Published On: Mar, Giu 6th, 2017

Festa e processione a Cerreta di Carro per sant’Antonio Gianelli

Anche quest’anno la Val di Vara si è stretta attorno al suo patrono, Sant’Antonio Gianelli, in occasione della sua festa, il due giugno. A Cerreta di Carro, il vescovo Luigi Ernesto Palletti ha celebrato la Santa Messa, e poi presieduto la processione con la statua lignea del vescovo di Bobbio e tre Cristi lignei portati dalle confraternite. Alle celebrazioni hanno partecipato numerosi sindaci e autorità della valle. Per tutta la giornata, ci sono stati banchetti gastronomici e bancarelle, con notevole affluenza di persone, favorita anche dalla splendida giornata ormai estiva.

Nell’omelia, monsignor Palletti ha evidenziato alcuni tratti fondamentali della figura del santo vescovo partendo dalle letture del giorno. «La Parola di Dio ci invita a riflettere sulla figura del buon pastore e, quindi, sulla bellezza di Sant’Antonio Gianelli. Attraverso i pastori si ascolta la voce di Dio».

«In Gianelli, troviamo la preghiera, i sacramenti, l’annuncio del vangelo. Ma le parole che meglio spiegano la santità del Gianelli sono quelle di Paolo: “Mai infatti abbiamo usato parole di  adulazione, come sapete, né abbiamo avuto intenzioni di cupidigia: Dio ne è testimone. E neppure abbiamo cercato la gloria umana, né da voi né da altri, pur potendo far valere la nostra autorità di apostoli di Cristo. Invece siamo stati amorevoli in mezzo a voi, come una madre   che   ha   cura   dei   propri   figli. Così,   affezionati   a   voi,   avremmo   desiderato trasmettervi  non  solo  il  vangelo  di  Dio,  ma  la  nostra  stessa  vita,  perché  ci  siete  diventati cari”».

«In queste parole c’è l’opera di Gianelli – ha proseguito il vescovo -.  Egli è santo, quindi ci si può affidare alla sua preghiera di intercessione.  La sua vita ha avuto luce in questa valle. La vocazione grande, sacerdotale, che egli ha seguito, ci esorta a considerare importanza di rispondere a quello che Dio vuole da noi. “Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me”, dice Gesù. E’ un invito a essere sempre più popolo di Dio, non solo qui, nella festa. Ma da qui prendere la forza per ulteriori passi di santità.  Chiediamolo a Gianelli, per una conversione di vita».