vero è,che le colture erano estese quasi fino al mare. C’era ogni ben di Dio di frutta e sopratutto di verdure. Ma tant’è. Ieri i fondi servivano per l’attività produttiva,in parte.Oggi il posto lo hanno preso le case,ma si badi bene non per i residenti ma per i foresti. Ed i giovani, per forza di cose,non trovano,fra le lamentele,ora dei residenti ora dei turisti,posti dove giocare,come si faceva una volta. Ed il Comune ci mette di suo,lasciando,ahimè,costruire dove c’è un terreno libero. Poco importa il consumo del suolo. Non dimentichiamo che questo lassismo porta ai disastri che dopo assistiamo impotenti.

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