Published On: Mar, Feb 28th, 2012

Furto d’arte a Velva: i ladri hanno agito tra il 20 e il 21 febbraio

CASTIGLIONE CHIAVARESE. Hanno agito indisturbati, probabilmente di giorno, dopo la funzione di sabato 13 febbraio. Funzione alla quale, pare, abbiano partecipato due persone, uomini di circa 60 anni, che nessuno dei presenti ritiene di aver mai visto prima.  Ancora nessuna notizia delle tre antiche tele, di cui due di grandi dimensioni, sottratte dalla chiesa di San Martino in Velva: l’ovale, con cornice dorata, raffigurante San Martino che era posto sul muro all’inizio della navata di destra sopra il confessionale; la tela detta delle Anime Purganti che si trovava all’inizio della navata di sinistra, dove anticamente esisteva un altare; la tela detta del Santissimo Rosario posta sull’omonimo altare a capo della navata di sinistra. Sembra evidente che l’obiettivo dei ladri fossero proprio le tre tele, perchè pur essendo disponibili anche altri oggetti di valore e dimensione più contenute essi sono stati ignorati.  Da quanto si è potuto accertare, i ladri sono entrati dalla porta principale utilizzando le chiavi, poichè essa non presenta segni di effrazione. A un controllo di tutta la struttura non si sono visti altri possibili accessi anche perche tutte le finestre sono provviste di inferriate, non manomesse, e la seconda porta  di ingresso alla chiesa è chiusa internamente da paletti.

I danni più consistenti si contano in casa del sacrestano: “hanno sfondato la porta di casa, l’hanno messa a soqquadro e saccheggiata – spiega il parroco don Cyriaque Bigirimana – lì hanno trovato le chiavi, compresa quella dell’allarme e si sono recati in chiesa”. Il sacrestano storico del paese non vive a Velva, ma vi fa ritorno solo nei fine settimana, tant’è vero che il prete, scoprendo che i quadri erano scomparsi solamente venerdì pomeriggio alle 14, non riusciva a capire come i ladri potessero essere entrati senza sfondare la porta. Sabato 25 febbraio, all’arrivo del sagrestano, la seconda doccia fredda con la scoperta del furto in casa. Un particolare non trascurabile riguarda la testimonianza di una vicina, residente di fianco al campanile, che dice di aver sentito suonare l’allarme per qualche istante in settimana ma di non essersi preoccupata pensando che potessero essere le addette alle pulizie settimanali che per errore avessero tardato a disinserire il sistema. Un ulteriore sopralluogo dei tecniciche hanno installato l’allarme ha evidenziato che qiuesto funzionava perfettamente e che il furto potrebbe essere stato messo a segno tra il 20 e 21 febbraio scorso.  Topi d’appartamento o esperti ladri d’arte? La vicenda sempre più assume i colori del giallo.

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