Published On: Lun, Nov 17th, 2014

Frane in tutto l’entroterra del Tigullio: realismo per la prevenzione

La val d’Aveto è completamente isolata dal Tigullio. Resta da vedere se è aperta la strada verso la pianura padana e Bobbio, a nord. Verso sud la valle è isolata sia a Borzonasca, con la frana della Squazza, che data alcuni giorni, sia dal passo dello Scoglina. Questa mattina è infatti franata la strada tra Favale di Malvaro e il passo dello Scoglina.
Si spera che la frana possa essere rimossa a breve dai tecnici e dagli operai della Provincia, così come quella della Squazza.

Le frane sono numerose soprattutto tra val Graveglia e Fontanabuona, mentre la strada verso Varese Ligure è perfettamente percorribile.

Frana anche sulla costa, a Riva Trigoso (Renà), per colpa della mareggiata è in crisi l’ultima parte della strada verso Moneglia prima dell’imbocco delle gallerie (dove c’è stata un’altra frana pochi giorni fa).
CAUSE E SOLUZIONI DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO

Un geologo del Cnr ha dichiarato: “La Liguria si salverà solo abbattendo ciò che è stato costruito nel posto sbagliato. “I comuni hanno conquistato i territori lungo e sopra i fiumi. Che ora non possono più allargarsi” – Non è vero che piove di più: “Nel 1970 l’alluvione di Genova ha fatto 16 morti. Caddero 970 mm di pioggia, il doppio del 2011”.  (Il cemento inutile e dilagante, ecco il problema, ma è più comodo dare la colpa ai cambiamenti climatici…)

Nello stesso tempo, è bene ricordare che le frane e gli smottamenti nell’entroterra sono quasi sempre causati da eventi “naturali”, anche se in alcuni casi vi è l’abbandono del territorio (muretti a secco, pulizia dei boschi etc.).
Pertanto il lavoro di prevenzione non deve tradursi come si fa di solito in Italia: NON facendo nulla, incluso non “cementificando”, il che significa anche NON facendo infrastrutture necessarie.
Per esempio il torrente Rupinaro a Chiavari è stato imbrigliato con un’arginatura troppo stretta. Negli anni ’60 e ’70 si sono costruite case nel letto del Rupinaro ristretto oltremodo: un delitto che paghiamo a ogni pioggia: tutto viaggia sui tombini e sulle strade, da Genova a Ventimiglia a La Spezia: e i tombini esplodono, quando i torrenti interrati si alzano così che non possono più ricevere la loro acqua, anche se i torrenti poi non esondano.
Ma nella vicina Sestri Levante la realizzazione di un argine alto e largo abbastanza sul torrente Gromolo ha avuto il merito di bloccare tutte le alluvioni che quasi ogni anno colpivano la cittadina.
Nella stessa Sestri Levante però si continuano a creare parcheggi interrati e case, nonostante il “blocco” delle costruzioni. Per esempio in un’area posta in via della Chiusa, che finora si allagava con le piogge, mentre ora “sparerà” direttamente l’acqua piovana nella Chiusa, già ora al limite…

Quindi le infrastrutture vanno fatte, ma bene, senza che diventino un danno aggiuntivo, invece di un aiuto.

Di seguito, parte della descrizione biblica del Diluvio (versione Riveduta Luzzi)

Genesi 7
1 E l’Eterno disse a Noè: ‘Entra nell’arca tu con tutta la tua famiglia, poiché t’ho veduto giusto nel mio cospetto, in questa generazione.
2 D’ogni specie di animali puri prendine sette paia, maschio e femmina; e degli animali impuri un paio, maschio e femmina;
3 e parimente degli uccelli dei cieli prendine sette paia, maschio e femmina, per conservarne in vita la razza sulla faccia di tutta la terra;
4 poiché di qui a sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti, e sterminerò di sulla faccia della terra tutti gli esseri viventi che ho fatto’.
5 E Noè fece tutto quello che l’Eterno gli avea comandato.
11 L’anno seicentesimo della vita di Noè, il secondo mese, il diciassettesimo giorno del mese, in quel giorno, tutte le fonti del grande abisso scoppiarono e le cateratte del cielo s’aprirono.
12 E piovve sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti.
13 In quello stesso giorno, Noè, Sem, Cam e Jafet, figliuoli di Noè, la moglie di Noè e le tre mogli dei suoi figliuoli con loro, entrarono nell’arca:
14 essi, e tutti gli animali secondo le loro specie, e tutto il bestiame secondo le sue specie, e tutti i rettili che strisciano sulla terra, secondo le loro specie, e tutti gli uccelli secondo le loro specie, tutti gli uccelletti, tutto quel che porta ali.
15 D’ogni carne in cui è alito di vita venne una coppia a Noè nell’arca:
16 venivano maschio e femmina d’ogni carne, come Dio avea comandato a Noè; poi l’Eterno lo chiuse dentro l’arca.
17 E il diluvio venne sopra la terra per quaranta giorni; e le acque crebbero e sollevarono l’arca, che fu levata in alto d’in su la terra.
18 E le acque ingrossarono e crebbero grandemente sopra la terra, e l’arca galleggiava sulla superficie delle acque.
19 E le acque ingrossarono oltremodo sopra la terra; e tutte le alte montagne che erano sotto tutti i cieli, furon coperte.
20 Le acque salirono quindici cubiti al disopra delle vette dei monti; e le montagne furon coperte.
21 E perì ogni carne che si moveva sulla terra: uccelli, bestiame, animali salvatici, rettili d’ogni sorta striscianti sulla terra, e tutti gli uomini.
22 Tutto quello ch’era sulla terra asciutta ed aveva alito di vita nelle sue narici, morì.
23 E tutti gli esseri ch’erano sulla faccia della terra furono sterminati: dall’uomo fino al bestiame, ai rettili e agli uccelli del cielo; furono sterminati di sulla terra; non scampò che Noè con quelli ch’eran con lui nell’arca.
24 E le acque rimasero alte sopra la terra per centocinquanta giorni.
Genesi 8
1 Or Iddio si ricordò di Noè, di tutti gli animali e di tutto il bestiame ch’era con lui nell’arca; e Dio fece passare un vento sulla terra, e le acque si calmarono;
2 le fonti dell’abisso e le cateratte del cielo furono chiuse, e cessò la pioggia dal cielo;
3 le acque andarono del continuo ritirandosi di sulla terra, e alla fine di centocinquanta giorni cominciarono a scemare.
4 E nel settimo mese, il decimosettimo giorno del mese, l’arca si fermò sulle montagne di Ararat.
5 E le acque andarono scemando fino al decimo mese. Nel decimo mese, il primo giorno del mese, apparvero le vette dei monti.
6 E in capo a quaranta giorni, Noè aprì la finestra che avea fatta nell’arca,
7 e mandò fuori il corvo, il quale uscì, andando e tornando, finché le acque furono asciugate sulla terra.
8 Poi mandò fuori la colomba, per vedere se le acque fossero diminuite sulla superficie della terra.
9 Ma la colomba non trovò dove posar la pianta del suo piede, e tornò a lui nell’arca, perché c’eran delle acque sulla superficie di tutta la terra; ed egli stese la mano, la prese, e la portò con sé dentro l’arca.
10 E aspettò altri sette giorni, poi mandò di nuovo la colomba fuori dell’arca.
11 E la colomba tornò a lui, verso sera; ed ecco, essa aveva nel becco una foglia fresca d’ulivo; onde Noè capì che le acque erano scemate sopra la terra.
12 E aspettò altri sette giorni, poi mandò fuori la colomba; ma essa non tornò più a lui.
14 E il secondo mese, il ventisettesimo giorno del mese, la terra era asciutta.
Argine Rupinaro rotto

Argine Rupinaro rotto

Displaying 2 Comments
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  1. Blasfemo ha detto:

    Ma il pezzo della genesi che c’azzecca? Perchè mischiare cose serissime con cazzate fiabesche?

  2. L'ase ha detto:

    E’ tutta colpa dei condoni imposti da Roma. Così dice il capo della Regione Burlando! Senza tenere conto che di questa congrega anche lui faceva parte. Il sottopasso, grazie ai giudici compiacenti,che hanno sposato la tesi che lui firmava senza capire (ma come si fa?)l’hanno mandato assolto. Gli stessi giudici,o chi per essi, condannano i ladri di galline,con pene detentive da fare per anni ed anni. Vuolsi così colà dove si………. ecc. ecc. Ma la storia non cambia mai. La foto é esplicativa, dove si costruisce? In riva al fiume! Ma nessuno degli Enti territoriali (Regione,Provincia e Comune) ha trovato mai da ridire,ora che il disastro é compiuto con i morti, che purtroppo,ci sono scappati ognuno dice la sua. Da che pulpito viene la predica! E il territorio,ancora una volta soffre e i morti si piangono!!!

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