Published On: Sab, Ott 26th, 2013

Elezione del Segretario del PD Tigullio: intervista a Luca Garibaldi

Rifondare completamente il PD“. Sono parole di rinnovamento, quelle di Luca Garibaldi, segretario uscente della Federazione del Tigullio del Partito Democratico, al quale si contrappone la candidatura del renziano Maurizio Pane nei prossimi congressi dei Circoli, dai quali uscirà il prossimo segretario di Federazione, tra Garibaldi e Pane.
Garibaldi replica al suo competitore, il quale aveva parlato di un segretario che si ricandida, ricordando di essere stato il più giovane segretario della Liguria (under 30 anni) e uno dei più giovani in Italia ancora oggi. Nella sua proposta (“Insieme verso il futuro”), il segretario uscente del PD Tigullio vuole uscire dalla diatriba nazionale (Renzi, Cuperlo, Civati…): “Al fondo, quello che il nostro congresso sul territorio ci sfida a fare, non è replicare in sedicesimi le discussioni nazionali del PD, ma cercare di dare radici e senso al nostro nuovo partito sul territorio“.

Quali sono allora i temi di questa rifondazione necessaria e urgente?
Questo periodo di 20 anni va chiuso, salvando il tema della partecipazione, la nostra capacità di avere una buona e onesta amministrazione e di fare rete tra società e impresa per lo sviluppo. Certo la forma del partito non può più essere piramidale ma a rete…

E’ quanto raccomanda anche Maurizio Pane…
Giusto, ma poi le reti vanno tirate sulla barca, se si vogliono prendere pesci da portare a casa…

Come?
Per esempio trasformando i circoli del Pd (le sedi storiche dell’ex Pci, ndr) in laboratori civici, dove la società civile che si riconosce nella proposta ci pungola a fare le scelte e le azioni che si evidenziano nel territorio. Un partito che sia in grado di consultarsi giorno per giorno via web e con i Circoli a livello locale e a livello nazionale…

Un modello svizzero, quindi, con decine di referendum e di consultazioni dei cittadini ogni anno…
Sì, un modello agile, veloce e non burocratico né centralista, ma al contrario sussidiario: una democrazia che sale dal basso e una classe politica dotata di mezzi per agire, di una cultura moderna, globale e locale insieme. A partire dalla costruzione, non a tavolino, di un’identità di tutto il Tigullio, ragionando sulle priorità e lavorando su programmi e obiettivi precisi, uscendo dalla politica dell’emergenza…

Evitando di trovarsi a che fare con ponti che crollano…
Possiamo lavorare a un modello bipolare della città metropolitana che prenderà il posto della Provincia, in cui il Tigullio sia un asse importante e non secondario (per esempio facendo in modo che troppi treni da Roma e dall’aeroporto di Pisa non fermino solo a La Spezia e Genova, ndr...).
… Lavagna, Chiavari e Sestri Levante devono rifare nei prossimi mesi i loro Piani urbanistici comunali. E’ bene realizzare questo importante compito uniformando alcune forme e modelli urbanistici in tutti e tre i comuni, per esempio condividendo consulenti ed esperti, il che può essere utile sia per la riduzione dei costi sia per poter utilizzare urbanisti di maggiore valore -dividendo parte dei costi.
La mia quindi è una proposta trasversale, non renziana né “cuperliana”. L’ho chiamata “Tigullio 2020”, perché la costruzione di una politica più efficace nel nostro territorio non può essere improvvisata, ma sviluppata da subito su un arco di tempo ampio.

Parliamo delle diverse realtà…
A Chiavari abbiamo sfiorato la vittoria, e voglio ricordare che l’impegno per un candidato di grande valore come Getto Viarengo è stato grande: Bersani venne a Chiavari, a fine campagna elettorale. Allora non siamo riusciti ad allargare le alleanze, ma c’è da dire che alcuni alleati avevano fatto valutazioni sbagliate sia sulla nostra forza sia su Levaggi, i cui limiti sono emersi dopo: ora  possiamo vincere, se si dovesse tornare alle urne.

Sempre con Viarengo?
Perché no?

…Rapallo è storicamente una città difficile da gestire, anche per difficoltà oggettive, dovute per esempio alla mancanza di spazi e collegamenti efficaci. Di fronte alla crisi dell’attuale amministrazione dobbiamo diventare protagonisti di una proposta alternativa.

Però è il M5S che spesso diventa protagonista…
Ci sono due anime nelle opposizioni, incluso il M5S. Una è quella che accusa (a ragione o a torto) e si ferma lì. L’altra è quella che contrasta le scelte sbagliate, ma che è anche in grado di elaborare proposte alternative. Noi cerchiamo di fornire proposte migliori. E’ una strada che ci sembra corretta.

Sestri Levante è già un laboratorio politico. Ma ci sono tensioni dentro al partito?
Sestri Levante è già parte del cambiamento, se solo si pensa all’età di Valentina Ghio; al fatto che il nostro capogruppo ha 30 anni, che tra gli assessori vi sono donne molto giovani… Quanto alle tensioni, credo siano state incomprensioni personali più che politiche… E non penso all’ex sindaco Chella.

E in generale nel Tigullio?
Vanno fatte politiche di sistema, passando all’ottica di comprensorio: nel trasporto, nella Sanità, nel depuratore, nello smaltimento dei rifiuti…

Sì ma si deve anche avere la forza di chiudere le partite perse. Per esempio la ATP…
Il trasporto è in crisi in tutta Italia, dove il 47% delle aziende del settore è a rischio chiusura. Quanto all’ATP la situazione è peggiorata negli ultimi due anni, anche per colpa delle lentezze burocratiche. Per esempio a giugno l’azienda non sa quanti finanziamenti arriveranno per l’anno in corso. Serve invece una programmazione di almeno tre anni, per efficientare l’azienda.

Sì ma i costi sono ormai troppo alti per la comunità. Non è meglio garantire i lavoratori con una privatizzazione che ottenga migliori ricavi, fermo restando il servizio?
Intanto si deve migliorare la burocrazia: si comprano mezzi che nel frattempo sono diventati superati. Serve una semplificazione legislativa, perché oggi la macchina burocratica è normocentrica e non di benchmark. Noi vogliamo realizzare in tempi brevi un’agenda digitale per il Tigullio, e siamo molto preoccupati per le conseguenze del crollo del ponte di Carasco. L’esercito non sembra in grado di realizzarne uno provvisorio in tempi veloci. Ma nel frattempo le aziende della Fontanabuona sono di fatto isolate, visto che i camion e i Tir non possono transitare… Se ci fosse già la nuova sede della Lames, sarebbe un altro colpo all’economia tigullina…

Quindi sarebbe preferibile la Gronda del Levante, piuttosto che il tunnel Rapallo-Fontanabuona?
Nella prospettiva di un vero e profondo rilancio industriale della Fontanabuona sì. Ed è proprio al rilancio economico che dobbiamo pensare, basandoci su modelli nuovi integrati col turismo, a partire dalla capacità di attrarre nel nostro territorio aziende ad alta tecnologia che offrano opportunità di lavoro per i giovani. Ce la faremo.

Luca Garibaldi, segretario Pd Tigullio

Luca Garibaldi, segretario uscente del Pd Tigullio

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