Published On: Mer, Lug 13th, 2016

Forme e colori nei Capricci di Paganini. Mostra di Ernesto Solari nel castello di Bonassola con quadri sul violinista più famoso

COMUNE DI BONASSOLA – ASSESSORATO ALLA CULTURA – COMUNE DI BRUGNATO – MUSEO DIOCESANO

ARMONIE DI FORME E COLORI NEI CAPRICCI DI PAGANINI

Mostra di Ernesto Solari al CASTELLO DI BONASSOLA dal 17 al 30/07/2016

L’evento è inserito nel programma del Festival Paganiniano di Carro (che si svolgerà dal 16 luglio al 14 agosto attorno allo spendido borgo della val di Vara). Le opere saranno esposte nelle sale del Castello di Bonassola. Si tratta di circa 60 dipinti inediti dell’artista comasco Ernesto Solari, noto studioso e ricercatore dell’opera di Leonardo da Vinci.

L’esposizione comprende interpretazioni pittoriche dei Capricci di Paganini realizzate su tele ottocentesche, scrigni e spartiti pirografati, alcune sculture dedicate al grande violinista e al suo “Cannone”, un omaggio al Teatro alla Scala di Milano e al violino nell’Arte. Il tutto nelle terre di origine di Paganini, famiglia originaria di Carro, a pochi chilometri in linea d’aria da Bonassola.

La mostra sarà inaugurata il 17 Luglio 2016  alle ore 19,00 e rimarrà aperta tutti i giorni dalle 19:00 alle 23:00. Contributi de “La società dei concerti” onlus e di Cassa di Risparmio di La Spezia.

Il 22/7 alle ore 21,30, presso il Castello, avrà luogo un incontro con l’autore Ernesto Solari sul tema: “Da Leonardo a Paganini”.

La mostra  dal 1 Agosto al 14 Settembre sarà trasferita presso il Museo Diocesano di Brugnato.

“Questo è il secondo anno che il Comune di Bonassola partecipa al Festival Paganiniano di Carro con una mostra al Castello dedicata al musicista. Non era semplice trovare opere d’arte ispirate a Niccolò Paganini senza cadere nella banalità di ritratti d’epoca o di moderni  e scontati effetti grafici bianco e nero. Cercavamo opere che avessero in sé un’anima vibrante, che corrispondesse in qualche modo alla personalità del grande violinista, che solo un artista sensibile e colto poteva cogliere e rappresentare. Ringrazio allora  Monica Amari Staglieno, Presidente del Festival, per aver individuato in Ernesto Solari l’artista che più rispondeva alle nostre aspettative e di averlo portato con le sue opere a Bonassola. E ringrazio il Maestro per aver accettato il nostro invito. Il Paganini di Solari rivela l’intensità di un uomo pensato non solo come un violinista virtuoso fino agli eccessi, ma anche come cultore di un certo esoterismo. 

Le opere qui esposte sono il risultato di una ricerca estetica che non può prescindere da simboli ermetici ed esoterici, siano essi  forma o colore o materiale. Simboli e segni che danno una lettura personalissima di certi aspetti della realtà,  i quali non appaiono se non a chi li sa decifrare, e che ci restituiscono un Paganini grande artista, attraversato dalla luce e immerso nel mistero.
 Piera Gandolfi (Assessore alla Cultura Comune di Bonassola)

Uno dei motivi di attrazione della mostra sarà  il famoso violino di Paganini, un  Guarneri del Gesù, denominato “Cannone”, che è esposto per volere del violinista a Genova;  qui  in mostra sarà presente grazie ad un omaggio scultoreo realizzato da Solari: un bozzetto in cemento e un grande monumento in legno.

Non va dimenticato che Paganini suonò anche uno Stradivari del 1696, un breve omaggio sarà dedicato  a questo strumento nell’arte.

Paganini
La passione di Solari per l’esoterismo, che aveva in passato trovato punti di incontro con l’arte neoplatonica rinascimentale, ha intravisto anche nella figura di Paganini  una serie di elementi che potevano trovare rispondenza in modi, stili e ambienti caratteristici del mondo scapigliato dell’ottocento lombardo, fatto di contraddizioni, farcito da quel culto per il macabro e l’occulto che certamente interessò e  toccò anche Paganini. Violinista del diavolo, brutto ma affascinante, un anticristiano convertito, rigettante e coinvolgente, morto e resuscitato…Vestito sempre di nero, andava in giro con una carrozza trainata da cavalli neri, una specie di rockstar che dal vivo sabotava le corde del violino in modo che si spezzassero nei momenti di maggior pathos per scioccare il pubblico, preferibilmente durante il Trillo del Diavolo, per finire con una sola corda sulla quale eseguiva gli ultimi brani del concerto.

Le sue esecuzioni sublimi, dovute sicuramente alla  grande tecnica, furono avvantaggiate  anche dalla sindrome marfanoide, una malattia che provoca l’allungamento delle dita.

Altro aspetto che sembra unire il male al bene e che ha contribuito alla crescita del suo mito, alla nascita dell’ideale di “bello e dannato”, erano gli svenimenti che l’enfasi delle sue  performance riusciva a causare. In queste certamente il violino rimane protagonista, facendo seguire scalate vertiginose di archetto a passaggi in cui la terra sembra mancare sotto i piedi;  una  ambientazione scenica che, come nelle creazioni di Solari, produce il colore necessario a far spiccare i virtuosismi, contrapponendosi a forti accenti…… che nei lavori esposti sono costituiti dalle contaminazioni cromatiche.

Su questa traccia sono nate le creazioni plastiche, i totem dedicati al grande Niccolò, gli spartiti lignei o gli scrigni contenenti le musiche o gli omaggi ai grandi strumenti che accompagnarono Paganini nei suoi virtuosismi armonici e ritmici.  Solari ha voluto interpretare l’opera e la figura di Paganini  attraverso un tracciato ritmico di pieni e vuoti vestiti successivamente da contaminazioni cromatiche che simboleggiano le contraddizioni sociali di sempre, ma soprattutto di oggi, e che possono trovare la propria redenzione nell’unione degli opposti.

"Paganini alla Scala", acrilico su tela

“Paganini alla Scala”, acrilico su tela

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