Published On: Lun, Feb 24th, 2014

Futuro per Sestri: Villa Fontane sorge su una paleofrana ad alto rischio

Carta geologica area S.Bernardo in cui sono segnalati due corpi di frana (l'area a1 bianco rossa comprende le abitazioni che hanno subito gravi danni) foglio CARG

Carta geologica area S.Bernardo in cui sono segnalati due corpi di frana (l’area a1 bianco rossa comprende le abitazioni che hanno subito gravi danni) foglio CARG

SESTRI LEVANTE. Di ritorno dal sopralluogo del 21 febbraio a Villa Fontane, il gruppo consiliare “Futuro per Sestri” propone una interpretazione del fenomeno, parlando si una “paleofrana” che le forti piogge delle scorse settimane hanno rimesso in movimento.

“La carta geologica redatta dal progetto CARG della Regione Liguria alcuni anni fa parla chiaro: Villa Fontane sorge su una paleofrana ad alto rischio. Altro fatto che fa pensare e’ la presenza di fessurimetri, cioè strumenti atti a monitorare le aperture nelle fessure degli stabili. Se contiamo che il clima di questi ultimi dodici mesi è stato pesante dal punto di vista pluviometrico, il rischio che i vecchi corpi di frana si riattivassero erano estremamente elevati. Il sindaco ha parlato di “stupore”, stupore forse per gli effetti devastanti sulle abitazioni, ma veniamo da anni di duro dissesto idrogeologico in aree attigue al Comune, e senza prevenzione era chiaro che il nostro turno sarebbe arrivato. E al nostro turno il conto è salatissimo, perchè diverse abitazioni sono comprese nella paleofrana di Villa Fontane. Anche il fronte della frazione di Libiola, che poggia su rocce sedimentarie, e’ a rischio, al contrario delle case più antiche, che poggiano su rocce basaltiche molto solide; anche a Rovereto qualche movimento sta destando attenzione. Tornando a S. Bernardo, abbiamo parlato anche con la popolazione residente, la quale e’ abituata alle frane e conosceva la franosità antica della zona, infatti un anziano signore ci ha detto che le case più antiche “sono state costruite con le pietre cadute dalla cima del monte”. Un altro testimone ci fa risalire all’ora in cui è avvenuto il significativo movimento franoso: “Ho parlato con il padrone e mi ha detto che e’ uscito al mattino presto ed era tutto in ordine, e’ tornato per il pranzo ed era successo il disastro” e aggiunge “anche la vasca che aveva in giardino ha perso acqua (inghiottita dalle fenditure del suolo) i pesci che aveva sono tutti morti, tranne uno”. Adesso che fare? Fare attenzione e tenere sotto osservazione la frana con strumenti adeguati, e regimentare meglio le acque che svolgono un ruolo fondamentale nei movimenti franosi. Stiamo allertando anche alcuni consiglieri regionali per reperire fondi, e anche in parlamento ci faremo sentire proprio come abbiamo fatto per la miniera di Libiola”.

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