Published On: Sab, Nov 28th, 2015

Esperanto: imparare una lingua nuova e per tutti. Conferenza a Chiavari

Il gruppo esperantista del Tigullio invita la cittadinanza alla “Presentazione della lingua e del suo uso pratico”. La conferenza si svolgerà sabato 28 alle 16.30 in Largo Casini, presso la Croce Verde. Vi sono diverse buone ragioni per cui vale la pena ascoltare un intervento su questa lingua. L’esperanto è un simbolo tangibile di pace poiché è l’espressione concreta di idee fondate sul riconoscimento di pari opportunità per tutti i popoli, grandi e piccoli, delle loro culture e delle loro lingue madri. L’esperanto infatti si propone come “seconda lingua per tutti”. Papa Francesco ha più volte affermato che sta avvenendo una “terza guerra mondiale a pezzi”. Vi è bisogno di pace e diffondere l’esperanto, lingua che contrasta l’egemonia linguistica della cultura nazionale dominante in quel determinato momento, è un gesto concreto di pace. Gli esperantisti sono tra i più convinti difensori del valore delle diversità delle culture e sostenitori della pari dignità di tutte le lingue. Proprio per questa ragione credono che non sia giusto che una lingua nazionale sia usata come lingua internazionale se non addirittura come lingua nazionale in paesi di altra cultura. Si, perché se si va a vedere le lingue ufficiali del Camerun sono il francese e l’inglese, la lingua ufficiale dell’Angola è il portoghese, la lingua ufficiale della Nigeria l’inglese e quella del Gabon il francese. Ma si può fare un altro esempio vicino a noi, si tratta di un Paese molto visitato dagli italiani, la Repubblica d’Irlanda. Il gaelico irlandese è tra le lingue ufficiali della Nazione ma è poco parlato. La lingua maggiormente parlata è l’inglese. L’affermazione di lingue che non appartengono a quella Nazione è il risultato della volontà di imporre la propria cultura in quel territorio occupato. Ed infatti l’influsso della Gran Bretagna sull’Irlanda non si ferma solo alla lingua. Ma tornando all’esperanto l’idea di questa realtà linguistica è che in Irlanda si dovrebbe parlare gaelico, nei Paesi africani la lingua di quella Nazione, e si dovrebbe promuovere nella cittadinanza la conoscenza dell’esperanto come lingua internazionale. Un ulteriore esempio per capire l’idea del movimento esperantista è dato dal comitato “Allarme lingua”. Questo sodalizio auspica che tutte le anime del movimento esperantista italiano si uniscano per tutelare la propria lingua madre, l’italiano, e promuovere l’esperanto quale seconda lingua per tutti i popoli della terra. Molte illustri personalità hanno appoggiato attivamente o espresso parole di stima per l’esperanto. Jules Verne, famosissimo scrittore francese, considerato l’inventore della fantascienza, era Presidente dell’Esperanto Klubo di Amiens e Papa Giovanni Paolo II esprimeva i suoi messaggi ai fedeli anche in esperanto. J.R.R. Tolkien, che scrisse opere miliari del genere fantasy, Professore di antico inglese e lingua e letteratura inglese a Oxford, e Mahatma Gandhi hanno espresso parole in favore dell’esperanto. Per quanto riguarda la diffusione della lingua, può sembrare che sia poco diffusa ma un’analisi non superficiale dimostra che la lingua si sta diffondendo. Innanzi tutto bisogna precisare che essendo l’esperanto una lingua neutra, di nessuna nazione, non è facile capire quante persone lo parlano. Non è come l’italiano che è sicuramente parlato dai cittadini italiani e dai cittadini svizzeri di cultura italiana, ad esempio. Si stima che l’esperanto sia tra le prime cento lingue del mondo. Nel pianeta si parlano tra le seimila e le settemila lingue. L’esperanto fu pensato a fine novecento, ha poco più di cento anni. Esistono gruppi esperantisti in tutto il mondo, in Irlanda, a Monaco di Baviera, in Giappone… Infine l’esperanto è una lingua razionale: regole grammaticali ridotte, pronuncia facile, scrittura semplice, radici lessicali già presenti in varie lingue, apprendimento veloce; proprio perché Ludwik Lejezer Zamenhof desiderava che tutti potessero imparare la “sua” lingua.
loc esperanto

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