Published On: Mar, Dic 15th, 2015

Eliminata la tassa di possesso per le imbarcazioni da diporto: la cantieristica può ripartire

In Italia infinite cose confermano la validità della curva di Laffer, secondo cui tanto più aumentano le tasse, tanto più diminuiscono le entrate fiscali di uno stato.

E in effetti l’infausta tassa sul diportismo nautico introdotta dal governo Monti ebbe l’effetto di ammazzare sia i porti marina (con fuga all’estero da parte dei proprietari) sia la cantieristica e la compravendita di imbarcazioni.

Da oggi l’odiata ennesima tassa è abolita, e l’economia nautica può consolidare il suo rilancio internazionale: il governo migliore è quello che meno legifera.

Scrive UCINA (Confindustria Nautica):

UCINA CONFINDUSTRIA NAUTICA: Abolita la tassa di possesso delle imbarcazioni. E’ una importante vittoria dell’Associazione, che cancella un capitolo nero del Governo Monti, decisivo per la fuga di molte imbarcazioni all’estero e il crollo del mercato interno.

“Quanto successo oggi è l’ulteriore riprova del confronto costruttivo dell’Associazione con le forze politiche e il Governo – ha dichiarato Carla Demaria Presidente di UCINA – che arriva in un momento importante. Servirà a ridare fiducia al mercato. Ringrazio i Sottosegretari del Mef, Baretta e De Micheli, il presidente PD alla Camera,  on. Rosato, e l’on. Arlotti, e l’on. Garofalo (AP) per aver combattuto questa battaglia”.

La Tassa di Possesso sulle imbarcazioni era stata reintrodotta dal Governo Monti e subito era apparsa molto punitiva per il settore, sia per gli elevati importi, sia perché, tra le altre cose, non teneva conto dell’età delle imbarcazioni e soprattutto per quelle di piccole dimensioni la sua incidenza era particolarmente elevata rispetto al valore reale di mercato.  Dopo una lunga battaglia UCINA era riuscita a limitare i danni riuscendo ad ottenere la sua abolizione per le unità fino a 14 metri e l’applicazione di parametri più congruenti con il valore delle imbarcazioni, il dimezzamento per la vela e l’esenzione per le unità commerciali.

Per la seconda volta in quindici anni il Governo si rende conto che si tratta di un provvedimento inutile e demagogico e che il suo effetto è molto pesante per le reazioni indotte al mercato.
Anche la vecchia Tassa di Stazionamento, che sul piano finanziario aveva più o meno gli stessi effetti, era stata abolita nel 2003 (dall’Art.15 della Legge 8 luglio 2003, n. 172 di riforma della nautica Disposizioni per il riordino e il rilancio della nautica da diporto e del turismo nautico) perché costava più il suo incasso e la sua gestione del gettito ottenuto.

Scrive Angelo Siclari presidente di Assonat Liguria
La tanto odiata tassa di possesso sulle imbarcazioni e navi da diporto già più volte rivista, è stata finalmente abolita del tutto.
Oggi la Camera dei Deputati su proposta del Governo ha deciso, finalmente, di abolirla definitivamente, restituendo un po di ottimismo a un settore troppo spesso trascurato, o peggio valutato in maniera punitiva, negli ultimi anni, quello della nautica.  Come Assonat Associazione Nazionale Approdi e Porti Turistici ci riteniamo soddisfattivper la ritrovata fiducia che questo provvedimento potrà dare al mercato.
Ora aspettiamo il varo della Legge di stabilità per avere conferma di un altro passo avanti per la nautica e cioè l’applicazione definitiva del disposto normativo relativo ai Marina Resort che permette una defiscalizzazione dal 22% al 10% per chi ormeggia in strutture classificate tali.
ucina_mondo

Angolo Siclari

Angelo Siclari, Assonat Liguria

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