Published On: Mer, Feb 5th, 2020

Elezioni in Liguria: nasce il polo liblab. Può avere successo, ai danni di Pd e 5S

Il patto siglato dai partiti e movimenti laici, riformisti, liberaldemocratici e laburisti è potenzialmente vincente non solo in Liguria ma in tutta Italia, se gli italiani capiranno che le regalie del partito di turno, vengono poi pagate molto care… In Liguria l’accordo tra ItaliaViva, i calendiani di Azione, i boniniani di +Europa, i socialisti, Alleanza civica, Italia in Comune di Pizzarotti, può dare ossigeno a una politica in cui quasi tutti hanno le stesse pratiche e culture politiche (fallimentari). Ben venga quindi chi ha almeno la cultura per dare al territorio una chance al di fuori delle solite ciance. E’ la strada praticata in questi anni da tutte le nazioni che hanno una economia sana, una demografia non da Basso Impero, una democrazia solida, un’informazione non lecchina dei vari latifondi politico-economici: Regno Unito, Irlanda, Repubbliche Baltiche, nord Europa, Nuova Zelanda, gli USA di Obama o di Trump, e persino alcune nazioni africane…

Informazione: i guai dell’Italia non provengono dai riformisti autentici, né dai laici e liberali, e nemmeno dai blairiani, spesso e non casualmente denigrati dai poteri forti che governano i media. I “liberisti” in Italia non hanno governato, alla faccia di quanto ci fanno credere. Hanno governato statalisti di sinistra, monopolisti di destra, o nuovi qualunquisti a 5 stelle.
Nel dopoguerra c’è stata l’esperienza liberale di un grande presidente della Repubblica come Einaudi, che ha reso possibile all’Italia lo sviluppo e il progresso del dopoguerra sui cui allori (il risparmio accumulato) ancora oggi vivono pensionati e giovani.
La cultura liberale fu messa sotto i piedi del consociativismo che diede il via a regalie agli elettori, alla cultura del lavoro non produttivo ma garantito e pagato (poco), e a un capitalismo illiberale che tuttora ci governa, fatto di rapporti tra politica e imprenditori monopolisti e amici dei partiti (tutti). Fu la fine per il boom economico.
Ecco alcuni dati indicativi sulla nostra salute economico-sociale:

In Italia i consumatori di droghe sono 8 milioni, 2 milioni dei quali consumano droghe pesanti come coca, oppiacei o chimiche.
Gli spacciatori sono circa 100.000.
Il fatturato delle droghe è di 15 miliardi annui. (L’ISTRUZIONE CI COSTA 5 MLD ALL’ANNO).
Tra le droghe c’è anche quella di Stato, ovvero il gioco. In Italia ci sono 16 milioni di giocatori, con un fatturato ANNUO di ben 107 MILIARDI: E’ LA STESSA SPESA CHE L’ITALIA PAGA PER LA SANITA’ (La spesa alimentare è di 142 miliardi).
Il fatturato della cocaina cresce del 21,6% anno. Quello dei videogiochi del 18,5%. Il fatturato dei frequentatori di palestre e fitness cresce del 10,4%.
(Dati, Luca RicolfiSocietà signorile di massa“, 2019)

La scommessa in Liguria è farla finita con l’ascesa populista -rischiosa economicamente e socialmente-, e con la discesa del PD nel limbo di un’opposizione conservatrice e non aperta alla società civile (le sardine sono un fenomeno elettorale).
La figura di Sansa -al momento il candidato più probabile del centrosinistra targato PD- è gradita ai duri e puri, ma non sembra in grado di affrontare le sfide legate all’internazionalizzazione e globalizzazione del turismo, dei trasporti, l’urgenza di creare un modello ligure per l’entroterra, la necessità di creare un modello di neo Piccole e Medie Industrie efficace e magari migliore di quello veneto o emiliano
La formazione di un polo dotato delle competenze culturali necessarie a migliorare la Liguria (e l’Italia) può chiudere anche la porta ai 5 Stelle (in Liguria Alice Salvatore non ha mai inciso e viene messa in discussione dagli attivisti). I 5S in Italia sono stati assurdamente vicini alle pratiche elargitorie dei latifondisti democristiani e di quell’ambientalismo conservatore -e di fatto contrario all’ambiente- che ha avuto un’epifania giacobina con l’ex ministro Toninelli, il cui no alle infrastrutture crea inquinamento. Essere contro i termovalorizzatori è contro la scienza, come dimostrano i termovalorizzatori costruiti e funzionanti nel centro di Copenhagen, a Montecarlo, a Vienna, vicino a Torino… dove arriva la spazzatura di Napoli, trasportata su camion o treni o navi…
Se poi si è contrari ai pochi km. di gasdotto interrato in Puglia (tutta l’Italia è piena di gasdotti interrati) di un metro circa di diametro, di cosa parliamo? Di scie chimiche? Di no ai vaccini? Di no alla TAV merci (quando in Lombardia arrivano prima i container da Rotterdam che da Genova)?

Perciò, se si è stanchi di essere assordati da polemiche sul nulla e dall’inconcludenza sul tutto, la formazione di un solido patto riformista, laico e liberale è la migliore delle notizie. Le rivoluzioni alla Masaniello e il dominio di partiti standard sono già state provati, votati e ricacciati… Ora si tratta di perdere le catene di una greppia ormai vuota. Ancora un passo, liguri, se volete cambiare davvero, senza balle al vento o utopie in stile festival.