Published On: Lun, Giu 1st, 2020

Escursioni e incidenti: si ricomincia. Differenze: andare sui sentieri ieri e oggi

Finita la quarantena anti virale, sono ricominciati i numerosi incidenti che si susseguono da anni sui sentieri della riviera ligure. Non ricordiamo che un tempo ci fosse questa alta successione di incidenti, nei boschi di Sestri Levante almeno.
Eppure fino a una quarantina di anni fa, i sentieri erano più frequentati di ora.
Infatti è vero che sui sentieri andavano molti cacciatori, che conoscevano ogni sasso del percorso necessario ad arrivare ai palchi tra i pini dove sparare agli uccelli di passo.
E’ pur vero i ragazzini delle scuole medie, prima di entrare in classe fino agli anni ’50 facevano “un salto” sulla Mandrella verso punta Manara per prendere la legna da bruciare nella stufa di classe, e quindi sapevano perfettamente come camminare e muoversi nei boschi e sui sentieri.
E’ pur vero che fino agli anni ’70 uno dei giochi dei ragazzini era fare il giro della penisola di Sestri Levante a piedi, arrampicati su rocce a strapiombo…
E’ pur vero che un’altra prova di coraggio fino agli anni ’80 era fare le gare di corsa sugli scogli di Sant’Anna.
E’ pur vero che chi scrive queste parole sui 15 anni si allenava alle gare di fondo correndo dal carruggio fino a Punta Manara, e poi di là tornando giù sempre di corsa. Lo facevano anche molti altri (anche mio figlio lo ha fatto). Chi ha “volato” su quel percorso sa quanto sia pericoloso correre in discesa sulle rocce piene di “sabbia di pino” e di aghi di pino, tra rocce assurde e salti da canguri.

FORTUNA E DOLORI DEL “RODODENDRO”
Adesso sui sentieri si vedono frotte di “rododendri” (da una definizione di Nanni Loy: dicesi “rododrendro” il cittadino, esperto oppure inesperto ma sempre dotato di scarpe per escursione, di racchettine da nordic walking, di borracce e zaini etc. etc., che scende dal treno o dal camper e -da solo o in comitiva- attraversa le strade del borgo marinaro come se avesse “qualcosa che gli rode dentro”, con una foga agitata, e poi si inerpica con altri su per i sentieri da dove poi rientra a sera, sudato e rosso fiamma, prima di schizzare verso casa.

Ecco, càpita che qualcuno tra i “rododendri”, che pure a volte sono muniti quasi di tutta l’attrezzatura necessaria a scalare il K2, e scrupolosamente seguono tutti i dettàmi di cui ormai siamo circondati così tanto che poi, quando ci troviamo di fronte a un qualcosa di non previsto dall’Algoritmo Universale… chessò una radice sporgente non archiviata da Google maps o dal Gps, cadiamo, ci sfasciamo qualcosa. A differenza dei ragazzini che volavano giù senza neanche un graffio dai burroni dello scoglio Piatto o poi giù verso Sestri levante, oggi ogni incidentato può chiamare i soccorsi, e questi arrivano veloci e bene attrezzati.

Ecco, quel che mi fa specie è: ci sarà pure una via di mezzo tra la sconsideratezza spensierata e la capacità dei bambinetti di una volta che saltavano come centometristi tra scogliere e sentieri, e la ponderata e attrezzatissima passeggiata fatta dai “rododendri” (inclusi gli “indigeni”), i quali però, iperprotetti come sono stati dalla nascita, a volte commettono errori, e cadono. E non sapendo più cadere- tranne quelli che hanno fatto i corsi di judo- si fanno male.
Ecco, ci sarà pure una via di mezzo perché si cammini in sicurezza ma si impari fin da bambini ad affrontare i rischi inconoscibili, gli inciampi imprevedibili, senza una App?
Vivere attaccati al biberon fino ai 95 anni e oltre presenta un sicuro crollo dei rischi, ma anche un rincr…


COMUNICATO VIGILI DEL FUOCO
Domenica 31 maggio i vigili del fuoco di Rapallo sono intervenuti a Sestri Levante per il soccorso a una donna che si è infortunata alla caviglia percorrendo il sentiero verso Punta Manara. Stabilizzata la paziente da parte dei militi della Croce Rossa, i vigili del fuoco l’hanno caricata su una speciale barella da trasporto in montagna e condotta all’ambulanza in attesa a Sestri Levante.

N.B. L’infortunio di cui nel Comunicato in cronaca non va messo in relazione con la critica generale di cui sopra. Purtroppo, anche un inuit può prendere il raffreddore, anche un giaguaro può cadere in terra, anche un minatore può diventare claustrofobico, anche un esperto può scivolare.