Published On: Gio, Lug 11th, 2019

Fincantieri: cercasi disperatamente 1500 saldatori, tubisti, elettricisti etc. Ma c’è troppa “incompetenza sul mondo del lavoro”

Fincantieri -con la sua ricerca disperata e inutile di personale- è la punta di un iceberg, quello della totale ignoranza italiota sul mondo post-capitalista e sulla necessità di incentivare il lavoro davvero produttivo, e infine sulla necessità di educare diversamente i nostri giovani, troppo alloccati da rappresentazioni aristocratiche e latte&miele della vita.
Noi diciamo di diffidare soprattutto da coloro che predicano la “distribuzione egalitaria” e l’arrivo del Paradiso in terra in virtù dei loro Messia. Di norma quella distribuzione è finita nelle tasche dei loro partiti.

I poveri di Cuba e del Sud America fuggono verso il “Grande Satana” dell’America oppure cercano di andare nei paradisiaci Venezuela o Iran?
I nostri giovani laureati fuggono in 28.000 ogni anno verso il Nord Corea oppure verso il Regno Unito o in Svizzera o negli Stati Uniti?

Troppi italiani si fanno infinocchiare da chi predica l’Avvento imminente della settimana lavorativa fatta di 7 domeniche.
Troppi italiani stravedono per ogni nuovo partito politico, lo considerano bellissimo come la Dulcinea del Toboso amata da don Chisciotte. Peccato che invece Dulcinea, come ogni falso profeta, nella realtà sia una vaccara, brutta, allardata e volgare.

Comunicato stampa di Fincantieri

“Con riferimento alle dichiarazioni rese ieri dal coordinatore nazionale della Fiom  per la cantieristica Roberto D’Andrea, una volta di più prendiamo atto di effimere prese di posizioni ideologiche di chi evidentemente è ben distante dal conoscere il sistema produttivo Fincantieri e, con molta probabilità, il mercato del lavoro in generale.

Il grido di allarme lanciato da tempo dalla nostra società riguarda la difficoltà di potenziare e incrementare tutta la filiera produttiva necessaria per sviluppare l‘importante carico di lavoro acquisito, con l’inserimento di figure professionali – solo a titolo di esempio saldatori, carpentieri, tubisti,  elettricisti, coibentatori, verniciatori – che oggi purtroppo non sono più attrattive per i giovani. Fincantieri ha assunto direttamente dal 2016 a oggi oltre 1.500 persone e altrettante ne assumerà nei prossimi anni, ma si trova nella situazione paradossale di non riuscire ad accompagnare la sua crescita per mancanza di professionalità.

La geniale ricetta industriale della Fiom di assumere in Fincantieri i lavoratori dell’indotto fa sorgere spontanea una domanda: Dove si trovano le risorse in più che servono per costruire le navi? La soluzione è quella di depauperare l’indotto che ha costituito e costituisce una componente essenziale per la crescita dell’azienda?

D’Andrea e la Fiom, invece di dedicarsi a dichiarazioni disancorate dalla realtà produttiva, dovrebbero preoccuparsi di collaborare in maniera attiva per recuperare nel nostro Paese una reale cultura del lavoro, ma forse questo è chiedere troppo a un’organizzazione che negli ultimi anni ha perso in Fincantieri più del 10% degli iscritti, rappresentando solo il 15% dei dipendenti, e che, senza portare valore aggiunto in termini di concretezza e propositività, si è distanziata sempre più dai lavoratori.

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