Published On: Mar, Set 10th, 2013

Frazione di Libiola: Tutti uniti contro la nuova antenna

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Sestri Levante

Gli abitanti della piccola frazione di Libiola, paesino nell’immediato entroterra di Sestri Levante, si sono unitamente schierati e inviando un esposto agli enti competenti, vorrebbero chiarimenti e risposte a proposito del traliccio per le telecomunicazioni mobili che da un paio di mesi, dopo fermi di cantiere e riprese di lavoro discontinue, è in fase di installazione nelle vicinanze della frazione.

«Siamo un comitato, racconta Andrea Ballarini,  ma poiché non c’è molto tempo (se la montano poi difficilmente la tirerebbero giù… ed il fatto che cerchino di proseguire con il cantiere bloccato la dice lunga!). Ho firmato a nome mio assumendomene le responsabilità… Ci sono anche altri esposti da parte di singoli… La mia speranza è che gli organi interessati riescano a cogliere la nostra preoccupazione… Sarebbe meraviglioso poter dialogare con la pubblica amministrazione in maniera propositiva e costruttiva…»

Questo è l’esposto inviato da Ballarini agli organi di competenza territoriali sul caso “Antenna”.

Scrivo in merito al cantiere aperto in Sestri Levante (GE), frazione Villa Libiola da parte di impresa edile incaricata da TIM (Telecom Italia Mobile), per la posa in opera di un’antenna per telecomunicazioni.
A riguardo volevo far notare che io e numerosi abitanti della frazione ci troviamo a disagio per tutta una serie di attività della ditta incaricata dei lavori, che non ha seguito le normali procedure prescritte per legge a riguardo del cantiere in oggetto.

1) Il cantiere è stato bloccato con ordinanza da parte dell’ufficio tecnico del comune di Sestri Levante perché mancava l’autorizzazione necessaria per aprire un “cantiere rumoroso”
2) Al punto di cui sopra ci sono le anomalie dovute ai lavori in notturna con conseguente intervento dei Carabinieri della stazione di Sestri Levante nella notte tra Giovedì 1 Agosto e Venerdì 2 Agosto.
Gli stessi operai erano poi sul cantiere alle 6 di mattina di Venerdì 2 Agosto, senza rispettare quindi le normali pause di lavoro tra un giorno e l’altro ed in palese contraddizione con le normative per l’apertura oraria di un cantiere.
Se poi si aggiunge il fatto che mancava la prevista autorizzazione per l’apertura di un cantiere rumoroso la vicenda prende risvolti particolari.
3) l’intervento è di fatto permesso in una zona a vincolo perché segue le direttive della vecchia legge del 2008.

Questa legge prevedeva che IN ASSENZA di un piano del comune per la regolamentazione del posizionamento delle antenne, fatto salvo il parere della sovrintendenza (arrivato, ma con il tacito assenso), le stesse potessero essere installate ovunque sul territorio comunale, poiché considerate alla stregua di opera di urbanizzazione primaria.
Se il Comune si fosse dotato per tempo di questo piano avrebbe potuto evitare questo contenzioso.                         A suggellare questa perplessità è anche il fatto che la domanda di installazione di questa antenna sia stata effettuata il 30 Marzo del 2012 a pochi giorni quindi dall’entrata in vigore della legge Regionale del 5 Aprile del 2012, legge che prevede l’abrogazione dell’articolo 27 del vecchio strumento legislativo, che, paradossalmente, per quanto sopra esposto, permetteva l’installazione di un’antenna del genere anche in zone di vincolo ambientale come, per fare un esempio, potrebbe essere la Baia di Portobello!
Inoltre occorre precisare che nello stesso terreno l’ufficio tecnico del comune di Sestri Levante ha ravvisato dei presunti abusi edilizi, resta pertanto da stabilire se ci sia correlazione con le opere autorizzate, dal momento che in notturna magari potrebbero essere state eseguiti questi presunti abusi, approfittando di un’autorizzazione in essere per non creare sospetti.
4) Ho avuto occasione di poter visionare una copia degli elaborati grafici del progetto presentato per la costruzione di questa antenna presso il Point Rossignotti in Viale Dante a Sestri Levante che si è subito mosso a favore della nostra tutela e, pur non essendo un tecnico abilitato, ho notato numerose incongruenze:
• Su questi elaborati l’antenna sarebbe alta quanto gli alberi esistenti, cosa che non corrisponde affatto alla realtà.
• Sui prospetti non vengono riportate le abitazioni e le altre opere di urbanizzazione che sono nelle vicinanze dando così l’impressione che l’antenna sorga in mezzo al bosco e nascosta dagli alberi.
• L’estratto della mappa topografica sembrerebbe non aggiornato ed è prodotto sicuramente in modo non idoneo, acuendo l’impressione di cui sopra.                                                                                                                                                                                                                         Tutti questi fatti magari hanno portato a rilasciare da parte della Soprintendenza il tacito assenso, mentre, se le rappresentazioni fossero state eseguite a regola d’arte, avrebbero quantomeno suggerito un sopralluogo, sopralluogo che chiedo con questo mio scritto.
5) Nonostante il blocco del cantiere, nella giornata del 22 Agosto si sono presentati due operai che hanno incominciato a lavorare ostruendo un sentiero interpoderale (e non era la prima occasione), in un cantiere non a norma e neppure l’arrivo dell’ufficio tecnico nella persona del signor Diego Stagnaro e di un vigile li ha interrotti, tanto che per impedire che gettassero nella cassaforma creata il calcestruzzo appena preparato, un cittadino si è messo all’interno della stessa proprio perché il cantiere non era recintato… all’arrivo di una telefonata di quello che potrebbe essere il loro datore di lavoro hanno rimesso tutto sul camion e se ne sono andati…

Le domande sono numerose:
• Come mai, se sono in regola, lavorano senza tutte le necessarie autorizzazioni?
• Come mai lavorano di notte incuranti delle normative in vigore in fatto di orari?
• Come mai, nonostante il blocco del cantiere, cercano di proseguire?
• Perché non ascoltare le richieste degli abitanti di Libiola?
Gli abitanti non sono contrari all’installazione di un’antenna, ma non desiderano che la stessa sia posizionata nelle immediate vicinanze del paese, dato che se anche le onde elettromagnetiche fossero ai livelli previsti dalle normative, un’opera del genere (che non dimentichiamolo sarebbe alta come un palazzo di 5 piani) deturperebbe irrimediabilmente la frazione che è sottoposta ad un rigido vincolo paesaggistico ed architettonico.
Se venisse posizionata alle spalle del centro abitato, non sarebbe così invasiva e garantirebbe lo stesso spettro dicopertura.                                                                                                                                                                                                                           Faccio richiesta in primis alla Sovrintendenza, ma anche a tutti gli uffici interessati da questo esposto affinché svolgano tutte le necessarie indagini a tutela degli interessi di tutta la piccola comunità di Villa Libiola, affinché un piccolo paese non venga stravolto da un’opera, sì necessaria, ma che, con un minimo di buonsenso, potrebbe essere realizzata senza interferire in un’area di così grande bellezza ed interesse paesaggistico-storico-culturale.

Cordialmente

Andrea Ballarini

Displaying 4 Comments
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  1. Roller ha detto:

    Contenti voi…
    capisco (e conosco) le ragioni connesse con le onde e.m. ma non vorrei che vi lamentaste se non riuscite ad usare il telefonino o a connettervi alla Rete.
    E meno male che le rotte degli aerei sono gestite da un radiofaro che NON è alle vostre spalle.

  2. Rino ha detto:

    Dategli il voto e dopo però fornitevi di un avvocato,ma con le palle! Del resto la difesa del cittadino è demandata a lui medesimo. I politici o politicanti,che dir si voglia,ottenuto il loro scopo,si defilano. In tal caso,aiutati che Dio ti aiuta,ovvero ve la dovete cavare da soli!

  3. Redazione ha detto:

    Il criterio è quello della comodità e raggiungibilità. Non so cosa succeda all’estero, al riguardo, probabilmente mettono d’accordo la necissità di raggiungere e riparare le attrezzature e i ripetitori, con le esigenze di salute e di accesso a posti come quello della chiesa di S. Rocco. Sic.

  4. Giuseppe Colombo ha detto:

    In merito racconto cosa mi è successo circa 2 anni fa. Salito verso la chiesetta di S.Rocco sopra Casarza per fare delle fotografie panoramiche (è notoriamente la vista più bella della costa ligure nelle giornate terse fino a Sanremo) ho dovuto posizionarmi in mezzo a due antenne a 5 metri dalla chiesetta (dove tralaltro esiste un piccolo giardino per la festa d’agosto) essendo l’unico spazio in avanposto. Ebbene ho dovuto rinunciare perchè il sensore dell’asposimetro della fotocamera era impazzito! Ovviamente per le onde elettromagetiche. Allora guardando l’area alle spalle della chiesa esiste un’ altura a maggior livello non utilizzata da nessuna antenna e mi son chiesto con quali criteri sono scelti i siti per queste apparecchiature.

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