Estensione dell’Area Marina di Portofino: se non la facciamo il Tigullio decade

O il Tigullio riesce a coordinarsi presto e bene, coagulando i suoi progetti per un cambiamento divenuto più che urgente dopo il Covid, oppure decade, sempre più irreversibilmente.
L’estensione dell’Area Marina di Portofino fino a Moneglia può essere il motore, il vettore attorno al quale coagulare tutte le buone pratiche e le buone idee necessarie.

Viviamo un quadro complicato e a volte contraddittorio: in questi giorni ho visto molti turisti, alcuni stranieri, soprattutto in abitazioni. Enit prevede per il 2020 che l’arrivo di stranieri sarà al -81,4%. A Firenze finora il turismo è il 26% rispetto al 2019.
E’ però possibile un recupero sui dati pessimistici.
Nelle 5 Terre negli anni scorsi c’erano 850 turisti per ogni residente. Non è una cosa positiva per le 5 Terre: molti turisti giurano di non tornarci più. Come a Venezia. Firenze ha espulso i bus turistici da tutto il suo territorio. Ma nel Tigullio gli spazi non mancano.

Il futuro è nel turismo attivo.

Il turismo attivo non può prescindere dall’ambiente e dall’attenzione verso la qualità. Mi segnalano che in questi giorni sui fondali rocciosi vicini a Punta Manara è presente un’alga-mucillagine, che soffoca le altre e si forma di solito con l’acqua calda di agosto. In quei fondali quest’anno ci sono pochissimi pesci.

Servono scelte portate avanti da comunità collegate tra loro. Pensiamo alle infrastrutture: il Tigullio può essere ascoltato se propone o protesta unito.
L’estensione dell’Area marina protetta è una grande opportunità: la nostra fascia costiera vivrà solo ricostruendo il rapporto col mare.
La balneazione classica va rinnovata, se vogliamo mantenerne o migliorarne i livelli. Serve un nuovo rapporto tra turista, residente e mare.  Alle nostre città serve subito una nuova offerta, un nuovo appeal per avere un maggiore impatto sul mercato internazionale del turismo.

E’ la direzione verso cui vanno i consorzi e le associazioni per la promozione del Tigullio, insieme con le associazioni di categoria e alcune amministrazioni. E’ necessaria però una volontà politica comune, adesso.

Ciò è possibile perché il progetto AMP Portofino estesa al Tigullio incontra il favore di tutti nostri concittadini. Tutti coloro -di qualsiasi colore- ai quali ho parlato dell’iniziativa sono entusiasti. Perché allora non cogliere questa grande, unica, se non ultima, opportunità?

Ciò può avvenire, armonizzando ambiente, turismo e creazione di posti di lavoro qualificato per i nostri giovani.
Questo può essere innestato da un motore come la AMP.

La AMP potrebbe darci:

  1. Un income motivato, più appagato e -scusate il termine- più virale;
  2. Maggiori finanziamenti al territorio da Stato e Unione europea;
  3. Tutto ciò mantenendo invariati gli accessi ai porti, così come la pesca professionale;
  4. C’è la possibilità di fare ricerca ad alto livello, tra MIT di Boston, Fondazione CIMA di Savona (che ha fatto ricerche sulle plastiche in mare per il governo cinese) e Università di Genova (Scienze ambientali, biologia marina);

Si può valutare la fattibilità di creare itticoltura biologica -operazione non impossibile e di rilievo mondiale-, si può incrementare la fauna marina. A Bonassola c’è un centro del CNR per studiare la natura e l’impatto delle mareggiate… quanto altro si potrebbe realizzare nel Tigullio dando impulso al nostro patrimonio blu?

Parliamo della possibilità di strutturare acquari in mare, in sinergia con l’Acquario di Genova. Sarebbe come passare dagli zoo al viaggio (a basso impatto!) negli habitat degli animali. La Riviera degli acquari naturali, dove fare snorkeling guidato e dove fare escursioni su battelli elettrici col fondo trasparente e dotato di luci per la notte.

Pensiamo a una Riviera del kayaking, come un trekking su acqua con soggiorno in un hotel e viaggio a tappe da Camogli a Moneglia. Non solo per famiglie e in sicurezza ma anche con gare fino a Portovenere. In futuro la AMP potrebbe collaborare con il Parco delle Cinque Terre, se lo riterremo opportuno.

Tutto ciò è possibile senza costi e oneri burocratici. In ogni caso non si tratterebbe di spesa, ma  di investimenti con un alto indice di ritorno. La missione è creare futuro, una nuova stagione di ricchezza ecocompatibile, smart, a totale indice di consenso locale e internazionale. Pensiamo alla possibilità di avere visibilità sui media e nuovi media di tutto il mondo. Pensiamo ai grandi vantaggi per l’economia del Tigullio e alla creazione di nuovi posti di lavoro. Perdere questa opportunità sarebbe un errore molto grave.

Quale altro posto al mondo potrebbe -in sicurezza e con servizi eccellenti (infrastrutture permettendo)- offrire la qualità delle Cinque Terre, ma con un territorio più ampio, con una presenza turistica meno ingolfata, con i borghi e i boschi dell’entroterra da offrire come dessert per niente secondario?

Tigullio – Foto: maranatha photography.it