Published On: Gio, Apr 17th, 2014

Festival della Parola a Chiavari, con Simone Bersani, Vecchioni, Odifreddi, Bernardini e Mughini

Sono molti i personaggi attesi dal 29 maggio al 1 giugno 2014 a Chiavari, per la prima edizione del Festival della Parola, dedicato alla scrittrice e poetessa Elena Bono e promosso dal Comune, in particolare dall’assessora Daniela Colombo. Il Festival si prefigge di analizzare il logos negli ambiti più diversi, attraverso il punto di vista di chi ha saputo interpretarne al meglio l’ambito specifico.

La Parola nella Musica, per citare un esempio, sarà raccontata da artisti quali Roberto Vecchioni o Simone Bersani (uno dei migliori della penultima generazione dei cantautori italiani), mentre per i temi della Parola Scientifica sarà Piergiorgio Odifreddi a tenere una lezione, illustrandone le specificità (Odifreddi è un polemista a volte polemico, ma sicuramente sa comunicare).

Spiritualità, letteratura ed il rapporto tra parola e media, con la partecipazione di Massimo Bernardini, Giampiero Mughini e di molti altri giornalisti in rappresentanza di radio, televisione e carta stampata.

Il Festival della Parola coinvolgerà l’intera città di Chiavari, con incontri e reading non solo nelle sale istituzionali, ma in strada, nelle librerie, nelle piazze o nei caffè.

Commento

Il tema ha il pregio e il difetto di essere sconfinato. Forse era il caso di invitare anche un genio italiano, per quanto poco conosciuto in patria, come Paolo Fabbri, che è davvero un eccellente comunicatore, oltre ad avere insegnato Scienze della Comunicazione nelle università di tutto il mondo. Fabbri all’estero è conosciuto quanto Umberto Eco, come semiologo.

Idem per i riflessi religiosi.
La Parola-Verbo è Gesù, nel cristianesimo. Il termine originale nell’incipit del vangelo di San Giovanni è il greco Logos che vuol dire “discorso”. La traduzione latina “Verbum” indica l’azione: un Dio che agisce e crea, continuamente.

La comprensione migliore si ha nell’unione tra semiotica (o Scienza dei segni) e religione. Cristo -come scrive il teologo René Girard- è venuto non per fondare riti o religioni, ma per abbatterli. La sua morte e resurrezione implicano la fine del rito e del “sacrificio” (principio del “capro espiatorio”). Ma denotano anche il superamento della convenzione. Secondo Umberto Eco ogni segno è un Falso. La comunicazione si basa su una convenzione: “Un segno è qualcosa che sta al posto di qualcosa d’altro“, ovvero, un segno è un Falso che denota il Vero. Cristo smentisce e supera la parola e le parole, intese come “opinione”, persuasione etc.
La parola è stata data all’uomo per nascondere il suo pensiero“, così diceva R. P. Malagrida, citato da Stendhal ne “Il Rosso e il Nero”.

Paolo Fabbri

Paolo Fabbri

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