Published On: Mar, Set 17th, 2019

Escursioni del Lascito Cuneo al Passo del Dente, Romaggi, Cichero e Roccatagliata

Sabato 21 settembre ESCURSIONE, RAVIOLI E CULTURA FRA RAMACETO ROMAGGI E I PRATI DI CICHERO
        L’escursione al Passo del Dente e al monte Mignano, propaggine del Ramaceto, organizzata dalla Sezione Tigullia dell’Istituto di Studi Liguri unitamente al Centro culturale del Lascito Cuneo e alla Pro Loco di San Colombano Certenoli, è ormai diventata una tradizione annuale di una giornata di settembre con l’immancabile intermezzo gastronomico a Romaggi e il pomeriggio dedicato all’ambiente e alla cultura locale.  Sarà così anche quest’anno, per cui chi è amante delle camminate, della buona cucina e delle curiosità storiche e ambientali vi potrà partecipare trovandosi alle 8,45 di sabato 22 al Passo di Romaggi (erroneamente indicato sul pannello stradale cone Passo della Pozza del Lupo) da dove avrà inizio la camminata in gruppo verso il Passo del Dente. Faranno da “ciceroni” Claudia Vaccarezza, che illustrerà gli aspetti naturalistici,  Fabio Zavatteri, che da geologo spiegherà l’origine e la morfologia del Ramaceto, nonché Silvana Lagomarsino che darà  notizie storiche sugli antichi percorsi stradali e sul Casone dello Stecca, divenuto “culla” della lotta di Liberazione nel Levante ligure nel settembre del 1943.

      L’interesse dell’area prossima al Passo del Dente consiste in alcune particolari formazioni rocciose (l’enorme “ciappa” di arenaria, la “pietra coltellina”, le misteriose “septarie”), nella presenza di specie vegetali insolite (come il “sempervivum tectorum”, detto in dialetto “guardatrùn”) e anche in uno spettacolare tratto di strada a sbalzo costruito, chissà quando, con grossi blocchi di arenaria aggettanti uno sull’altro per superare uno scosceso dirupo. La digressione al monte Mignano darà la possibilità di osservare in tutta la sua imponenza l’anfiteatro roccioso del Ramaceto e di vedere un grosso masso disposto verticalmente sul pendio che per la sua innaturale posizione si presume sia stato innalzato intenzionalmente e possa essere, quindi, un “menhir”, ossia un monumento preistorico avente funzione rituale e di orientamento astronomico

       Al termine del goloso intermezzo meridiano presso la trattoria “Pellegrin” a Romaggi (considerando che anche la cucina tradizionale è cultura), sarà fatto un aggiornamento sulle scoperte storico-archeologiche nell’area del Ramaceto e quindi, alle 15, si potrà partecipare ad una escursione in macchina ai Prati di Cichero per scoprire le ampie distese erbose dei pascoli con l’area palustre oggetto di ricerche di una Università inglese e osservare da vicino un masso particolare che per la presenza di tre “coppelle” tra loro collegate da canalette viene ritenuto dagli esperti  un altare preistorico per compiere riti e sacrifici. 

Domenica 22 settembre: mattino ore 10, pomeriggio ore 16 A ROCCATAGLIATA E A MONLEONE “SI VA PER CASTELLI

E così un lontano passato riemerge dalla Storia. Domenica prossima (22 settembre) in Fontanabuona si andrà “per castelli”: al mattino in quel di Neirone a visitare i resti, portati in luce con scavi archeologici, del castello di Roccatagliata; nel pomeriggio a Monleone di Cicagna, sul colle che sovrasta il centro abitato, per un incontro incentrato sulla storia del fortilizio e accompagnato da canti e musiche medievali.

     Per Roccatagliata l’appuntamento è alle 10 sul sagrato della chiesa, da dove si sarà accompagnati sul poggio dal sindaco Stefano Sudermania, promotore delle ricerche che hanno portato a interessanti scoperte sulla sommità del colle e a rintracciare, nell’archivio sforzesco di Milano, i documenti che hanno consentito di conoscere i motivi e la data di demolizione del castello, avvenuta nel 1477.

      Per Monleone (appuntamento alle 16 presso la casermetta della Forestale) è giusto ricordare come si è giunti a riscoprire i resti del fortilizio, che Genova aveva costruito nel 1164. Se non fosse stato per una ricerca  sull’incastellamento svolta nello scorso anno scolastico da una sessantina di alunni delle scuole della Fontanabuona, questi resti sarebbero infatti ancora coperti da un rigoglioso manto di edera e di rovi e praticamente ignorati. A riportarli in luce e a rendere accessibile la sommità del poggio è stata, per fare fronte a questa necessità, una lodevole forma di sinergia alla quale hanno concorso realtà diverse, primo fra tutti il Centro culturale del Lascito Cuneo di Calvari, che si era fatto promotore dell’iniziativa, e quindi la Sezione Tigullia dell’Istituto di Studi Liguri e  l’associazione “il Piffero” di Cicagna. Va detto che le operazioni di pulizia sono state eseguite dai volontari di questa associazione, di cui è presidente l’arch. Enrico Queirolo, che l’approfondimento storico è stato curato dal giovane “esperto esterno”  Fabio Zanardelli e che tre insegnanti dell’Istituto Comprnsivo di Cicagna – Mara Basso, Patrizia Defranceschi e Silvana Lagomarsino –  hanno seguito i ragazzi nel lavoro di ricerca promuovendo una presa di coscienza della memoria storica e delle tematiche ambientali che vi sono connesse.

          Con questa iniziativa, a distanza di 855 anni dalla sua edificazione il castello è tornato in  certo qual modo a rivivere, e se un giorno le sue rovine potranno essere consolidate e messe in migliore evidenza e l’area del poggio adeguatamente attrezzata, Monleone e Cicagna  potrebbero disporre di un motivo di richiamo culturale e turistico in un luogo molto suggestivo del loro territorio.

         L’incontro di domenica, mirato a mettere in risalto questa nuova realtà e le sue prospettive future, inizierà con  una introduzione di carattere storico-culturale cui faranno seguito un intrattenimento con musiche e canti di ispirazione medievale e una merenda rustica conclusiva. L’organizzazione è curata dall’associazione “il Piffero” in collaborazione con la Sezione Tigullia dell’Istituto di Studi Liguri e il Centro culturale del Lascito Cuneo. La parte storica sarà trattata da Fabio Zanardelli e da Renato Lagomarsino, con cenni sull’antica viabilità della Fontanabuona e sulle vicende che hanno caratterizzato la vita del fortilizio; la parte musicale e i canti sono invece affidati a Fabio Antonaci e a Maria Rita Bartolozzi.  Parteciperanno all’incontro alcuni figuranti in costume medievale del gruppo “Antico Capitaneato” che fa capo alla Pro Loco Terraemare di Rapallo. 

       Il poggio del castello è raggiungibile in macchina percorrendo  via San Giovanni Gualberto con deviazione dalla strada statale in corrispondenza del Teatro di Monleone; ma esiste anche un’alternativa pedonale molto facile che richiede, partendo da Cicagna, venti minuti di cammino. In questo caso, dopo aver percorso un breve  tratto della rotabile che sale verso Verzi ci si inoltra nella pineta e si segue il sentiero pianeggiante e piuttosto largo che era l’antica strada fra Cicagna e il castello.  Gli organizatori assicurano che in caso di maltempo il programma si svolgerà egualmente, ma nei locali di Villa Cavagnari cortesemente messi a disposizione dal Comune.

Romaggi