Published On: Ven, Lug 1st, 2016

Esposto a Procura, Corte dei Conti e Autorità anti corruzione sul depuratore di Rapallo e quello del Tigullio orientale

In seguito all’aggiudicazione dell’appalto dell’impianto di depurazione di Rapallo, e dopo il caos perdurante sul depuratore unico comprensoriale del Tigullio Orientale, progetti legati a Iren spa e approvati dalla Città Metropolitana di Genova, è stato presentato un esposto – in realtà un pesante atto d’accusa- alla Procura della Repubblica di Genova, alla Corte dei Conti Liguria e all’Autorità Nazionale anti corruzione. Il testo è stato inoltrato al Presidente della Regione Liguria Toti e al sindaco Doria presidente di Città Metropolitana di Genova.
L’esposto è avverso Iren Spa e Città Metropolitana di Genova ed è sottoscritto da:
– Assobalneari Tigullio – Sindacato Italiano Balneari Delegazione Provincia di Genova – ASCOM delegazione di Chiavari- Associazioni albergatori di Chiavari – Associazione politico-culturale Il Bandolo
– Società Economica di Chiavari – Associazione Futuro Migliore – Associazione Giù le mani dall’Entella
– Comitato promotore del Contratto di Fiume per l’Entella – Associazione Articolo 9 – Ambiente e società

Si avanza il dubbio della esistenza di un conflitto di interessi e di un difetto di istruttoria imparziale
nella aggiudicazione a UNIECO della costruzione dell’impianto di depurazione di Rapallo.
In merito al depuratore unico del Tigullio Orientale, invece, i dubbi sono innumerevoli: si parte dall’affidamento di un appalto così oneroso per UE, Stato e amministrazioni locali senza gara alla società Iren spa.
Si critica poi il procedimento di Città Metropolitana per la scelta localizzativa e impiantistica relativa al
depuratore unico comprensoriale.
Si considera come illegittimo l’intervento di un organo quale l’ATO che è sede di cooperazione intercomunale e non appartiene alla Città metropolitana.
Le perplessità si allargano al conto di abitanti equivalenti che l’impianto dovrebbe servire, al costo
per abitante equivalente, alle scelte tecniche e alle stime dei costi.
Per tutte queste considerazioni, avanzate in modo estremamente circostanziato, i sottoscrittori
chiedono alla Procura, alla Corte dei Conti e alla Autorità Nazionale Anticorruzione di fare
chiarezza sui dubbi e sugli interrogativi prospettati.

“…Appare evidente che una scelta definitiva su un tema quale è la depurazione, importante sia economicamente che come impatto ambientale, non può essere percorsa se sull’ipotesi gravano dubbi e interrogativi così pesanti, anche alla luce di una gestione della cosa pubblica sempre più gravata da problemi di trasparenza.
Appare sempre più evidente la necessità di strumenti di programmazione negoziata e condivisa con tutti gli operatori economici, le associazioni ambientaliste e sociali, i diversi “portatori di interesse”. Tali processi, infatti, sono finalizzati alla realizzazione di scenari di sviluppo durevole dell’intero territorio e quindi vanno elaborati in modo partecipato, affinché siano ampiamente condivisi.
Le associazioni firmatarie si rendono fin d’ora disponibili a un confronto con gli organi di
comunicazione e con le amministrazioni pubbliche per arrivare alla più larga diffusione possibile degli elementi necessari per prendere per il territorio la migliore decisione, non pasticciata e omettendo dati importanti, senza ulteriori indugi”.
loc esposto depuratori

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