Published On: Ven, Lug 19th, 2013

Far cadere il governo?

Dopo la squallida vicenda del Caucaso -con una bambina di 6 anni cacciata con la madre per chiare -per quanto non dichiarate- “ragioni di Stato, o meglio: di petrolio e gas”, per non parlare di Calderoli-, l’opzione istintiva più gettonata è il VFC di Grillo. Vivo come ognuno sulla mia pelle la catastrofica situazione in cui siamo finiti per la mancanza di politiche pubbliche (una scienza nata negli anni ’50 negli USA, da noi ancora non si sa che roba sia). Sento anch’io puzza di cacate nuove, a Roma e dintorni. Vorrei anch’io allontanare subito Alfano e Calderoli dalle stanze del potere.

C’è però da dire che la situazione che Letta e i suoi poco proponibili alleati (ma de facto quella è la situazione) hanno ereditato è da delirio. Tutti si rendono conto che l’aumento dell’Iva, quello sulle case, quello sulla benzina, la Tares (che deve ancora impattare e arrivare) SEMBRANO e SONO fatti apposta per A) diminuire le entrate dello Stato; B) Diminuire la ricchezza delle famiglie e delle imprese. Un vero capolavoro.

Temo che questa folle tassazione fosse l’unica strada alternativa a quella greca (che prevede taglio dei costi e licenziamenti nei lavori statali creati ad arte nei decenni di vacche grasse). Visto che la mia scelta personale, che prevede taglio delle spese e vendita di caserme e altri beni statali, è considerata troppo liberale per un Paese troppo corporativo (a sinx e dx), e visto che vendere i gioielli di famiglia in questo periodo non sarebbe lucroso, mi rendo conto del casino che c’è nel Ministero delle Finanze e a Palazzo Chigi. D’altro lato, una nuova crisi di governo sarebbe una catastrofe (per esempio un governo M5S-Pd farebbe scappare tutto il residuo mercato borsistico dall’Italia, compresi gli italiani che hanno Bot e Cct, per non parlare delle multinazionali etc.). Non dico che questo sia il governo migliore, dico solo che da questa situazione si deve partire, sapendo che ne siamo tutti corresponsabili e che la nostra stampa e scuola hanno prodotto una cultura e un’opinione pubblica lobotomizzate, razziste, ignoranti, pensierofobiche.

Come scriveva H. D. Thoreau nel suo splendido testo “La disobbedienza civile”: “…Ma per parlare pragmaticamente e da cittadini – a differenza di coloro che si definiscono anarchici- io non chiedo l’immediata abolizione del governo bensì, e subito, un governo migliore. Thoreau sosteneva anche il vecchio motto “Il miglior governo è quello che governa meno”.

Non si tratta quindi di essere pompieri né incendiari. Oggi siamo a un bivio: o usciamo dallo stallo politico, culturale, morale ed economico con un salto razionale, scientifico, morale e di impegno comune (evitando il litigio universale tipico italiano), oppure non c’è altra uscita se non quella rivoluzionaria di piazza. Si deve però sapere che l’alternativa rivoluzionaria, pur preferibile a un governo di nuovo incapace di migliorare le cose, sarebbe un salto nel buio che ci porterebbe a una situazione egiziana, se non siriaca.
finito di litigare

Leave a comment

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>