Published On: Lun, Gen 9th, 2017

Finalmente si dragherà la foce dell’Entella, scongiurando disastri

Finalmente si dragherà la foce dell’Entella, dopo devastanti alluvioni, argini rotti, allarmi sollevati da ogni lato. Ne scriviamo da tempo, ed è una notizia attesa da decenni (prima o poi qualcuno dovrà spiegare perché in Italia per fare un qualsiasi lavoro pubblico (e privato, per colpa della burocrazia da Basso Impero) ci vogliono decenni, quando nel resto del mondo ci si mettono mesi, se non settimane. Colpa della politica, certo… Ma anche della popolazione, che non è abituata a essere un soggetto costruttivo del proprio futuro: siamo solo capaci a inveire e urlare…
Nel caso dell’Entella eravamo di fronte a una vera e propria bomba ecologica lasciata nelle mani aleatorie di Giove Pluvio… Scrive Salvo Cozzolino, fondatore e socio del comitato Giù le mani dal fiume Entella:
“Apprendiamo con viva soddisfazione la notizia che la Giunta comunale di Chiavari, con deliberazione n. 403 del 14 dicembre scorso, ha dato “mandato al Sindaco di coinvolgere la Regione Liguria – Assessorato alla Difesa del Suolo, Ambiente e tutela del Territorio, Protezione civile – in un’azione comune mirata alla realizzazione, in tempi brevi, del dragaggio del tratto focivo del Fiume Entella di un volume di materiale depositato di non meno di 500.000 mc., in modo tale da poter mitigare il rischio idraulico del fiume stesso e migliorare la qualità delle acque prossime a detta foce“.

La tanto attesa notizia appare, infatti, in ritardo se non di decenni, e cioè dalla compromissione degli equilibri ambientali consolidati seguita alla realizzazione dei porti turistici di Chiavari e di Lavagna, quantomeno di un lustro, e cioè dal settembre 2011.

In tale data, infatti, è stato redatto il Piano regionale di tutela dell’ambiente marino e costiero, poi approvato all’unanimità dal Consiglio regionale nel 2012, laddove è prescritto, tra l’altro, l’intervento in questione per un volume di non meno di 300.000 mc..

Tuttavia la singolarità della notizia, e quindi la soddisfazione che pervade anche il più distratto uditorio, non sta tanto nell’accennato ritardo, bensì nel fatto che essa anziché precedere di gran lunga (trattandosi all’evidenza di intervento manutentivo non strutturale per il ripristino della necessaria officiosità idraulica del corso d’acqua) è, invece,  seguita all’ideazione di altri interventi pesantemente strutturali di sedicente mitigazione del rischio idraulico del corso medio-basso dell’Entella.

Interventi ideati e proposti dalla  Pubblica Amministrazione fin dagli inizi del secolo, tra i  quali spiccano:

*la distruzione dell’argine napoleonico in sponda sinistra dell’Entella (a protezione da allagamenti per un tempo di ritorno stimato in 50 anni, a fronte del tempo di ritorno stimato in 30 anni per il fiume Po) e di quel che resta di gran parte degli  orti periurbani ricadenti in area SIC (Siti di Interesse Comunitario) e in Oasi faunistica, recentemente inseriti nel costituendo Catalogo nazionale dei paesaggi rurali storici;

*la realizzazione, in sostituzione dell’argine napoleonico, di massicce opere di tutela meramente passiva ad elevato impatto ambientale, quali muri, scolmatori, sifoni etc.;

*l’abbattimento di ponti storici a più campate per ricostruirli a campata unica.

Insomma un vero e proprio progetto di “Sacco della Valle dell’Entella” ad opera della Pubblica Amministrazione.

Sacco, contrariamente al quale la deliberazione della Giunta di Chiavari costituisce il primo, concreto, significativo esempio della maturazione culturale dai più reclamata a gran voce e oramai irreversibile, tesa a favorire l’inversione di tendenza che, a fronte della tutela passiva dal rischio idraulico fin qui praticata, dovrà privilegiare d’ora in poi la prevenzione attiva dal rischio idrogeologico mediante opere preferibilmente non strutturali, estese prioritariamente e diffusamente ai tre sottobacini dell’Entella (torrenti Lavagna, Sturla e Graveglia), cioè là dove sorgono le cause degli effetti che poi si manifestano a valle.

Ristabilito così il normale ordine delle cose in attuazione delle migliori pratiche per gestire il territorio e ridurre il rischio idrogeologico, l’auspicio è che:

– il Commissario di Lavagna condivida l’iniziativa della Giunta comunale di Chiavari adottando con tempestività un provvedimento di analogo tenore;

–  la Regione Liguria aderisca con sollecitudine all’iniziativa di entrambi i Comuni, contribuendo al finanziamento dei lavori trattandosi di opera attuativa di normativa della Regione stessa.”

Salvatore Cozzolino, socio fondatore del Comitato giù le mani dal fiume Entella.

Piccola tracimazione dell’Entella alla foce (2014)