Published On: Gio, Mar 29th, 2018

Entella e depuratore: la discussione continua, tra studi e proposte

E’ di ieri l’annuncio con cui il Comune di Chiavari, nel solco della battaglia contro il depuratore al Lido, propone una soluzione che coinvolge tutto il Tigullio ed anche l’entroterra: ammodernamento del depuratore esistente in zona Preli, e costruzione di due nuovi impianti a Lavagna e Carasco.  Il conflitto è con Iren, società che gestisce il servizio idrico integrato, e Città Metropolitana. Ma siamo solo all’ultima pagina di una vicenda lunga, da inserire in un quadro più ampio. Quando parliamo di ambiente in Italia, ed in Liguria ancora di piu’, la discussione è infatti assai complessa perché numerosi i fattori e molteplici gli  interessi in gioco. Se è vero che “il popolamento di un luogo da parte della fauna è un segnale della sua vivibilità anche da parte dell’uomo”, come dice Federica Bisanti-LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) in occasione del convegno  recentemente organizzato a Chiavari per i trent’anni dell’istituzione dell’oasi sul fiume Entella, proseguire il cammino all’insegna di una gestione integrata di tutto il territorio è però cosa non di facile soluzione.

Questo nostro arco di terra stretto tra il mare ed i monti da anni vede il progressivo concretizzarsi degli effetti di discutibili politiche logistiche ed economiche e, come spesso succede, si prospettano cambiamenti solo una volta verificatisi i danni. A tal riguardo l’analisi tecnica del Prof. Franco Elter, geologo dell’Università di Genova, porta l’attenzione su diverse questioni non risolte. Innanzitutto occorre considerare il trasporto solido di materiale che viene a depositarsi sul letto del fiume: nel lontano 2003 misurava già 16 cm, oggi è chiaramente aumentato. “Continuare ad alzare gli argini non porta a nulla, né il dragaggio alla foce. È auspicabile invece fare in modo che si determini una naturale inclinazione del letto”. Inoltre la presenza contemporanea di due porti alla foce non è stata affatto priva di conseguenze, dice il geologo, perché ha alterato il corso del fiume. Stanti così le cose, utile sarebbe un sistema di idrometri che misurando a monte il livello delle acque permettano a Chiavari e Lavagna di predisporre piani di contenimento delle piene. Altro elemento imprescindibile dovrebbe essere il Piano e le Carte di Bacino, che indicano quali sono le zone rosse a rischio esondazione, come le aree golenali, dove attualmente sono invece presenti costruzioni e si pensa persino a nuovi insediamenti industriali. Elter boccia senza giri di parole l’ipotesi del depuratore al Lido perchè ci sarebbero problemi strutturali.

Ma la discussione continua anche relativamente alla ormai famosa “diga Perfigli”, dal nome dell’ex assessore provinciale che si attivò nella realizzazione del progetto.” E’ una vicenda annosa”, ci dice Paolo Perfigli, “che non riguarda solo me. Peraltro sono sei anni che non me ne occupo. Ed è curioso che s’intitoli un’opera ad un vivo”. L’inizio risale a nel 2002 con il finanziamento erogato dal Ministero dell’Ambiente, poi nel 2004 il primo progetto di riduzione del rischio idraulico ed infine l’approvazione nel 2013 in sede di conferenza dei servzi”. Ora è su un binario morto, dopo svariati ricorsi al Tribunale delle Acque. L’ex assessore si augura che chi è competente prenda le decisioni necessarie, perchè opere strutturali sono richieste dagli stessi specialisti.

Un’invito alle autorità politiche affinchè si assumano le responsabilità della gestione del territorio arriva anche dal geologo Elter, che osserva come l’analisi dei sedimenti indichi preoccupanti livelli  di metalli pesanti sia nel Gromolo che nell’Entella, non spiegabili con l’esistenza di bacini minerari. Ultimamente il geologo dott. Chella ha segnalato anomale concetrazionidi cromo nelle acque a Sestri Levante. Si tratta di sostanze altamente pericolose per la salute delle persone, la cui presenza può essere dovuta ad un cattivo smaltimento dei rifiuti, specie da parte di industrie.

Alla luce di tutto ciò è auspicabile che nelll’immediato futuro si adottino scelte ponderate, basate su una visione organica dei problemi, in quanto l’ambiente interessa necessariamente tutti, compresi imprenditori e cittadini, non solo associazioni di settore.

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