Published On: Mer, Giu 3rd, 2020

Festa della Repubblica nel Tigullio: riflessioni sulla libertà e il tempo consumati

Meritoria la celebrazione della festa della Repubblica a Ne in val Graveglia. Di norma questa festa in Riviera ligure è pressocché ignorata, forse per colpa della data troppo vicina alla stagione turistica, o forse perché si preferisce celebrare la morte del fascismo piuttosto che la rinascita della democrazia, una conquista certo non meno importante, soprattutto in un periodo storico in cui, tra nazionalismi risorgenti, tra estremismo politico, tra colossali incapacità dei governi e delle opposizioni, e nella grave e preoccupante diminuzione della libertà delle persone (sostituita da una forma di anarchia deformata dall’happy hour festaiolo, dal mugugno masaniellico, da un menefreghismo di massa, da una cultura ad mentula canis).
Il domicilio coatto per coronavirus è solo un aspetto minore del soffocamento, e comunque giustificabile. Il problema della libertà però rimane come un macigno, per le democrazie nate alla fine della Seconda Guerra mondiale anche grazie a qualche aiutino degli Alleati. Le democrazie vanno rifondate, vanno difese dalle degenerazioni dell’informazione pilotata e da un uso ignorante di internet, dal soffocamento sociale imposto dalla cultura delle app -che ci renderà incapaci di agire autonomamente, dalla burocrazia, dalle centinaia di migliaia di leggi, dal tempo che ci viene consumato, attorno a noi e da noi stessi.

NE- Come ogni anno, ha avuto luogo presso il monumento ai caduti per la patria sul Passo del Biscia, la cerimonia in onore della festa del 2 giugno presieduta dall’Amministrazione comunale di Ne e dall’ANPI di Ne, Lavagna e Casarza Ligure. Erano presenti la signora Dora, moglie del partigiano Bartolomeo Raggio con il figlio Silvio e la nuora, la Polizia Locale di Ne rappresentata da Enrico Pichetto, il Corpo degli Alpini nella persona di Carlo Garibaldi, il capogruppo di minoranza Marco Bertani con Ezio Brignardello per Unità Democratica per Ne.
All’epoca del COVID-19, le parole del Sindaco di Ne, Francesca Garibaldi, hanno sottolineato l’importanza dell’ identità nazionale che unisce e fortifica di fronte al nemico, oggi come allora:
“Quest’anno stiamo riscoprendo la nostra identità nazionale, forse più di prima […]. Gli italiani sentono più forte il senso di appartenenza ad un popolo che non si abbatte, si rimbocca le maniche e continua a lottare a testa alta […]. Il Tricolore e l’Inno di Mameli: due simboli fortissimi della nostra identità, che abbiamo radicati dentro di noi e che forse dovevamo solo riscoprire […]”.

Passo del Biscia sotto la neve