Published On: Ven, Mar 9th, 2012

Fincantieri era il sogno dei bambini rivani

Lo ricordo ancora  come se fosse adesso , invece sono passati ben trent’anni da quando insieme ai miei coetanei andavamo di tanto in tanto a visitare il “CANTIERE” . Ricordo tutti i vari, sia quelli che si andavano a vedere insieme ai compagni di classe – tutti  in file indiana sulla spiaggia -che quelli con gli amici o la famiglia perchè le scuole erano chiuse. Ma in particolar modo ricordo le visite all’interno dello stabilimento, per noi cosi’ piccoli una struttura così immensa che arrivava quasi a levare il fiato.
Era bello. Per noi maschietti c’era qualcosa di magico nel vedere tutti quegli enormi “pezzi di acciaio ” girare vorticosamente, stretti nei mandrini dei
torni della meccanica.
E poi sempre tutti in fila attraversavamo  le porte di comunicazione dei reparti… con gli stipetti appena ripuliti di quelle fotografie… con quelle donne che erano lì da anni…
Ricordo il fumo e l’odore di ferro che respiravamo quando ci facevano vedere il taglio delle lamiere nella vasca piena di acqua . Era difficile ai tempi pensare che il fuoco sott’acqua non si spegnesse.
E poi via via verso la ” Navale “  incrociando quegli operai che sembravano dei mostri, sia per gli indumenti da lavoro  di cuoio, ma anche  perché pensavo…”Cavolo questi fanno ste barche cosi’ grosse… Devono essere proprio dei fenomeni”…  E li vedevi con la fiamma e  la saldatrice a mettere insieme quei pezzi  di ferro sporchi e arrugginiti che da lì a non molto si sarebbero trasformati  in una  nave maestosa tutta colorata di grigio.
Ricordo ancora quando mio zio e mio  nonno, sapendo della  visita scolastica, venivano a cercarmi per farsi vedere, come volessero dire..” Vedi Marco, qui dentro facciamo questo e lo facciamo veramente bene il nostro lavoro “. E sì, il loro lavoro lo sapevano fare davvero con distinzione.

Da Romildo che portava la posta nei reparti, agli impiegati che progettavano le commesse o che preparavano le buste paga degli operai, per finire col direttore: quella persona che suscitava nello stesso tempo ammirazione e paura come nei film di Fantozzi.
Ricordo ancora quelle lunghe attese sulla battigia aspettando il fischio della sirena del Cantiere e poi via via di quelle dei rimorchiatori, quando aspettavamo per ore interminabili il Varo delle Navi, facendo a gara tra chi indovinava il momento giusto gridando …”VAI”…
Ricordo a mezzogiorno le corse degli operai per andare a prendersi il posto in mensa e alle cinque per andare a fare la doccia negli spogliatoi…
Lo ricordo perchè quella sirena, alle cinque, era quella che avvisava noi bambini di andare a casa a finire i compiti…
Ricordo il primo giorno, dopo tanti anni , che ho riattraversato la portineria per andare a lavorare. Ho sempre lavorato con delle Ditte in Cantiere, ma mi sono sempre sentito “uno di loro”, un Rivano che in qualche modo ha lavorato e lavora nella fabbrica dei suoi ricordi come se fosse un dipendente del Cantiere.

Ho tutti gli amici lì dentro. Compagni di scuola elementare – media e superiore. E adesso lotto con loro, per me e per loro. Non voglio pensare al domani, è meglio non pensarci, ma mentre scrivo voglio ricordare Riva Trigoso con il suo Cantiere… E già, il cantiere è Riva, come è vero il contrario, e non si può pensare ai due staccati uno dall’altro.
La fabbrica che ha dato da mangiare a generazioni di lavoratori e alle proprie famiglie  cucinando in mensa il pesce preso durante la notte dagli operai-pescatori  e vendendo il rimanente  sul “carretto” in giro per il paese gridando a squarciagola….Come si può dimenticare?
Comunque vada in futuro potremo sempre dire la famosa frase ai nostri figli e nipoti…

… Sai una volta qui c’era IL CANTIERE , e io ci ho lavorato…

Displaying 1 Comments
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  1. linof ha detto:

    Il Cantiere di Riva Trigoso alla lunga sarà “delocalizzato”. Finito il tempo dei giochi politici, della mangiatoia di ammiragli, onorevoli,sindacati.. TORTA DI RISO FINITA.. Ammirevole il Raggi con il suo articolo, che sa di disperazione mista ad orgoglio.. La verità è che, molte navi costruite qui in modo parziale, e ultimate altrove, ultimate magari 7 o 8 anni fa sono già in fase di smantellamento, magari in India..

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