Published On: Ven, Mag 10th, 2013

Energie rinnovabili e prevenzione del dissesto nel programma di Sivori

giovanni debellis lista massimo sivoriSESTRI LEVANTE. Monitorare e manutenere la rete idraulica, rinnovare e potenziare le stazioni Arpal già presenti, creare un database con tutte le rilevazioni rilasciate sul suolo comunale, per conoscerne al meglio le caratteristiche geomorfologiche. E poi incentivi non solo per risolvere le criticità presenti nei terreni privati, ma anche per favorire l’installazione di impianti ad energie rinnovabili; sfruttare biomasse e minieolico per produrre energia. Massimo Sivori ha un piano per la buona gestione del territorio e la prevenzione dei rischi ad esso associati, con un occhio anche ai sistemi di risparmio energetico, stilato da due giovani geologi candidati nella lista civica che porta il suo nome: Christian Muzio e Giovanni Debellis.

christian muzio lista massimo sivori

“In queste settimane abbiamo fatto alcuni sopralluoghi in diverse zone, e abbiamo riscontrato molte criticità – spiega Debellis – ci sono potenziali frane già in corso a San Bernardo, Tassani, Santa Vittoria; rivi e torrenti invasi dalla vegetazione, col rischio che, in caso di piena, l’acqua defluisca con difficoltà, mettendo in pericolo le abitazioni vicine agli argini”. Parola d’ordine: prevenzione, anche attaverso la collaborazione con i Comuni che come Sestri Levante fanno parte del bacino del Petronio, potenziando il servizio di Protezione civile con volontari addestrati. “Un primo passo potrebbe essere la gestione di bacino, ovvero una suddivisione in macroaree del territorio per valutare meglio la pericolosità degli eventi – ha aggiunto Muzio – e la creazione di un database informatico di tutti gli eventi passati e futuri”. Quanto alle energie rinnovabili, Sivori non sottovaluta la possibilità di commissionare a Fincantieri la costruzione di una turbina per un modello di centrale da alimentare proprio con gli sfalci derivati da una costante pulizia di fasce e boschi, che potrebbe generare anche posti di lavoro”.

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  1. Brian ha detto:

    Non credo che la proposta sia inerente alla totale indipendenza dalle fonti di energia tradizionali. Io ho lavorato nel reparto di progettazione di una società che si occupa di impianti fotovoltaici, e ho visto effettivamente quale resa e quali vantaggi/svantaggi possano avere. Il discorso è, molto più verosimilmente, che se con fondi europei (e ce ne sono tantissimi, anche con finanziamento a fondo perduto fino al 90%, per comuni sopra ai 5000 abitanti) si possono realizzare impianti sulle coperture pubbliche, oltre alla possibilità di incentivare i privati, perché non farlo? Ripeto, per esperienza diretta, posso dire che come società abbiamo ottenuto il risultato di alleggerire un po’ il bilancio passivo dei comuni con cui abbiamo collaborato, così che le amministrazioni hanno poi destinato il risparmiato ad altro (sociale, turismo, ecc…).

  2. Roller ha detto:

    Mi sa che si spostano i termini di un problema.
    Se la potenza della radiazione solare è 1 kW/m^2 (nelle condizioni più ottimali) il vero problema diventa: “come riconvertirci come umani a dovere convivere in un futuro che, senza fonti fossili, ci assicura non più di 100 W pro capite”?
    E’ un concetto che, lo so, non piace.
    Più bello per l’homo politicus blablablare sulle “energie rinnovabili” (fa chic !)
    Tuttavia, se guardiamo a qualche generazione futura sarà un concetto da inculcare fin dalle scuole elementari.

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